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Vivere e morire in America nel 2021, di Anne Case e Angus Deaton (da Project Syndicate, 28 dicembre 2020)

 

Dec 28, 2020

Living and Dying in America in 2021

ANNE CASEANGUS DEATON

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PRINCETON – American capitalism is not serving most Americans. While educated elites live longer and more prosperous lives, less-educated Americans – two-thirds of the population – are dying younger and struggling physically, economically, and socially.

This growing divide between those with a four-year college degree and those without one is at the heart of our recent book, Deaths of Despair and the Future of Capitalism. The rise in deaths that we describe is concentrated almost entirely among those without a bachelor’s degree, a qualification that also tends to divide people in terms of employment, remuneration, morbidity, marriage, and social esteem – all keys to a good life.

The COVID-19 pandemic is playing out similarly. Many educated professionals have been able to work from home – protecting themselves and their salaries – while many of those who work in services and retail have lost their jobs or face higher occupational risk. When the final tallies are in, there is little doubt that the overall losses in life and money will divide along the same educational fault line.

The pandemic is also changing the business landscape, favoring large firms over small ones, and e-businesses over brick-and-mortar firms. Many of the large firms – especially Big Tech – employ few workers relative to their market valuations, and do not offer the good jobs that once were available to less-educated workers in old-economy companies.

These changes in the nature of employment have been ongoing for many years, but the pandemic is accelerating them. The share of national income accruing to labor has been – and will continue to be – in long-term decline, which is reflected in today’s record-high stock market. The market’s bull run during a pandemic illustrates, once again, that it is an indicator of expected future profits (not national income): stock prices rise when labor’s share of the pie shrinks.

Depending on how quickly and widely the recently approved COVID-19 vaccines are administered, some of these trends will be reversed, but only for a while. What death toll can America expect for 2021? The United States has already recorded more than 340,000 deaths from COVID-19 in 2020, and total excess deaths – including COVID-19 deaths that were not classified as such, and deaths from other cases that were indirectly caused by the pandemic – are about a quarter larger.

Moreover, even if vaccines are widely distributed by mid-2021, there could be several hundred thousand more pandemic-related deaths in the US before all is said and done, not to mention the additional deaths that could have been prevented by early detection or treatment of other illnesses that were missed during the pandemic.

In any case, we can at least look forward to a future in which COVID-19 has receded as a major cause of death in the US. The same cannot be said for deaths of despair (suicide, accidental drug overdose, and alcoholic liver disease), of which there were 164,000 in 2019, compared with the past “normal” US level of roughly 60,000 per year (based on data from the 1980s and early 1990s).

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Although drug overdoses rose in 2019, and were rising in 2020 before the pandemic, predictions of mass suicides during lockdowns have not yet been verified in any country, nor do we expect them to be.

In our past work, we showed how suicides and other deaths of despair tracked with the slow destruction of working-class life since 1970. It is now entirely plausible that deaths in the US will rise again as the structure of the economy shifts after the pandemic. For example, cities will likely undergo radical change, with many businesses moving out of urban high-rise buildings and into suburban low-rises. If there is less commuting as a result, there will be fewer service jobs maintaining buildings and providing transportation, security, food, parking, retail, and entertainment. Whereas some of these jobs will move, others will simply vanish. And while there will be entirely new jobs, too, there is sure to be much disruption in people’s lives.

Overdoses today are largely from illegal street drugs (fentanyl and heroin), rather than from prescription opioids, as in the recent past, and this particular epidemic eventually will be brought under control. But, because drug epidemics tend to follow major episodes of social upheaval and destruction, we should be prepared for new ones in the future.

The US economy has long been experiencing large-scale disruption, owing to changes in production techniques (especially automation) and, to a lesser extent, globalization. The inevitable disturbances to employment, especially among less-educated workers who are most vulnerable to them, have been made vastly worse by the inadequacy of social safety nets and an absurdly expensive health-care system. Because that system is financed largely by employer-based insurance, which varies little with earnings, it places the greatest burden on the least skilled, who are priced out of good jobs.

 

Vivere e morire in America nel 2021,

di Anne Case e Angus Deaton

 

PRINCETON – Il capitalismo americano non sta servendo la maggioranza degli americani. Mentre le elite istruite campano a lungo e vivono vite più prospere, gli americani meno istruiti – due terzi della popolazione – stanno morendo più giovani e si sacrificano fisicamente, economicamente e socialmente.

Questo crescente divario tra coloro che hanno una laurea universitaria quadriennale e coloro che non ne hanno alcuna è al cuore del nostro libro recente: Le morti per disperazione e il futuro del capitalismo. La crescita delle morti che descriviamo è concentrata quasi interamente tra coloro che sono privi di un diploma triennale, una caratteristica che tende anche a dividere le persone in termini di occupazione, di remunerazione, di incidenza delle malattie, di matrimoni e di stima sociale – tutte chiavi di una buona esistenza.

La pandemia del Covid-19 sta andando in scena in modo simile. Molti professionisti istruiti sono stati capaci di lavorare da casa – proteggendo se stessi e i loro salari – mentre molti di coloro che lavorano nei servizi e nel commercio al dettaglio hanno perso i loro posti di lavoro o stanno affrontando rischi occupazionali più alti. Quando disporremo dei conti finali, ci sono pochi dubbi che le perdite complessive in vite e in denaro si divideranno secondo la medesima linea di divario educativo.

La pandemia sta anche cambiando il paesaggio delle imprese, favorendo le imprese grandi su quelle piccole, e le imprese on line su quelle che operano materialmente. Molte delle grandi imprese – soprattutto le grandi imprese tecnologiche – occupano pochi lavoratori in rapporto alle loro valutazioni sul mercato, e davvero non offrono i buoni posti di lavoro che un tempo erano disponibili per i lavoratori meno istruiti nelle società della vecchia economia.

Questi cambiamenti nella natura dell’occupazione sono in atto da molti anni, ma la pandemia li sta accelerando. La quota del reddito nazionale che afferisce al lavoro è stata – e continuerà ad essere – in un declino di lungo periodo, che si riflette nel mercato azionario a livelli record odierno. La corsa al rialzo del mercato durante la pandemia conferma, ancora una volta, che esso è un indicatore dei profitti futuri attesi (non del reddito nazionale): i prezzi delle azioni salgono quando la quota di torta che va al lavoro si riduce.

A seconda di quanto rapidamente e ampiamente i vaccini recentemente approvati per il Covid-19 saranno somministrati, alcune di queste tendenze saranno invertite, ma solo per un po’. Quale bilancio di vite umane può aspettarsi l’America per il 2021? Gli Stati Uniti hanno già registrato più di 340.000 morti da Covid-19 nel 2020, e il totale di morti in eccesso – incluse le morti da Covid-19 che non sono state classificate come tali, e le morti da altri casi che sono state indirettamente provocate dalla pandemia – sono di circa un quarto superiori. [1]

Inoltre, anche se i vaccini fossero ampiamente distribuiti per la metà del 2021, ci potrebbero essere varie centinaia di migliaia di morti connesse con la pandemia negli Stati Uniti prima che ciò sia accaduto, per non dire delle morti aggiuntive che potevano essere prevenute da una più veloce scoperta o trattamento di altre malattie che si sono perse durante la pandemia.

In ogni caso possiamo almeno immaginare un futuro nel quale il Covid-19 sia regredito come importante causa di morte negli Stati Uniti. Non si può dire lo stesso per le morti da disperazione (suicidi, overdosi accidentali di farmaci e droghe e malattie del fegato derivanti dall’alcol), che furono 164.000 nel 2019, a confronto con i livelli statunitensi “normali” del passato di circa 60.000 (basati su dati dagli anni ’80 e dai primi anni ’90).

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[2]

Sebbene le overdosi da oppioidi siano cresciute nel 2019, e fossero in crescita nel 2020 prima della pandemia, non sono state verificate in alcun paese le previsioni di suicidi di massa durante i lockdown, né ci aspettiamo che lo siano.

Nel nostro passato lavoro avevamo mostrato come i suicidi ed altre morti da disperazione fossero andati di pari passo con la devastazione della vita della classe lavoratrice dagli anni ’70. Adesso è interamente plausibile che le morti negli Stati Uniti crescano ancora al momento in cui la struttura dell’economia cambierà dopo la pandemia. Ad esempio, le città probabilmente saranno sottoposte ad un cambiamento radicale, con molte imprese che si sposteranno dai palazzi urbani a molti piani ai palazzi periferici con pochi piani. Se come risultato ci sarà meno pendolarismo, ci saranno meno posti di lavoro nei servizi di mantenimento degli edifici e di fornitura dei trasporti, della sicurezza, degli alimenti, dei parcheggi, delle vendite al dettaglio e dell’intrattenimento. Mentre alcuni di questi posti di lavoro si sposteranno, altri semplicemente svaniranno. E se ci saranno anche posti di lavoro interamente nuovi, ci sarà di certo una grande turbativa nella vita delle persone.

Le overdosi odierne vengono ampiamente dalle droghe illegali di strada (fentanyl ed eroina), piuttosto che da prescrizione di oppioidi, come nel passato recente, e questa particolare epidemia alla fine sarà messa sotto controllo [3]. Ma, dato che le epidemie di droghe tendono a seguire gli episodi importanti di sconvolgimento e di distruzione, dovremmo essere pronti ad affrontarne di nuove nel futuro.

L’economia degli Stati Uniti è venuta sperimentando da tempo sconvolgimenti su larga scala, a seguito di cambiamenti nelle tecniche di produzione (particolarmente l’automazione) e, in minor misura, la globalizzazione.  Gli inevitabili turbamenti all’occupazione, in particolare tra i lavoratori meno istruiti che sono maggiormente vulnerabili ad essi, sono stati resi ampiamente peggiori dalla inadeguatezza delle reti della sciurezza sociale e da un sistema di assistenza sanitaria assurdamente costoso. Poiché tale sistema viene finanziato in larga parte da assicurazioni che si basano sui datori di lavoro, che cambiano poco a seconda dei guadagni, esso colloca l’onere più grande sui meno professionalizzati, che sono esclusi dal mercato dei buoni posti di lavoro.

 

 

 

 

 

 

[1] Nella connessione nel testo inglese compare uno studio dei Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie degli Stati Uniti, che spiega il significato della espressione ‘morti in eccesso’. “Le morti in eccesso sono tipicamente definite come la differenza tra i numeri delle morti in particolari periodi di tempo e i numeri attesi delle morti negli stessi periodi”.

[2] La Tabella mostra l’evoluzione del numero delle ‘morti per disperazione’ (per 100.000 abitanti) dagli anni ’90 al 2018. La linea continua indica l’evoluzione nella popolazione (dai 25 ai 64 anni) che non ha titoli di studio superiori, mentre la linea a segmenti mostra la stessa evoluzione per la popolazione con titoli di studio superiori. Come si vede, il fenomeno è esploso fondamentalmente nella prima categoria.

[3] Da queste parole, sembrerebbe di capire che questa evoluzione (dagli abusi di oppiodi pseudo sanitari alle droghe di strada) sia un fenomeno molto recente. Sarebbe interessante capirlo meglio, considerato che quello che si legge di solito sull’argomento faceva pensare piuttosto ad un rilievo prevalente delle prescrizioni , ma purtroppo l’articolo non offre alcun chiarimento.

 

 

 

 

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