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I capricci di Trump portano i democratici fuori da una trappola, di Paul Krugman (dal blog di Krugman, 24 maggio 2019)

 

May 24, 2019

Trump Tantrums the Dems Out of a Trap

By Paul Krugman

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I gotta say, it was very clever of Nancy Pelosi to steal Donald Trump’s strawberries, pushing him over the edge into self-evident lunacy.

As everyone knows, Trump stormed out of a meeting on infrastructure, apparently out of uncontrollable rage over Pelosi’s remarks pointing out that the administration’s stonewalling on all fronts, including raw defiance of the law requiring that it provide the president’s tax returns, obviously amount to a coverup of something (and maybe multiple things.) And Democrats should be grateful.

And I don’t just mean that they should be grateful to see Trump displaying his unfitness for office, which has long been clear to close observers, in such a dramatically unhinged way that only cultists can fail to see it. He’s also helped them with a political dilemma.

You see, a major infrastructure push is a very good idea, one that Democrats would find it hard to oppose in good conscience. Yet it would also be politically good for Trump, helping the economy, giving the public a sense of progress, and also making him seem more like a normal president. And Democrats would have had a hard time avoiding making him this gift.

True, Republicans seem able to get away with blatant economic sabotage when a Democrat is in the White House. But Democrats, in part because they don’t have Fox News to insist that black is white and up is down, are much less able to pull this off. Luckily, Trump has solved their problem.

First things first: Why is an infrastructure push such a good idea? Partly because we have been underinvesting for years. The state of our roads, rail lines, water systems, and so on speaks for itself. Beyond that, private investment demand remains weak, leading to low government borrowing costs; investors are effectively begging the government to take some of their money and do something useful with it.

On top of these considerations, infrastructure spending is especially desirable in a depressed economy, when it puts idle resources to work in a way that promotes long-run growth. But, you may argue, the U.S. economy isn’t depressed right now. Indeed it isn’t; but it’s more fragile than many realize. When the next recession comes – and there is always a next recession – the conventional response, cutting interest rates, will almost surely be inadequate. On average, when recession strikes, the Federal Reserve cuts rates by 5 percentage points. Currently, however, rates are only half that high, so the Fed doesn’t have enough room to cut.

And when recession does strike, it will be too late to get a major infrastructure program going. Better to have it already underway.

So a big infrastructure push makes a lot of sense; it would also be good politics for Trump. Yet 2 ½ years after Trump took office, and after a series of “infrastructure weeks” that seem to come almost as often as the president’s golfing trips, nothing has happened. Why not?

One answer is that Republicans in Congress have no interest in infrastructure spending. They see any form of public expenditure, no matter how justified in terms of narrow economics, as problematic because it may seem to legitimize a larger role for government in general.

Another answer is that until now Trump officials have been completely unwilling to consider a traditional, clean infrastructure program – you know, just build stuff. Instead, they have proposed complex public-private partnerships that would in effect subsidize the privatization of public assets. It has been easy for Democrats to reject such ideas, as not really being about infrastructure at all.

After the 2018 midterms, however, it began to look as if Trump, wanting a policy win, might finally be willing to talk about a genuine infrastructure plan. And this had the potential of becoming a trap for Democrats, who would have trouble denying him that policy win.

But it was not to be. Let’s not try to pretend that there was any clever political strategy in Trump’s walkout; it was just his immaturity and insecurity, but even more obvious than usual. And the attempt to portray Pelosi as out of control is so ludicrous that only totally deluded people – i.e., around a third of the country – could possibly believe it.

So if I were Pelosi and Schumer, I would be quietly expressing thanks to Trump for throwing a tantrum, and extricating them from a potential political trap.

 

 

I capricci di Trump portano i democratici fuori da una trappola,

di Paul Krugman

 

Lo devo dire, è stata intelligente Nancy Pelosi a rubare la scena [1] a Donald Trump, spingendolo sull’orlo di una evidente crisi di nervi.

Come sanno tutti, Trump è uscito infuriato da una riunione sulle infrastrutture, apparentemente in preda ad una rabbia per le osservazioni della Pelosi che mettevano in evidenza che il boicottaggio su tutti i fronti della Amministrazione, incluso un rozzo atteggiamento di sfida sulla legge che impone al Presidente di pubblicare la propria dichiarazione delle tasse, corrisponde evidentemente ad una copertura di qualcosa (e forse di varie cose). E i democratici dovrebbero esserle grati [2].

E non intendo soltanto che dovrebbero essere grati nel constatare che Trump non è adatto al suo incarico, circostanza chiara da tempo agli osservatori attenti, dando prova di uno squilibrio talmente spettacolare che solo i più fanatici possono riuscire a non accorgersene. Lui li ha anche aiutati di fronte a un evidente dilemma di natura politica.

Come sapete, una importante spinta sulle infrastrutture è un’ottima idea, alla quale in buona coscienza i democratici avrebbero difficoltà ad opporsi. Tuttavia essa sarebbe anche positiva politicamente per Trump, aiutando l’economia, dando alla opinione pubblica una sensazione di progresso ed anche rendendolo più simile ad un Presidente normale. E i democratici avrebbero difficoltà ad evitare di fargli questo regalo.

È vero, i repubblicani sembrano capaci di farla franca con lo sfacciato sabotaggio economico, quando un democratico è alla Casa Bianca. Ma i democratici, in parte perché non dispongono di una Fox News che dice in continuazione che il nero è bianco e il sopra è il sotto, sono molto meno capaci di riuscire a farlo. Fortunatamente, Trump ha risolto il problema per loro.

Prima di tutto: perché una spinta sulle infrastrutture è un’idea così buona? In parte perché abbiamo avuto per anni un difetto di investimenti. La condizione delle nostre strade, delle ferrovie, dei sistemi idrici e via dicendo, parla da sola. Oltre a ciò, la domanda di investimenti privati resta debole, comportando bassi costi di indebitamento per il Governo: in sostanza gli investitori stanno implorando il Governo a prendere un po’ dei loro soldi e a farci qualcosa di utile.

In cima a queste considerazioni, la spesa sulle infrastrutture è particolarmente desiderabile in un’economia depressa, mettendo in attività risorse inerti in un modo che promuove la crescita a lungo termine. Ma potete obbiettare che l’economia in questo momento non è depressa. In effetti non lo è: ma è più fragile di quello che molti comprendono. Quando arriverà la prossima recessione – e una prossima recessione c’è sempre – la risposta tradizionale, il taglio dei tassi di interesse, quasi certamente sarà inadeguata. In media, quando colpisce la recessione, la Federal Reserve taglia i tassi di 5 punti percentuali. Attualmente, tuttavia, i tassi sono alti la metà, cosicché la Fed non avrebbe abbastanza spazio per tagliare.

E quando colpisce la recessione, è troppo tardi per mettere in moto un importante programma infrastrutturale. Meglio averlo già in funzione.

Dunque una grande spinta sulle infrastrutture sarebbe del tutto ragionevole; per Trump sarebbe anche una buona politica. Tuttavia, dopo due anni e mezzo da quando Trump è entrato in carica, e dopo una serie di “settimane delle infrastrutture” che sembrano arrivare quasi altrettanto frequentemente delle gite di Trump per il golf, non è successo niente. Perché no?

Una risposta è che i repubblicani del Congresso non hanno alcun interesse alla spesa per le infrastrutture. Essi considerano problematica ogni forma di spesa pubblica, a prescindere da quanto sia giustificata in termini strettamente economici, perché può sembrare che legittimi in generale un ruolo maggiore per il Governo.

Un’altra risposta è che sinora i dirigenti di Trump sono stati completamente indisponibili a prendere in considerazione un tradizionale, onesto programma infrastrutturale – sapete, esso si limiterebbe a costruire cose. Hanno invece proposto una complicata collaborazione pubblico-privata che in effetti regalerebbe come un sussidio gli asset pubblici. Respingere tali idee è stato facile per i democratici, in quanto esse non riguardano affatto le infrastrutture.

Dopo le elezioni di medio termine del 2018, tuttavia, cominciò a sembrare che Trump, volendo una vittoria politica, potesse finalmente essere disponibile a discutere di un genuino programma di infrastrutture. C’era la possibilità che questa diventasse una trappola per i democratici, che sarebbero stati in difficoltà a negargli quel successo politico.

Ma non era destinato a succedere. Non facciamo finta che ci sia stata una qualche intelligente strategia politica nel fatto che Trump si sia astenuto; si è trattato solo della sua immaturità e insicurezza, semmai persino più evidenti del solito. E il tentativo di dipingere la Pelosi come fuori controllo è stato così grottesco che soltanto gente completamente fuorviata – il che però significa un terzo del paese – ha forse potuto crederci.

Dunque, se io fossi la Pelosi e Schumer, esprimerei i miei ringraziamenti a Trump per il suo scatto d’ira, e per averli liberati da una trappola politica.

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] Suppongo sia una espressione idiomatica, “rubare le fragole” nel senso di “rubare la scena”.

[2] In sostanza Trump ha affermato che finché i democratici non smetteranno di agitare i problemi della sua scorrettezza istituzionale, di programmi per le infrastrutture non se ne parlerà più.

 

 

 

 

 

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