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Il grande esperimento libertariano di Trump, di Paul Krugman (New York Times, 10 gennaio 2019)


Jan.10, 2019

Trump’s Big Libertarian Experiment

By Paul Krugman

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“Government,” declared Ronald Reagan in his first Inaugural Address, “is not the solution to our problem, government is the problem.” Republicans have echoed his rhetoric ever since. Somehow, though, they’ve never followed through on the radical downsizing of government their ideology calls for.

But now Donald Trump is, in effect, implementing at least part of the drastic reduction in government’s role his party has long claimed to favor. If the shutdown drags on for months — which seems quite possible — we’ll get a chance to see what America looks like without a number of public programs the right has long insisted we don’t need. Never mind the wall; think of what’s going on as a big, beautiful libertarian experiment.

Seriously, it’s striking how many of the payments the federal government is or soon will be failing to make are for things libertarians insist we shouldn’t have been spending taxpayer dollars on anyway.

For example, federal checks to farmers aren’t going out ­— but libertarian organizations like the Cato Institute have long denounced farm subsidies as just another form of crony capitalism.

Businesspeople are furious that the Small Business Administration isn’t making loans — but libertarians want to see the whole agency abolished.

If the shutdown extends into March — which, again, seems entirely possible — money for food stamps will dry up. But Republicans have long been deeply hostile to the food stamp program. Mitch McConnell, the Senate majority leader, has denounced the program for “making it excessively easy to be nonproductive.”

The shutdown has drastically curtailed work at the Food and Drug Administration, which among other things tries to prevent food contamination: Routine inspections of seafood, vegetables, fruits and other foods have stopped. But there’s a long conservative tradition, going back to Milton Friedman, that condemns the F.D.A.’s existence as an unwarranted interference in the free market.

Strange to say, however, neither the Trump administration nor its congressional allies are celebrating the actual or prospective termination of government services their ideology says shouldn’t exist. Instead, they’re engaged in frantic administrative and legal maneuvering in an attempt to mitigate those program cuts. Why?

O.K., we shouldn’t be completely cynical (cynical, yes, but not completely so). Even where there’s a government-free solution to a problem, you might worry that it would take time to set up. Maybe you believe that private companies could take over the F.D.A.’s role in keeping food safe, but such companies don’t exist now and can’t be conjured up in a matter of weeks. So even true libertarians wouldn’t necessarily celebrate a sudden government shutdown.

That said, the truth is that libertarian ideology isn’t a real force within the G.O.P.; it’s more of a cover story for the party’s actual agenda.

In the case of the party establishment, that agenda is about redistributing income up the scale, and in particular helping important donor interests. Republican politicians may invoke the rhetoric of free markets to justify cutting taxes for the rich and benefits for the poor, or removing environmental regulations that hurt polluters’ profits, but they don’t really care about free markets per se. After all, the party had little problem lining up behind Trump’s embrace of tariffs.

Meanwhile, the philosophy of the party’s base is, in essence, big government for me but not for thee. Stick it to the bums on welfare, but don’t touch those farm subsidies. Tellingly, the centerpiece of the long G.O.P. jihad against Obamacare was the false claim that it would hurt Medicare.

And as it happens, many of the spending cuts being forced by the shutdown fall heavily and obviously on base voters. Small business owners are much more conservative than the nation as a whole, but they really miss those government loans. Rural voters went Republican during a Democratic midterm blowout, but they want those checks. McConnell may have trash-talked food stamps in the past, but a sudden cutoff would have a catastrophic effect on the most Republican parts of his home state.

The one piece of the shutdown that Republicans tra seem fairly calm about is the nonpayment of federal workers. Maybe the party believes, like Trump, that these workers are mainly Democrats. But when the effects of nonpayment start to bite, even that indifference may disappear.

In any case, while the gap between Republicans’ supposed ideology and their actual reaction to the shutdown is understandable, that doesn’t make it innocent. If a party is going to claim, year after year, to believe that government is the problem, not the solution, then complain bitterly when the government stops handing out checks, attention should be paid.

And if you have libertarian leanings yourself, you should ask whether you’re happy with what’s happening with government partially out of the picture. Knowing that the food you’re eating is now more likely than before to be contaminated, does that potential contamination smell to you like freedom?


Il grande esperimento libertariano [1] di Trump,

di Paul Krugman

“Il Governo”, dichiarò Ronald Reagan nel suo primo discorso inaugurale, “non è la soluzione del nostro problema, il Governo è il problema”. Da allora i repubblicani hanno ripetuto a pappagallo la sua retorica. In qualche modo, tuttavia, non l’hanno mai perseguita attraverso un radicale ridimensionamento del Governo come richiede la loro ideologia.

Ma adesso Donald Trump sta, in effetti, mettendo in atto almeno in parte la drastica riduzione del ruolo del Governo per la quale il suo partito ha a lungo sostenuto di essere a favore. Se lo shutdown [2] si trascinerà per mesi – il che sembra abbastanza probabile –  avremo la possibilità di osservare a cosa assomigli l’America senza un certo numero di programmi pubblici dei quali la destra da tempo sostiene non avremmo bisogno. Non è importante il muro: si pensi a quello che sta accadendo come a un grande esperimento libertariano.

È sul serio impressionante come molti dei pagamenti che il Governo federale non sta facendo, o presto smetterà di fare, riguardino oggetti per i quali i libertariani sostengono che non dovremmo spendere in alcun modo i soldi dei contribuenti.

Ad esempio, gli assegni federali agli agricoltori non vengono emessi – ma associazioni libertariane come il Cato Institute hanno da tempo denunciato i sussidi all’agricoltura precisamente come un’altra forma di capitalismo clientelare.

La gente nelle imprese è furiosa perché la Agenzia per le piccole imprese non sta facendo prestiti – ma i libertariani sono a favore di una completa abolizione di quella agenzia.

Se lo shutdown si protrae sino a marzo – il che, ancora, sembra interamente probabile – si esauriranno i soldi per le tessere alimentari. Ma i repubblicani sono stati da tempo profondamente ostili al programma degli aiuti alimentari. Mitch McConnell, il dirigente della maggioranza al Senato, denunciò quel programma per il suo “rendere eccessivamente facile non essere produttivi”.

Lo shutdown ha limitato drasticamente il lavoro della Agenzia per gli alimenti e le medicine (FDA), che, tra le altre cose, cerca di impedire la contaminazione degli alimenti: le ispezioni routinarie sui pesci, sui vegetali, sulla frutta e su altri cibi sono state sospese. Ma c’è una lunga tradizione conservatrice, che risale sino a Milton Friedman, che condanna l’esistenza della FDA come una interferenza ingiustificata nel libero mercato.

Strano a dirsi, tuttavia, né la Amministrazione Trump né i suoi sostenitori al Congresso stanno festeggiando la scadenza attuale o prossima di quei servizi pubblici che la loro ideologia sostiene non dovrebbero esistere. Sono invece impegnati in manovre amministrative e legali frenetiche nel tentativo di mitigare i tagli a quei programmi. Perché?

È vero, non dovremmo essere completamente cinici (cinici sì, ma non così completamente). Anche nei casi nei quali ci sarebbe una soluzione al problema senza bisogno del Governo, si dovrebbe essere preoccupati per i tempi che essa richiede per essere messa in atto. Potete credere che società private potrebbero prendere il posto della FDA nel rendere sicuri gli alimenti, ma tali società adesso non esistono e non possono essere inventate in qualche settimana. Dunque persino i veri libertariani non festeggerebbero necessariamente un improvviso shutdown del Governo.

Ciò detto, la verità è che l’ideologia libertariana non è una forza reale all’interno del Partito Repubblicano; più che altro è un racconto di copertura al servizio del programma effettivo del partito.

Nel caso del gruppo dirigente del partito, quel programma riguarda la redistribuzione del reddito a favore delle parti alte della scala sociale, e in particolare contribuendo a importanti interessi dei donatori. I politici repubblicani possono invocare la retorica dei liberi mercati per giustificare il taglio delle tasse per i ricchi e per i (tagli dei) sussidi ai poveri, o per rimuovere le regole ambientali che danneggiano i profitti degli inquinatori, ma non si interessano ai liberi mercati in quanto tali. In fin dei conti, il partito ha pochi problemi ad allinearsi dietro l’abbraccio delle tariffe da parte di Trump.

Nel frattempo, la filosofia della base del partito è, nella sostanza: “grande governo” per noi ma non per gli altri. Botte sugli scansafatiche dell’assistenza, ma non si tocchino i sussidi agli agricoltori. Significativamente, il pezzo forte della lunga guerra santa del Partito Repubblicano contro la riforma sanitaria di Obama è stato il falso argomento che essa avrebbe danneggiato Medicare.

E come accade, molti dei tagli alla spesa a cui si è costretti per lo shutdown cascano pesantemente ed ovviamente sulla base elettorale. I proprietari di piccole imprese sono molto più conservatori della nazione nel suo complesso. Gli elettori rurali passarono ai repubblicani durante il grande successo democratico alle elezioni di medio termine, ma vogliono quegli assegni [3]. McConnel può aver parlato a vanvera degli aiuti alimentari, ma un taglio improvviso avrebbe effetti catastrofici sulla maggioranza delle zone repubblicane del suo Stato di provenienza.

Il solo aspetto dello shutdown sul quale i repubblicani sembrano abbastanza calmi e il non pagamento dei lavoratori federali. Forse il partito crede, come Trump, che questi lavoratori siano principalmente democratici. Ma quando gli effetti di questo non pagamento cominciano a mordere, anche quell’indifferenza può scomparire.

In ogni caso, se il divario tra la presunta ideologia dei repubblicani e la loro attuale reazione allo shutdown è comprensibile, ciò non lo rende insignificante. Se un partito è indirizzato a sostenere, anno dopo anno, che il Governo è il problema e non la soluzione, allora dovrebbe essere prestata attenzione a lamentarsi aspramente quando il Governo smette di distribuire i pagamenti.

E se voi stessi avete orientamenti libertariani, dovreste chiedervi se siete contenti di quanto sta accadendo con un Governo che parzialmente esce di scena. Sapendo che il cibo che state mangiando è oggi più probabile di prima che sia contaminato, quella potenziale contaminazione ha per voi il sentore della libertà?










[1] Per il termine “libertariano” si può leggere la estrema sintesi della vita e del pensiero di Ayn Rand, considerata la capostipite di tale ideologia, che si trova nelle note sulla traduzione. Essa spiega anche perché il termine “libertariano” è praticamente intraducibile con espressioni apparentemente contigue – ad esempio: radicale, o liberista – che in realtà alludono a ben altro nel pensiero politico europeo, pur presentando occasionali somiglianze. Neanche mi pare si possa immaginare che si tratti di una ideologia organica, cresciuta nel tempo con una sua struttura di approfondimenti, di ricerca e di organizzazione interna, al pari di altre ideologie del secolo passato. Forse è più giusto concepire il fenomeno del “libertarianismo” come tipicamente americano; una sorta di attrazione che agisce in modo ‘carsico’ sul conservatorismo americano, in certi momenti storici collegando le politiche presenti ad una sensibilità antica e per qualche aspetto fondativa di una parte del pensiero politico di quel paese. L’idea di una “economia forte per una completa assenza di regole”, è il caposaldo di questa mitologia libertariana fuori del tempo. Di fatto, nel periodo recente quella attrazione è tornata a risultare evidente in movimenti come il Tea Party e in una componente oggi certamente maggioritaria del Partito Repubblicano.

[2] “Shutdown” significa “chiusura”. Lascio il termine in inglese, perché è tipicamente americana l’idea che far chiudere i battenti al Governo possa essere un episodio della normale dialettica politica. Peraltro l’origine di questo fenomeno risiede in una particolarissima regola delle istituzioni americane. La Camera dei Rappresentanti ha poteri piuttosto ampi sulla intera materia dei provvedimenti economici e di bilancio. Uno di questi provvedimenti riguarda l’aggiornamento, anno dopo anno, del cosiddetto “tetto del debito”. Come accade in tutto il mondo, il tetto del debito, in cifre assolute, normalmente cresce, se non altro perché aumentano i residenti e per l’inflazione; ciononostante la legge americana prevede che tale aumento sia autorizzato da un provvedimento della Camera, che dopo le elezioni di medio termine è a maggioranza democratica. Trump ha chiesto notoriamente il famigerato finanziamento del “muro” al confine con il Messico, sul quale i democratici dissentono. A quel punto Trump stesso ha deciso di “chiudere” una serie di servizi, se non avrà la autorizzazione a costruire il muro.  Suppongo perché con tale chiusura non supererà il livello di debito ammissibile e non dovrà dunque sopportare l’umiliazione di vedersi bocciare la proposta, per quanto riguarda il muro. Salvo errori od omissioni, questa dovrebbe essere la spiegazione di questa vicenda che altrove apparirebbe assai bizzarra.

[3] Nella connessione nel testo inglese, c’è un lungo articolo di John H. Ray e Sean McElwee sulla rivista WTHH che parla di questi spostamenti nell’elettorato rurale.







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