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Dammi la libertà e dammi la morte, di Paul Krugman (dal blog di Krugman, 21 aprile 2020)

 

Apr 21, 2020

Give me liberty and give me death

Paul Krugman

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Much of the U.S. economy is currently shut down, and rightly so. But now there’s a backlash against the restrictions that have slowed the coronavirus’s spread.

It’s not a broad-based popular rebellion — those much-hyped demonstrations at state capitols are more astroturf, organized by right-wing groups with close ties to the Republican establishment, than genuine grass roots protests. And irresponsible politicians like Georgia’s governor, who is reopening gyms and beauty salons even as Covid-19 rapidly spreads in his state, are clearly responding to top-down pressure from Donald Trump rather than popular demand.

But it’s happening all the same. Why?

The answer, I’d suggest, is that the Trump administration and its Senate allies are botching pandemic economics — and at some level they know that. So they’re desperate to wish the problem away before the failure of their response becomes too obvious.

To be fair, the problems posed by Covid-19 are both novel and incredibly fast moving. Still, both logic and other countries’ experiences have given us a pretty good idea of what we should be doing right now. First, lock down high-contact economic activities, to slow the viral spread. Second, provide generous disaster relief to those whose incomes have been cut off by the lockdown. Third, rapidly ramp up testing and tracking, so that when we (cautiously) restart normal life we can quickly identify and neutralize any emergent hot spots.

The trouble is that we’re falling down badly on (2) and (3).

True, Congress voted a lot of money in enhanced unemployment benefits and small-business loans. But it’s becoming increasingly clear that the money isn’t reaching the Americans who need it, largely because the federal government didn’t take responsibility for how the money was spent.

Enhanced unemployment benefits are a really good idea. But the federal program is being run through state unemployment offices, which have been starved of funds for decades — in many cases because conservative state governments wanted to make benefits hard to claim. As a result, there is a huge backlog of unprocessed claims, and millions of Americans have yet to see a dime.

It didn’t have to be this way. Canada introduced an Emergency Response Benefit for those losing income as a result of the coronavirus, implemented directly by the federal government and easily accessible via a government portal and hotline; the program began paying out up to $2,000 a month almost immediately.

Meanwhile, those small business loans are being run through private banks, under criteria that let huge restaurant and hotel chains claim that each of their locations is a small business; not surprisingly, these giants, which have strong relationships with big banks, quickly snapped up almost all the money, with little flowing to the intended beneficiaries.

And behind this failure to provide economic relief, we’re not seeing anything like the rapid rise in testing we need to start reopening safely.

A different president might have responded to these developments with a crash effort to fix the problems, the way the Obama administration dealt with the initial 2013 Obamacare debacle. But Trump being Trump, he’s disavowing any responsibility, instead pressuring states to ignore the health risks and abandon the social distancing that has blunted the pandemic.

If you ask me, this isn’t just cruel, it’s politically stupid. As we’ve just seen, viruses move fast. A few days ago we were starting to see signs that Covid-19 might be peaking. But relax our vigilance, even a bit, and a second, bigger wave of deaths could easily happen well before the election.

But Trump and his allies don’t seem able to wrap their minds around the idea that it’s their job to solve problems, not shift the blame. And I don’t know about you, but I’m getting even more scared than I was.

 

Dammi la libertà e dammi la morte,

di Paul Krugman [1]

 

Gran parte dell’economia degli Stati Uniti attualmente è chiusa, e giustamente. Ma adesso c’è un contraccolpo contro le restrizioni che hanno rallentato la diffusione del coronavirus.

Non è una ribellione con una ampia base popolare – quelle molto pubblicizzate dimostrazioni presso i Parlamenti degli Stati sono più un fenomeno artificiale [2], organizzate da gruppi della destra strettamente collegati al gruppo dirigente repubblicano, che non proteste con una genuina base popolare. E politici irresponsabili come il Governatore della Georgia, che sta riaprendo palestre e sale di bellezza anche se il Covid-19 nel suo Stato si diffonde rapidamente, stanno chiaramente rispondendo alla spinta dall’alto da parte di Donald Trump, piuttosto che ad una richiesta popolare.

Ma comunque sta accadendo. Perché?

Direi che la risposta è che l’Amministrazione Trump e i suoi alleati nel Senato stanno mettendo assieme un pasticcio con l’economia della pandemia –  e a qualche livello ne sono consapevoli. Quindi hanno l’ansia che il problema sparisca da solo, prima che il fallimento della loro risposta divenga troppo evidente.

In verità, il problema posto dal Covid-19 è inedito e si muove nello stesso tempo in modo incredibilmente veloce. Eppure, sia la logica che le esperienze degli altri paesi ci hanno fornito idee abbastanza buone di quello che si dovrebbe fare a questo punto. Prima di tutto, isolare le attività economiche con elevati contatti, per rallentare la diffusione del virus. In secondo luogo, fornire un aiuto generoso nella calamità a coloro i cui redditi sono stati decurtati dall’isolamento. In terzo luogo, intensificare rapidamente i test e i tracciamenti, in modo tale che quando (con cautela) ripartirà la vita normale si possa rapidamente identificare e neutralizzare ogni focolaio emergente.

Il problema è che, sui punti secondo e terzo, stiamo fallendo miseramente.

È vero, il Congresso ha approvato una gran quantità di soldi per aumentare i sussidi di disoccupazione e i prestiti alle piccole imprese. Ma sta diventando sempre più chiaro che i soldi non arrivano agli americani che ne hanno bisogno, in gran parte perché il Governo federale non si è preso la responsabilità su come spedire il denaro.

I sussidi di disoccupazione aumentati sono davvero una buona idea. Ma il programma federale viene gestito attraverso gli uffici della disoccupazione degli Stati, che per decenni sono stati ridotti al lumicino – in molti casi perché i conservatori volevano che i sussidi fossero difficili da chiedere. Il risultato è che c’è una arretrato impressionante di richieste non esaminate, e milioni di americani devono ancora vedere un centesimo.

Non era necessario che andasse così. Il Canada ha introdotto un Sussidio di Risposta di Emergenza per coloro che perdono il reddito in conseguenza del coronavirus, messo in atto direttamente dal Governo federale e facilmente accessibile attraverso un portale e una linea diretta governativa; il programma ha cominciato quasi immediatamente a sborsare sino a 2.000 dollari al mese.

Nel frattempo, quei prestiti alle piccole imprese vengono gestiti attraverso banche private, con criteri che consentono ai grandi ristoranti ed alle catene alberghiere di pretendere che ciascuna delle proprie ubicazioni corrisponda ad una piccola impresa; questi giganti, che hanno forti aderenze nelle grandi banche, non sorprendentemente si sono accaparrati quasi tutti i soldi, che fluiscono in minima parte a coloro che si intendeva ne beneficiassero.

Un Presidente diverso avrebbe risposto a questi sviluppi con un impegno intenso per risolvere i problemi, nel modo in cui la Amministrazione Obama si comportò con la iniziale debacle della riforma sanitaria del 2013. Ma dato che Trump è Trump, egli sta disconoscendo ogni responsabilità, e piuttosto fa pressioni sugli Stati perché ignorino i rischi sanitari e abbandonino il distanziamento sociale che ha attenuato la pandemia.

Se volete la mia opinione, questo non è solo crudele, è politicamente stupido. Come abbiamo appena constatato, il virus si muove velocemente. Pochi giorni fa stavamo cominciando a vedere i segni che il Covid-19 stava forse raggiungendo il picco. Ma se rilassiamo la nostra vigilanza, persino per poco, una seconda e maggiore ondate di vittime potrebbe facilmente aver luogo ben prima delle elezioni.

Ma Trump e i suoi alleati sembrano incapaci di intendere il concetto che è loro compito risolvere i problemi, anziché dar la colpa ad altri. Non so voi, ma io sto diventando anche più spaventato di quanto fossi.

 

 

 

 

 

 

[1] “Dammi la libertà o dammi la morte” sono le famose parole finali attribuite a Patrick Henry in un discorso pronunciato alla Seconda Convenzione della Virginia nel 1775. Come dire: o la libertà, o una morte dignitosa. Viene trascritto con una “e” anziché con la “o”, mi pare nel senso che questa volta pare si cerchino entrambe le cose.

[2] Lo stranissimo termine “astroturf” – che significa campo da gioco sintetico, dove Astro è la denominazione di un campo del genere che pare sia stato il primo campo sintetico nella storia del baseball – è stato passato al linguaggio politico, ad indicare quelle organizzazioni che collocano iniziative propagandistiche, e in particolare inscenano manifestazioni e raduni a pagamento, che i media diffondono poi come reali. Difficile tradurlo, anche se in fondo indica un fenomeno artificiale, come un campo da gioco sintetico.

 

 

 

 

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