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Una lunga serie di tweet – ma vale la pena di leggerli di Branko Milanovic (dal sito Twitter di Milanovic, 13 settembre 2020)

 

Oct 13, 2020

(Long thread–but worth reading)

Branko Milanovic

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I received lots of pushback (including some pretty nasty comments) on my tweets re. the most recent “Nobel Prize” in economics.

 

I believe that most comments reflect two entirely different views of economics: what it is and what its objectives are. Rather than engaging in the methodological debate let me help you understand my views by giving examples of what are the big economic issues today—

 

–which a big prize should acknowledge. Not so much to give these people money (they are rich anyway) but as a signaling device so that young economists should study topics that matter to people’s wellbeing in the entire world, and not minor issues.

 

Minor issues already matter to the rich and those who study them will be well rewarded anyway. I would avoid mentioning topics that I most care about, and when I mention some people by name they would not be the ones with whom I agree 100%.

 

Ok, let’s start with a huge topic that stares us in face. We have 40 years of the most extraordinary increase in income for the largest number of people ever. Do we know what propelled China’s growth? Perhaps not fully, but there are people who have been writing about it.

 

They might disagree among themselves, but let’s hear from them. Did, for example, any Chinese *ever* write anything to explain this extraordinary development?

 

For when we ignore this biggest issue of all, we are –as indeed we seem to be– in the world of Nobel in literature. At the time when Tolstoy, Joyce and Proust were publishing, the Nobel prize went to… Sully Prudhomme. Yes, Sully Prudhomme (check it out).

 

Lets go further. Who are the economists who highlighted how privatization might lead to crony capitalism & oligarchy in Russia? Should not they be singled out—as they spoke against the current, and against the popular wisdom at the time and were proven right.

 

I will mention here Stiglitz (who already got his Nobel, so that’s not another nomination) but who was the only person whom I have heard explicitly warning against what happened afterwards. And I know there were others too.

 

Or people who made us understand how a whole socio-economic system works? The understanding of socialist economics was never the same after Janos Kornai’s works. Isn’t this a big topic: how a system under which 1/3 of mankind lived and worked functions? Not worth highlighting?

 

The origins of the Industrial Revolution. You might say, who cares? But that’s wrong: if we do not understand how England took off, can we understand how growth that lifts millions of people out of poverty occurs?

 

There is a fierce debate raging among economic historians on the issue. It is important to bring up the participants. Let us hear them.

 

 

Was the growth of capitalism made possible thanks to slavery?Don’t we want to know if capitalism could have emerged w/o servile labor or not? There are many people writing on that. Does welfare of some depend on subjugation of others? What do economists say? Is there a trade-off?

 

Move to the present. Is CHN destroying Western middle classes? Or it’s technology? The topic was opened up by Ricardo 2 centuries ago & still does not have a definitive answer. Do we want to hear what is the current (empirical) thinking? There are insights from US, France, Mexico

 

How about the monopoly nature of today’s capitalism? Does it reduce everyone’s welfare and make the monopolists control the political process? Does it undermine both competition and democracy? There are many people writing on that too. Shouldn’t they be highlighted?

 

Or do intellectual property rights condemn to poverty and deaths (today especially) millions in less developed countries? How did IPRs evolve over the past two centuries? What do we gain by enforcing property rights and what do we lose? Isn’t that a big topic?

 

I could produce at least five similar big topics whose better knowledge may help reduce poverty for many people in both the global South and the global North. And make us understand our present and the past better.

 

The point I want to make is this: Economics is a social science. Its aim is to make us understand the world and make people’s lives (materially) richer. The work that should be singled out is the work that does that—in a big way.

 

Quesnay wanted to make France richer. Smith wanted to spread the benefits of the Commercial Revolution to the rest of the world. Ricardo was concerned by the destruction of the engine of growth. Marx wanted to end the class system.

 

These are the founders of economics. They asked fundamental questions. We should follow them.

 

 

 

Una lunga serie di tweet – ma vale la pena di leggerli [1]

di Branko Milanovic

 

Ho ricevuto molti commenti negativi ai miei tweet a proposito del più recente “Premio Nobel” (inclusi alcuni commenti malevoli).

 

Credo che la maggioranza dei commenti rifletta due punti di vista sull’economia completamente diversi: che cosa essa sia e quali siano i suoi obbiettivi. Piuttosto che impegnarmi nel dibattito metodologico, consentitemi di aiutarvi a comprendere i miei punti di vista fornendo esempi di quali siano i grandi temi dell’economia odierna …

 

… che un grande premio dovrebbe riconoscere. Non tanto per dare soldi a queste persone (sono ricchi in ogni caso) ma come un mezzo di segnalazione in modo tale che gli economisti giovani debbano studiare tematiche che influiscono sul benessere delle persone nel mondo intero, anziché questioni secondarie.

 

I temi minori sono già importanti per i ricchi e coloro che li studiano saranno in ogni caso ben ricompensati. Eviterei di far riferimento ai temi dei quali massimamente mi occupo, e quando mi riferirò a persone per nome non saranno persone con i quali concordo al 100%.

 

Bene, partiamo da una vasta tematica che è proprio davanti ai nostri occhi. Da 40 anni abbiamo il più straordinario aumento dei redditi che si sia mai visto per il più grande numero di persone. Sappiamo cosa abbia provocato la crescita della Cina? Forse non del tutto, eppure ci sono persone che stanno scrivendo a proposito.

 

Può darsi che esse non vadano d’accordo tra loro, ma ascoltiamole. Per esempio, ha mai scritto qualcosa per spiegare questo straordinario sviluppo qualche cinese?

 

Perché quando noi ignoriamo questo tema più grande di tutti, noi siamo – come in effetti sembra che siamo – nel mondo dei Nobel della letteratura. Nel momento in cui stavano pubblicando Tolstoy, Joyce e Proust il premio Nobel andava a … Sully Prudhomme. Proprio così, Sully Prudhomme (andate a controllare).

 

Andiamo avanti. Chi sono gli economisti che hanno messo in evidenza come la privatizzazione possa aver portato al capitalismo clientelare e oligarchico in Russia? Essi non dovrebbero essere trascurati, siccome hanno parlato contro il buon senso attuale e popolare, e si sono dimostrati nel giusto.

 

In questo caso ricorderò Stiglitz (che ha già avuto il suo Nobel, dunque questa non è un’altra candidatura) ma che è stata l’unica persona dalla quale ho sentito esplicitamente un ammonimento per quello che accadde in seguito. E so che ce ne sono stati anche altri.

 

Oppure le persone che ci hanno fatto comprendere come funziona un intero sistema socio-economico. La comprensione dell’economia socialista non rimase più la stessa dopo i lavori di Janos Kornai [2]. Non è questo una grande tema: come funziona un sistema sotto il quale un terzo dell’umanità ha vissuto e lavorato? Non merita di essere messo in evidenza?

 

Le origini della Rivoluzione Industriale. Potreste dire, a chi interessa? Ma sarebbe sbagliato: se non comprendiamo come decollò l’Inghilterra, possiamo comprendere come si verifica la crescita che solleva milioni di persone dalla povertà?

 

C’è un dibattito accanito che infuria su quel tema tra gli storici dell’economia. È importante menzionare coloro che vi partecipano. Fateceli ascoltare.

 

La crescita del capitalismo fu resa possibile dalla schiavitù? Non vogliamo sapere se il capitalismo sarebbe o no potuto emergere senza il lavoro servile? Ci sono molte persone che stanno scrivendo su questi temi. Il benessere di qualcuno dipende dal soggiogare gli altri? Cosa dicono gli economisti? C’è un rapporto?

 

Veniamo al presente. La Cina sta distruggendo le classi medie occidentali? Oppure è la tecnologia? Il tema venne aperto due secoli fa da Ricardo e non ha ancora una risposta definitiva. Vogliamo sentire quale è l’attuale pensiero (empirico)? Arrivano intuizioni dagli Stati Uniti, dalla Francia, dal Messico.

 

Che dire della natura monopolistica del capitalismo odierno? Essa riduce il benessere di tutti e permette ai monopolisti di controllare il processo della politica? Non mette a repentaglio sia la competizione che la democrazia? Ci sono molte persone che stanno scrivendo anche su questo. Non dovrebbero essere messe in evidenza?

 

Oppure, i diritti della proprietà intellettuale non condannano alla povertà ed alla morte (particolarmente oggi) milioni di persone nei paesi meno sviluppati? Come si sono evoluti i diritti della proprietà intellettuale nel corso dei due secoli passati? Cosa ci guadagniamo e cosa ci perdiamo da un potenziamento dei diritti di proprietà? Non è una grande tematica?

 

Potrei produrre almeno cinque simili grandi tematiche una migliore conoscenza delle quali potrebbe aiutare a ridurre la povertà sia nel Sud globale che nel Nord globale. E farci capire meglio il nostro presente e il nostro passato.

 

Il punto che  voglio sostenere è questo: l’economia è una scienza sociale. Il suo scopo è farci capire il mondo e rendere l’esistenza delle persone (materialmente) più ricca. Il lavoro che dovrebbe essere selezionato è il lavoro che fa questo – in modo superbo.

 

Quesnay voleva rendere la Francia più ricca. Smith voleva diffondere i benefici della Rivoluzione Commerciale al resto del mondo. Ricardo era preoccupato delle distruzione del motore della crescita. Marx voleva porre fine ad un sistema di classe.

 

Questi sono i fondatori dell’economia. Loro ponevano domande fondamentali. Noi dovremmo seguirli.

 

 

 

 

 

[1] Nel sito twitter di Milanovic sono apparsi il giorno 13 ottobre i seguenti brevi concetti (“tweet”), che assieme fanno una ‘fila’ di pensieri (“thread”, nel linguaggio twittesco). Lo stile è inconsueto, ma, come dice il titolo, merita davvero leggerli. Il collegamento con l’assegnazione del Nobel di quest’anno ai due economisti statunitensi Paul Milgrom e Robert Wilson, per il loro studio sul ‘funzionamento delle aste’  è intuibile, anche se non esplicitato. In effetti, far funzionare meglio le aste aiuta un numero molto limitato di persone (ricche).

[Krugman è intervenuto nel dibattito, affermando di concordare su molte cose, anche se non su tutte. Soprattutto ha precisato che egli non limiterebbe il campo dell’interesse ai grandi temi; talvolta anche temi minori possono essere assai rilevanti in economia, purché anch’essi siano chiavi per la comprensione delle questioni principali. Da segnalare questo suo ‘tweet’: “Dunque, per prendere un area nella quale sia Branko che io abbiamo costruito le nostre carriere, le conseguenze della globalizzazione sono un grande tema, ma un grande libro su quel tema globale può non aggiungere niente (sebbene il libro di Branko aggiunga, eccome!)”.  Lo segnalo solo per indicare il crescente interesse che Milanovic – da noi abbastanza sconosciuto e non tradotto –  evidentemente provoca.]

[2] Un economista ungherese, figlio di una famiglia borghese segnata dalla invasione nazista dell’Ungheria (il padre morì ad Auschwitz). Aderì al Partito Comunista di quel paese e fu giornalista del giornale di partito Szabad Nep; si allontanò da quella attività quando la sua fiducia venne scossa dalle crude realtà dell’Ungheria comunista, e si iscrisse all’Istituto di Economia della Accademia delle Scienze di Budapest, della quale alla fine divenne direttore. Scrisse vari libri, nei quali espose le croniche difficoltà ed i risultati perversi della pianificazione centrale.

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