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Ragazzo, dov’è la mia politica? (dal blog di Krugman, 6 febbraio 2017)

 

FEB 6 5:16 PM

Dude, Where’s My Policy?

 

What Trump has done or tried to do over the past two years — wait, it’s really only been two weeks? — is incredibly bad. But spare a bit of attention to what doesn’t seem to be happening. Has anyone heard anything, anything at all, about domestic policy development?

Remember, after the election Wall Street decided that we were going to see a big push on infrastructure, tax cuts, etc.. Some analysts were warning that progressives should be ready for the possibility that Trump would engage in “reactionary Keynesianism.” Worrying parallels were drawn between Trumpism and autobahn construction under you-know-who.

But if there’s a WH task force preparing an infrastructure plan, it’s very well hidden; maybe they’re waiting to figure out how to turn on the lights. Seriously, I’ve been saying for a while that there will be no significant public construction plan. Wall Street economists, at least, are starting to catch on.

Meanwhile, that Obamacare replacement is … still nowhere to be seen, with GOP Congress people literally running away when asked about it.

Big tax cuts — and savage cuts to social programs — are still very much on the Congressional Republican agenda, and they could put it all together, hand it to Bannon, and have Trump sign it without reading. But I’m starting to wonder: surely they planned to unveil things during the Trump honeymoon, with the public prepared to believe that it was all done with the little guy’s interests in mind. Even pre 9-11 Bush could count on media goodwill and supine Democrats to ram through his tax cuts.

But now? With massive public distrust, and media fully willing to do real reporting on the distribution of tax cuts, not “Democrats say that the rich are the big winners”? With the media infatuation on Serious, Honest Paul Ryan at least temporarily dented by his avid support for Muslim bans and all that? Maybe they’ll do it anyway, but it seems a lot less certain than it did in November.

At this point I’m starting to wonder whether there will be any real movement on economic policy, as opposed to random insults aimed at allies.

It’s odd that the markets are, so far, not reflecting any of this; they’re basically unchanged from the levels they reached after the initial Trump Boom euphoria. But surely the odds have shifted, and there’s now a real possibility that on domestic policy, at least, we’re in for a period of sound, fury, and tweets signifying nothing.

 

Ragazzo, dov’è la mia politica?

Quello che Trump ha fatto o cercato di fare negli ultimi due anni – un momento, sono soltanto due settimane? – è incredibilmente negativo. Ma prestiamo un po’ di attenzione a quello che non sembra stia accadendo. Qualcuno ha sentito parlare di qualcosa, di qualunque cosa, che attenga agli sviluppi della politica nazionale?

Si ricordi, dopo le elezioni Wall Street aveva deciso che erano imminenti una grande spinta sulle infrastrutture, sgravi fiscali etc. Alcuni analisti mettevano in guardia i progressisti affinché fossero preparati alla possibilità che Trump alle prese con un “keynesismo reazionario”. Paralleli preoccupanti venivano delineati tra il trumpismo e la costruzione di autostrade nientemeno che sotto Hitler [1].

Ma se c’è una task force alla Casa Bianca che sta preparando un piano infrastrutturale, è ben nascosta; forse stanno aspettando di capire come accendere le luci. Su serio, ho detto da tempo che non ci sarebbe stato alcun programma significativo di opere pubbliche. Gli economisti di Wall Street, almeno, stanno cominciando a rendersene conto.

Nel frattempo, l’abrogazione della riforma sanitaria di Obama è … ancora invisibile, con i repubblicani del Congresso che letteralmente se la danno a gambe quando gli viene chiesto qualcosa a proposito.

Nella agenda dei repubblicani del Congresso ancora compaiono grandi sgravi fiscali – e tagli selvaggi ai programmi sociali – e potrebbero metterli tutti assieme, passarli a Bannon e avere la firma di Trump senza che neanche li legga. Ma io sto cominciando a meravigliarmi: certamente avevano programmato di svelare alcune cose durante la ‘luna di miele’ di Trump, con l’opinione pubblica pronta a credere che fosse stato tutto fatto avendo in mente gli interessi della gente comune [2]. Persino prima dell’1 settembre Bush poté contare sulla buona disposizione dei media e su democratici accondiscendenti per spingere sui suoi sgravi fiscali.

Ma adesso? Con una massiccia sfiducia da parte dell’opinione pubblica, e i media pienamente disponibili a fornire effettivi resoconti sulla distribuzione degli sgravi fiscali, e non cavarsela con frasi come “i democratici dicono che i ricchi sono i grandi vincitori” [3]?  Con l’infatuazione dei media per il Serio ed Onesto Paul Ryan almeno temporaneamente intaccata dal suo entusiasta sostegno ai bandi contro i musulmani e a tutto il resto? Forse lo faranno in ogni modo, ma sembra meno certo che l’abbiano fatto a novembre.

A questo punto comincio a chiedermi se ci sarà qualche reale mossa sulla politica economica, anziché soltanto insulti casuali rivolti agli alleati.

È strano che i mercati, sinora, non stiano riflettendo su niente di questo; sono fondamentalmente immutati rispetto ai livelli raggiunti dopo l’iniziale euforia sul Boom di Trump.  Ma certamente le probabilità si sono spostate, è c’è adesso la reale possibilità che, almeno in politica interna, si sia in un periodo pieno di grida, di furia e di tweet che non significano niente.

 

 

[1] Si può supporre che il “voi-sapete-chi” si riferisca ad Hitler, dato che ‘autostrada’ viene scritto in tedesco.

[2] Il mito del “little guy” (“ragazzino”, ma anche “persona ordinaria”) viene da alcuni discorsi dello stesso Trump.

[3] Ovvero, i media in questa fase non sarebbero inclini a ‘bere’ tranquillamente la propaganda trumpiana, e a dare le notizie secondo la tecnica del collocare le bugie sullo stesso piano delle reazioni dei democratici alle bugie stesse.

 

 

 

 

 

 

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