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Gli spostamenti diventano veri: per comprendere il pantano politico del Partito Repubblicano (dal blog di Krugman, 30 settembre 2017)

 

Shifts Get Real: Understanding the GOP’s Policy Quagmire

 SEPTEMBER 30, 2017 11:39 AM 

Paul Krugman

 

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Tax Policy Center

Right now it looks as if tax “reform” — actually it’s just cuts — may go the way of Obamacare repeal. Initial assessments of the plan are brutal, and administration attempts to spin things in a positive direction will suffer from loss of credibility on multiple fronts, from obvious lies about the plan itself, to spreading corruption scandals, to the spectacle of the tweeter-in-chief golfing while Puerto Rico drowns.

Now, it ain’t over until the portly golfer sings. But still, it’s worth spending a few minutes on why a fresh debacle seems likely.

The important point is that there are crucial links between the health care faceplant and the bad news (for the GOP) on taxes — links both causal and, you might say, cultural.

Republicans took power in January determined to cut taxes on the wealthy, bigly. That has, after all, been the GOP establishment’s overriding priority for four decades; it’s what donors demand.

But they’re somewhat constrained by concerns about deficits. It’s not that they themselves care about red ink: nobody with influence in the GOP has ever cared about federal debt, least of all the deficit peacocks who preened and posed as apostles of fiscal responsibility. But all that posturing makes budget-busting tax cuts awkward. And procedural issues in the Senate also make it hard to do too much budget-busting without 60 seats.

One important goal of ACA repeal was to loosen those constraints, by repealing the high-end tax hikes that paid for Obamacare, hence giving a big break to the donor class. Having failed to do that, Rs are under even more pressure to deliver the goods to the wealthy through tax cuts.

But deficits are a constraint, even if not a hard one. Now, Republicans have always claimed that they can cut tax rates without losing revenue by closing loopholes. But they’ve always avoided saying anything about which loopholes they’d close; they promised to shift the tax burden away from their donors onto [TK], some mystery group. It was magic asterisk city; it was “Don’t tax you, don’t tax me, tax that fellow behind the tree” on steroids.

But as they sidle up toward actual legislation, they need to start getting specific: the shifts need to get real. So where will the money come from?

The bright answer in Trumpcuts is, end the deduction for state and local taxes (SALT). This probably sounded like a good idea: hey, it will punish blue states, which foolishly collect a lot of taxes to do things like feed people and treat their illnesses.

But there are a lot of Republican voters in blue states, and even a significant number of Republican Congressmen. And who are these voters? By and large, affluent but not super-rich households — hence with relatively high marginal tax rates — for whom deductibility of SALT is a big deal. As the details of the plan sink in, these people will scream bloody murder, and their representatives will become a big problem for the leadership.

So what were they thinking? My guess is that they weren’t thinking. What we learned from health care was that after 8 years, Republicans had never bothered to learn anything about the issues. There’s every reason to believe that the same is true for the distribution of tax changes, which Paul Ryan called a “ridiculous” issue and presumably nobody in his party ever tried to understand.

So now the lies and willful ignorance are catching up with them — again.

 

 

 

Gli spostamenti diventano veri: per comprendere il pantano politico del Partito Repubblicano

di Paul Krugman

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Tax Policy Center [1]

In questo momento sembra che la “riforma” del fisco – in realtà sono solo sgravi fiscali – possa ripetere l’esperienza della abrogazione della riforma sanitaria di Obama. Le indicazioni iniziali del progetto erano brutali, e i tentativi della Amministrazione di manipolare le cose in una direzione positiva pagheranno il prezzo di una perdita di credibilità su molti fronti, dalle evidenti menzogne sul progetto stesso, al diffondersi degli scandali della corruzione, allo spettacolo del twittatore-in-capo che gioca a golf mentre Porto Rico affoga.

Ora, tutto questo durerà finché il corpulento giocatore di golf se la canta da solo. Eppure, merita spendere alcuni minuti sulla ragione per la quale sembra probabile una nuova debacle.

Il punto importante è che ci sono collegamenti cruciali tra la perdita di faccia sulla assistenza sanitaria e le cattive notizie (per il Partito Repubblicano) sulle tasse – collegamenti sia sulle cause che, si potrebbe dire, culturali.

I repubblicani hanno preso il potere in gennaio, determinati a tagliare le tasse sui ricchi, alla grande. Era stata, dopo tutto, la priorità indiscutibile del gruppo dirigente del Partito Repubblicano per quattro decenni; è quello che viene chiesto dai finanziatori.

Ma essi erano in qualche modo condizionati dalle preoccupazioni sul deficit. Non si tratta del fatto che anche loro si preoccupano di andare in rosso: nessuno che abbia qualche influenza nel Partito Repubblicano si è mai preoccupato del debito federale, meno di tutti i pavoni del deficit che si davano arie e di atteggiavano ad apostoli della responsabilità in materia di finanza pubblica. Ma tutto questo atteggiarsi rende complicati gli sgravi fiscali che mandano in bancarotta i bilanci. Ed anche le questioni procedurali nel Senato rendono difficile manomettere troppo il bilancio, se non si hanno 60 seggi.

Un importante obbiettivo della abrogazione della legge sanitaria era quello di attenuare questi limiti, abrogando gli aumenti delle tasse sulle fasce alte con i quali si era coperto il costo della riforma di Obama, e quindi fornendo una grande pausa alla categoria dei finanziatori del Partito. Avendo fallito in questo, i repubblicani subiscono una pressione persino maggiore per consegnare i benefici ai ricchi attraverso i tagli al fisco.

Ma i deficit sono un condizionamento, sebbene non insuperabile. Ora, i repubblicani hanno sempre sostenuto di poter tagliare le aliquote fiscali senza perdite nelle entrate, interrompendo le elusioni del fisco. Ma avevano sempre evitato di dire alcunché su quali elusioni fiscali avrebbero interrotto; avevano promesso di spostare l’onere fiscale dai loro finanziatori a qualche … ‘fine del gioco’ [2], un qualche gruppo misterioso. Era la città dei magici asterischi; era una specie di “Non ti metto tasse, non le metto a me stesso, tasso quel tizio che è dietro l’albero” all’ennesima potenza.

Ma appena si avvicinano alla legislazione effettiva, devono cominciare ad entrare nello specifico: i cambiamenti debbono diventare reali. Dunque, da dove verranno i soldi?

La risposta brillante nei tagli di Trump è, interrompere la deduzione per le tasse degli Stati e degli Enti Locali (SALT). Questa probabilmente è sembrata una buona idea: come no, sarà una punizione per gli Stati democratici, che raccolgono pazzescamente una gran quantità di tasse per cose come l’alimentazione della gente e il trattamento delle loro malattie.

Ma ci sono una gran quantità di elettori repubblicani negli Stati democratici, e persino un numero significativo di congressisti repubblicani. E chi sono questi elettori? In generale sono famiglie benestanti ma non ricchissime – di conseguenza con aliquote fiscali marginali relativamente elevate – per le quali la deducibilità delle tasse statali e locali è una grande questione. Appena avranno compreso i dettagli del piano, queste persone si metteranno ad urlare all’assassinio efferato, e i loro congressisti diventeranno una gran problema per la dirigenza.

Cosa stavano pensando, dunque, quelle persone? La mia idea è che non stessero pensando. Quello che abbiamo imparato dalla assistenza sanitaria è stato che dopo 8 anni, i repubblicani non si erano mai degnati di imparare alcunché su questi temi. Ci sono tutte le ragioni per credere che lo stesso sia vero per la distribuzione dei cambiamenti fiscali, che Paul Ryan ha definito un tema “ridicolo” e presumibilmente nessuno nel suo partito ha mai pensato di comprendere.

Dunque, adesso le bugie e l’ostinata ignoranza si stanno ritorcendo contro di loro – nuovamente.

 

 

[1] La tabella, elaborata dalla Associazione Tax policy Center, mostra la distribuzione prevista degli aumenti fiscali all’anno 2017 per le varie categorie di reddito. Le tasse pagate dai redditi più bassi (il quintile più basso) e quelli più alti (lo 0,1 e l’1 per cento di più ricchi) crescerebbero circa del 10%; quelle delle classi medie – medio basse e medio alte – di percentuali dal 30 al 60 per cento.

[2] È solo una possibilità per tradurre TK, offerta da UrbanDictionary. Se capisco, una sorta di parola magica che in alcuni giochi mette nelle condizioni di liquidare i vostri compagni di gioco. Del resto, gli altri dizionari non traducono.

 

 

 

 

 

 

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