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I tagli delle tasse, la crescita e gli gnomi (dal blog di Paul Krugman, 21 novembre 2017)

 

NOV 21 10:00 AM 

Tax Cuts, Growth, and Leprechauns

Paul Krugman

 

Yesterday the Tax Policy Center released its macroeconomic analysis of the House tax cut bill. TPC is not impressed: their model says that GDP would be only 0.3 percent higher than baseline in 2027, and that revenue effects of this growth would make only a tiny dent in the deficit.

But Brad DeLong reminds me of a point I and others have been making: focusing on GDP is itself misleading, because we’re a financially open economy with a lot of foreign ownership already, and a large part of the alleged benefit of corporate tax cuts is that they will supposedly draw in lots of foreign investment. As a result, we should expect a significant fraction of the benefits of corporate tax cuts to go to foreigners, not domestic residents; income of domestic residents should rise less than GDP.

So I’ve been trying a back-of-the-envelope estimate of the difference leprechaun economics (so named because Ireland is the ultimate example of a country where national income is much less than GDP, because of foreign corporations) makes to the analysis.

Start with the direct effects of a corporate tax cut. The JCT puts the revenue loss at $171 billion in 2027. Assume, as is roughly the consensus, that 1/3 of this accrues to workers, but two-thirds to capital. Steve Rosenthal says that about 35 percent of this gain, in turn, accrues to foreign investors. So right there we have about $40 billion in additional investment income paid to foreigners.

Then there are the effects of the trade deficit. I can’t figure out TPC’s estimate there, but typical numbers from other modelers say that we’re looking at around $80 billion a year, or $800 billion in increased net foreign liabilities. BEA numbers say that foreign investors in the US earn on average about 2%, U.S. investors abroad around 3%. So this suggests an average return of maybe 2.5%? My guess is that this is low, because the changes would be focused on direct investment, which earns higher returns. But let’s go with it: in that case we’re talking about another $20 billion in investment income paid to foreigners.

Put it together, and for 2027 I get $60 billion in reduced GNI relative to GDP. Potential GDP is supposed to be about $28 trillionby then, so we’re talking a bit over 0.2% of GDP.

Remember, TPC estimates the extra growth in GDP at 0.3%. So according to the back of my envelope, leprechaun economics — extra payments to foreigners — basically wipe out all of that growth.

And let me say that I am not entirely clear, given this result, why there should be any dynamic revenue gains. Given how scrupulous TPC normally is, they probably have an answer. But as far as I can see there’s no obvious reason to believe that dynamic scoring helps the tax cut case at all, not even a little bit.

I’m sure that people can improve on my back-of-the-envelope here. But for now, it looks to me as if, properly counted, these tax cuts would do nothing for growth.

 

I tagli delle tasse, la crescita e gli gnomi

di Paul Krugman

Ieri Tax Policy Center ha pubblicato la sua analisi macroeconomica sulla proposta di legge dei tagli al fisco della Camera dei Rappresentanti. TPC non si fa impressionare: il loro modello dice che nel 2027 il PIL sarebbe più alto del punto di riferimento soltanto dello 0,3 per cento, e che gli effetti sul gettito di questa crescita provocherebbero solo una minuscola riduzione nel deficit.

Ma Brad DeLong mi ricorda un aspetto che io ed altri abbiamo avanzato: concentrarci sul PIL è di per sé fuorviante, perché noi siamo già un’economia aperta con una grande quantità di proprietà straniere, e una larga parte dei pretesi benefici dei tagli delle tasse sulle società consiste nel fatto che si suppone che essi attrarranno grandi quantità di investimenti stranieri. Di conseguenza, dovremmo aspettarci che una parte significativa dei benefici dei tagli alle tasse sulle società vadano ai residenti stranieri, non a quelli interni; il reddito dei residenti interni dovrebbe crescere meno del PIL.

Sto dunque provando a stimare a spanne la differenza che l’economia degli gnomi (chiamata così perché l’Irlanda (lo gnomo è una figura tipica della mitologia irlandese, NdT) è il massimo esempio di un paese nel quale il reddito nazionale è molto inferiore del PIL, a causa delle società straniere) provoca sull’analisi.

Cominciamo con gli effetti diretti di un taglio delle tasse sulle società. La Commissione Congiunta sulle Tasse del Congresso colloca a 171 miliardi di dollari la perdita di gettito nel 2027. Consideriamo, come grosso modo si ritiene unanimemente, che un terzo di quella somma vada ai lavoratori, ma due terzi al capitale. Steve Rosenthal sostiene che circa il 35 per cento di questo guadagno, a sua volta, maturi a vantaggio degli investitori stranieri. Dunque abbiamo la bellezza di circa 40 miliardi di dollari di reddito per gli investimenti aggiuntivi che vengono pagati agli stranieri.

Poi ci sono gli effetti del deficit commerciale. Su questo non riesco a capire la stima del TPC, ma i numeri consueti di altri modellatori dicono che siamo in presenza di circa 80 miliardi di dollari all’anno, ovvero di 800 miliardi di accresciute obbligazioni nette verso gli stranieri. I dati del Bureau of Economic Analysis dicono che gli investitori stranieri negli Stati Uniti hanno in media profitti di circa il 2%, gli investitori statunitensi all’estero di circa il 3%. Questo dunque suggerisce un rendimento medio di circa il 2,5%? La mia stima è che questo dato è basso, perché le modifiche si concentrerebbero sugli investimenti diretti, che realizzano rendimenti più elevati. Ma procediamo con quella ipotesi: in quel caso stiamo parlando di circa altri 20 miliardi in redditi da investimenti pagati agli stranieri.

Mettiamo tutto assieme e per il 2027 io ho 60 miliardi di dollari di riduzione del Reddito Lordo Nazionale, rispetto al PIL. Per allora si suppone che il PIL potenziale sia attorno ai 28 mila miliardi di dollari, dunque stiamo parlando di qualcosa che è un po’ superiore allo 0,2% del PIL.

Si ricordi che il TPC stima la crescita aggiuntiva del PIL attorno allo 0,3%. Dunque, secondo i miei calcoli a spanne, l’economia degli gnomi – i pagamenti aggiuntivi agli stranieri – fondamentalmente si portano via tutta quella crescita.

E fatemi dire che non mi è interamente chiaro, dato questo risultato, perché ci dovrebbe essere qualsiasi vantaggio in evoluzione nelle entrate. Considerato come il TPC è normalmente scrupoloso, probabilmente loro hanno una risposta. Ma per quello che posso vedere io non c’è nessuna ragione evidente per credere in alcun modo che quel punteggio in evoluzione aiuti la tesi dei tagli alle tasse, neppure in piccola misura.

Sono certo che le persone potranno in questo caso migliorare il mio calcolo a spanne. Ma per adesso, mi pare che questi tagli alle tasse, contabilizzati in modo appropriato, non facciano niente per la crescita.

 

 

 

 

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