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La disoccupazione strutturale era proprio una stupidaggine (dal blog di Krugman, 4 agosto 2017)

 

AUG 4 1:53 PM

Structural Unemployment: Yes, It Was Humbug

Paul Krugman

It seems like ancient history now, but five years ago there was a remarkable Beltway consensus that high unemployment was structural, the result of a mismatch between the skills workers had and the skills the economy needed. What made this consensus remarkable was that all the evidence pointed the other way: none of the telltale signs of a skill mismatch, like rising wages for some groups despite high unemployment, were in sight. Meanwhile, lots of other evidence – like the fact that unemployment was falling fastest in the same places and occupations where it rose most – pointed to a cyclical story, that is, that the economy was simply suffering from inadequate demand.

Yet so strong was the groupthink that news analyses often presented the structural story as if it were the known truth, without even acknowledging the contrary case.

So here we are, with no obvious up-skilling of the work force, but with unemployment now below pre-crisis levels, with prime-age employment not too far below where it was, and still no wage pressure. People got mad when I called the structural story humbug, but humbug it was.

Why does this matter now? Well, the people who were sure that it was structural are still out there, opining on economic policy. And while we all make mistakes, is there any sign that any of these people have so much as admitted getting this wrong, let along learned from the experience?

 

La disoccupazione strutturale era proprio una stupidaggine

di Paul Krugman

Ora sembra una storia antica, ma cinque anni orsono c’era un considerevole consenso a Washington sull’idea che l’elevata disoccupazione fosse strutturale, il risultato di un non incontro tra le competenze che avevano i lavoratori e le competenze di cui aveva bisogno l’economia. Quello che rese questo consenso considerevole fu che tutte le prove andavano nella direzione opposta: non si vedeva alcun segno rivelatore di disaccordo di competenze; come i salari crescenti per alcuni gruppi nonostante l’alta disoccupazione. Nel frattempo, una gran quantità di altre prove –  come il fatto che la disoccupazione stesse scendendo molto velocemente negli stessi posti ed occupazioni nei quali era cresciuta maggiormente – indicavano una storia ciclica, ovvero che l’economia stesse semplicemente soffrendo di inadeguata domanda.

Tuttavia era così forte il gruppo di pensiero che le analisi giornalistiche spesso presentavano la spiegazione strutturale come se fosse verità rivelata, senza neppure riconoscere gli argomenti opposti.

Siamo dunque a questo punto, con nessuna evidente crescita di competenze nella forza lavoro, ma con una disoccupazione che adesso è sotto i livelli di prima della crisi, e con un’occupazione nella principale età lavorativa non troppo lontana dal punto in cui era, ed ancora nessuna pressione salariale. La gente diventava furiosa quando definivo la spiegazione strutturale una frottola, ma era una frottola.

Perché oggi tutto questo è importante? Ebbene, le persone che ritenevano fosse disoccupazione strutturale sono ancora in circolazione e discettano di politica economica. E se gli errori li facciamo tutti, c’è qualche segno che alcune di queste persone abbiano anche soltanto ammesso di aver sbagliato, per non dire di aver appreso qualcosa dall’esperienza?

 

 

 

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