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La leggenda dei disoccupati pigri. Quello che Keynes sapeva e che i politici non sanno. Di Paul Krugman (dal blog di Krugman, 4 agosto 2020)

 

Aug 4, 2020

The legend of the lazy unemployed.  What Keynes knew but politicians don’t.

Paul Krugman

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“Anyone who is willing to work and is serious about it will certainly find a job. Only you must not go to the man who tells you this, for he has no job to offer and doesn’t know anyone who knows of a vacancy. This is exactly the reason he gives you such generous advice, out of brotherly love, and to demonstrate how little he knows the world.”

So begins B. Traven’s 1927 adventure novel “The Treasure of the Sierra Madre,” the basis for the classic John Huston movie. Traven, it turns out, knew more about economics than any member of the modern G.O.P. caucus — a group whose members believe that cutting unemployment benefits and thus forcing people to seek jobs at all cost will somehow conjure more jobs into existence.

Today’s column was about the failure of Senate Republicans and the Trump administration to come up with any meaningful plan to deal with the expiration of special pandemic aid to the unemployed. Much recent economic research has investigated how much effect this aid had on incentives of workers to seek jobs, with the apparent answer being not much. As I argued, however, this question is largely irrelevant: no matter how hard workers look, they can’t take jobs that aren’t there.

But there is an objection one might raise: the number of jobs on offer isn’t a fixed quantity. You could imagine that desperate workers would be willing to accept wage cuts, and that reduced wages might induce employers to expand their workforces. This isn’t an argument politicians are likely to make openly — “Vote for Trump! He’ll slash your wages!” But might it have some validity?

Well, no. And John Maynard Keynes explained why. (Incidentally, I don’t recommend reading Keynes in the original. His “General Theory” is an extraordinary intellectual feat, unutterably brilliant, but very, very dense.)

What Keynes pointed out was that while an individual worker may indeed be able to get a job by accepting a wage cut — because they underbid rivals for the job, or make it possible for the employer to underprice competitors — the story is very different if everyone takes a wage cut. Nobody gains a competitive advantage, so where are the job gains supposed to come from?

It’s true that when an economy is suffering from persistent inflation, generous benefits can feed a wage-price spiral even when unemployment is high; this may have been a factor in the “Eurosclerosis” that afflicted some European countries in the 1980s. But this isn’t relevant to America in 2020.

Indeed, if anything, benefit cuts that force workers to compete over scarce jobs can hurt employment, by causing deflation that worsens the burden of debt — a phenomenon my colleague and co-author Gauti Eggertsson calls the “paradox of toil.”

Wait, there’s more. The Covid-19 recession, brought on by the necessary lockdown of high-contact economic activities, has been terrible. But it could have been much worse. Tens of millions of workers lost their jobs and their regular wage income — and the job-losers were disproportionately low-wage workers with little in the way of financial resources to fall back on. So absent government aid they would have been forced to slash spending, leading to a whole second round of job losses across the economy.

Unemployment benefits, however, sustained many workers’ incomes, averting this second-round depression. So “paying people not to work,” as right-wingers like to describe it, actually saved millions of jobs.

In short, things could have been much worse. And sure enough, it seems that they are indeed about to get much worse.

 

 

 

La leggenda dei disoccupati pigri. Quello che Keynes sapeva e che i politici non sanno.

Di Paul Krugman

 

“Chiunque sta cercando di lavorare e lo fa seriamente, di sicuro troverà un posto di lavoro. Soltanto non dovete andare dall’uomo che ve ne parla, perché lui non ha nessun posto di lavoro da offrire e non conosce nessuno che sappia di un posto disponibile. Questa è esattamente la ragione per la quale vi dà tali consigli generosi, per amore fraterno, e per dimostrare quanto poco conosca il mondo”.

Comincia così il racconto di avventura del 1927 di B. Traven “Il tesoro della Sierra Madre”, la base del classico film di John Huston. Si scopre che Traven conosceva meglio l’economia di qualsiasi membro dell’odierno raggruppamento elettorale del Partito Repubblicano – un gruppo i cui componenti credono che tagliare i sussidi di disoccupazione e quindi costringere le persone a cercare posti di lavoro qualsiasi essi siano, in qualche modo creerà per magia posti di lavoro.

L’articolo di oggi riguardava l’incapacità dei repubblicani del Senato e dell’Amministrazione Trump a venir fuori con qualche programma significativo per misurarsi con la scadenza dell’aiuto nella pandemia ai disoccupati. Molte ricerche recenti hanno indagato su quanto effetto questo aiuto avesse sugli incentivi dei lavoratori a cercare posti di lavoro, e la risposta che ne è risultata è: non molto. Come ho sostenuto, tuttavia, la questione è ampiamente irrilevante: non conta con quanto impegno i lavoratori cercano, non possono prendere posti di lavoro che non ci sono.

Ma c’è un’obiezione che qualcuno potrebbe sollevare: il numero dei posti di lavoro in offerta non è una quantità stabilita. Si potrebbe immaginare che lavoratori disperati siano disponibili ad accettare tagli ai salari, e che i salari ridotti possano indurre i datori di lavoro ad espandere i loro organici. Non è certo probabile che gli uomini politici avanzino questo argomento apertamente: “Votate per Trump! Lui vi taglierà i salari!” Ma potrebbe avere una qualche validità?

Ebbene, no. E John Maynard Keynes aveva spiegato perché (per inciso, io non consiglio di leggere Keynes nell’originale. La sua “Teoria Generale” è una straordinaria impresa intellettuale, indicibilmente acuta, ma molto, molto oscura).

Quello che Keynes mise in evidenza fu che mentre un lavoratore singolo può in effetti essere capace di ottenere un posto di lavoro accettando tagli al salario – perché essi riducono la concorrenza dei rivali per il posto di lavoro, o rendono possibile al datore di lavoro di vendere sottocosto rispetto ai competitori – il racconto è molto diverso se tutti accettano tagli ai salari. Se nessuno si aggiudica un vantaggio competitivo, da dove vengono i supposti aumenti dei posti di lavoro?

È vero che quando un’economia sta soffrendo di una inflazione persistente, sussidi generosi possono alimentare una spirale prezzi-salari anche quando la disoccupazione è elevata; questo può essere stato un fattore nella “euro sclerosi” che afflisse i paesi europei begli anni ’80. Ma non è significativo nell’America del 2020.

Infatti, il taglio dei sussidi che costringe i lavoratori a competere per scarsi posti di lavoro può piuttosto danneggiare l’occupazione, provocando la deflazione che peggiora il peso del debito – un fenomeno che il mio collega e coautore Gauti Eggertsson chiama “il paradosso del lavoro duro”. Ma c’è altro. La recessione del Covid-19, provocata dal necessario blocco delle attività economiche con elevati contatti, è stata terribile. Ma avrebbe potuto essere molto peggiore. Decine di milioni di lavoratori hanno perso i loro posti di lavoro ed i loro regolari redditi di lavoro – e coloro che perdevano il posto di lavoro erano sproporzionatamente lavoratori con bassi salari e con poche risorse finanziarie disponibili sulle quali fare affidamento. Dunque, in assenza di un aiuto del Governo avrebbero dovuto tagliare le spese, portando ad vera e propria seconda serie di perdite di posti di lavoro in tutta l’economia.

I sussidi di disoccupazione hanno, però, sostenuto molti redditi dei lavoratori, evitando questa seconda serie di depressione. Dunque “pagare la gente per non lavorare”, come alle persone della destra piace definirla, in effetti ha salvato molti posti di lavoro.

In breve, le cose avrebbero potuto essere molto peggiori. E infatti, come previsto, sembra che costoro siano intenzionati a renderle molto peggiori.

 

 

 

 

 

 

 

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