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Le conseguenze economiche dell’assalto, di Paul Krugman (dal blog di Paul Krugman, 11 gennaio 2021)

 

Jan 12, 2021

Economic consequences of the putsch

Paul Krugman

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“The center did not hold. However, the Gross National Product continued to rise.” Last week I found myself remembering that line, from Walker Percy’s 1971 dystopian novel “Love in the Ruins” — a book I read in college, but which has evidently stuck with me all these years.

Of course, we don’t know whether G.D.P. — for annoyingly technical reasons we usually talk about gross domestic product these days — will in fact continue to rise. But as America went through a week from hell, with the prospect of fresh hells yet to come, financial markets signaled … growing optimism.

I’m not mostly talking about the stock market, which even aside from its mood swings is a poor guide to the economic outlook. I’m talking, instead, about the bond market. Long term interest rates are, it turns out, a pretty good indicator of economic optimism among sophisticated investors, because they in effect reflect a judgment about how quickly the economy will recover to the point at which the Federal Reserve will start to worry about overheating and tighten monetary policy.

That prospect is still a long way off; long rates are still extremely low by historical standards. But there was a notable bump in those rates over the course of Putsch Week:

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A week of good news?Federal Reserve of St. Louis

Does economic optimism in the face of political nightmare make any sense? Actually, yes.

Clearly, the assault on the Capitol wasn’t the end of our ordeal. The F.B.I. has warned state governments across the nation about potential armed attacks in the days leading up to Joe Biden’s inauguration. Inauguration Day itself will be extremely tense. And while it’s possible that the fever will break — to a remarkable extent, the insurrectionists still seem to believe that they can keep Donald Trump in the White House, and will be shocked when it turns out that they can’t — it’s more likely that sporadic violence will continue for a long time.

So why should anyone be optimistic?

Part of the answer is that the putsch wasn’t the only thing that happened last week: Democrats achieved a remarkable political upset in Georgia, winning two Senate seats and with them control of the Senate as a whole. That makes a huge difference for economic policy, making it almost certain that we’ll have an additional large relief package, and fairly likely that we’ll get some much needed investment in infrastructure.

The Georgia runoffs explain why long rates rose on Wednesday. But why did they keep rising even after the attack on the Capitol? That’s a bit less clear.

One possible answer is that Biden himself has been sending signals that he intends to use that Senate victory to engage in higher spending without worrying about deficits — that he won’t fall into the Obama administration’s austerity trap. Progressives cheered, and so did markets.

Another possible answer is that the backlash against Republicans over Wednesday’s violence may at least slightly inhibit their efforts to undermine Biden’s policies. At the very least, I expect the news media to show more skepticism about their pious warnings about the evils of government debt now that we’ve seen their bad faith about democracy.

One final point: The truth is that the direct economic effects of political violence tend to be small unless it reaches the point of all-out civil war. Percy wrote his memorable line during a time of soaring crime, destructive riots, sometimes deadly confrontations over the Vietnam War — and a booming economy. It could happen again.

 

 

Le conseguenze economiche dell’assalto,

di Paul Krugman

 

“Il centro non ha tenuto, Tuttavia, il Prodotto Interno Lordo ha continuato a crescere.” La scorsa settimana mi sono trovato a ricordare quella frase, dal romanzo distopico di Walker Percy “Amore tra le rovine[1]– un libro che lessi all’università, ma che evidentemente mi è rimasto vicino in tutti questi anni.

Naturalmente, non sappiamo se il PIL – per fastidiose ragioni tecniche in questi giorni parliamo normalmente di prodotto interno lordo – continuerà a crescere. Ma al momento in cui l’America ha attraversato una settimana infernale, con la prospettiva di nuovi inferni ancora in arrivo, i mercati finanziari hanno segnalato … un crescente ottimismo.

Non sto parlando principalmente del mercato azionario, che anche trascurando i suoi cambiamenti di umore è una guida modesta alle previsioni economiche. Sto parlando, piuttosto, del mercato delle obbligazioni. Si scopre che i tassi di interesse a lungo termine sono un indicatore piuttosto buono dell’ottimismo economico tra gli investitori sofisticati, giacché in effetti riflettono un giudizio sulla rapidità con la quale l’economia si riprenderà sino al punto che la Federal Reserve cominci a preoccuparsi del surriscaldamento e a restringere la politica monetaria.

Quella prospettiva è ancora molto lontana; i tassi a lungo termine sono ancora estremamente bassi per i loro livelli storici. Ma, nel corso della Settimana dell’Assalto, c’è stato un considerevole rialzo di questi tassi:

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Una settimana di buone notizie? Dalla Federal Reserve di St. Louis

Ha senso l’ottimismo economico, a fronte dell’incubo nella politica? In realtà, sì.

Chiaramente, l’assalto al Campidoglio non ha messo fine alle nostre traversie. L’FBI ha messo in guardia i governi degli Stati in tutto il paese per possibili attacchi armati nei giorni che portano alla inaugurazione di Joe Biden. E mentre è possibile che la febbre abbia una pausa – in considerevole misura, i rivoltosi sembrano ancora credere di poter tenere Donald Trump alla Casa Bianca, e saranno scioccati quando scopriranno di non poterlo fare – è più probabile che violenze sporadiche continueranno a lungo.

Dunque, perché qualcuno dovrebbe essere ottimista?

In parte la risposta è che l’assalto non è l’unica cosa che è accaduta la scorsa settimana: i democratici hanno realizzato un considerevole ribaltamento politico in Georgia, aggiudicandosi due seggi al Senato e con essi il controllo del Senato nel suo complesso. Questo fa una grande differenza per la politica economica, rendendo quasi certo che avremo un ampio pacchetto aggiuntivo di aiuti, e abbastanza probabile che avremo una parte di investimenti indispensabili nelle infrastrutture.

Gli spareggi in Georgia spiegano perché i tassi a lungo termine sono cresciuti mercoledì. Ma perché sono continuati a crescere dopo l’assalto al Campidoglio? Questo è un po’ meno chiaro.

Una risposta possibile è che lo stesso Biden ha spedito segnali secondo i quali intende usare quella vittoria al Senato per impegnarsi in una spesa pubblica superiore senza preoccuparsi dei deficit – ovvero che non cadrà nella trappola dell’austerità della Amministrazione Obama. I progressisti hanno festeggiato e lo stesso hanno fatto i mercati.

Un’altra possibile risposta è che il contraccolpo contro i repubblicani per le violenze di mercoledì può almeno leggermente inibire i loro sforzi per minare le politiche di Biden. Come minimo, mi aspetto che i media dell’informazione mostrino più scetticismo sui loro ammonimenti ipocriti sui mali del debito pubblico, adesso che si è constatata la loro malafede sulla democrazia.

Una osservazione finale: la verità è che gli effetti economici diretti delle violenze politiche tendono ad essere modesti finché non raggiungono il punto i una completa guerra civile. Percy scriveva la sua frase memorabile durante un’epoca di crimini crescenti, di rivolte distruttive, talvolta di scontri mortali per la guerra nel Vietnam – e di una economia in forte espansione. Potrebbe avvenire ancora.

 

 

 

 

 

 

[1] Walker Percy (Birmingham28 maggio 1916 – Covington10 maggio 1990) è stato uno scrittore statunitense. Convertitosi al cattolicesimo, scrisse nel 1961 The moviegoer, basato sulla completa alienazione dell’individuo dalla realtà e sulla costruzione di un mondo fittizio. Nel 1975 pubblicò Il messaggio in una bottiglia, raccolta saggistica omnia. Wikipedia.

 

 

 

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