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Il Covid-19 e la libertà umana, di Joseph E. Stiglitz (da Project Syndicate, 7 settembre 2021)

 

Sep 7, 2021

COVID-19 and Human Freedom

JOSEPH E. STIGLITZ

Conférence given by Joseph E. Stiglitz Nobel prize in economics / Ecole polytechnique, 16 octobre 2019

NEW YORK – The upsurge of COVID-19 cases, hospitalizations, and deaths in the United States serves as a bitter reminder that the pandemic is not over. The global economy will not return to normal until the disease is under control everywhere.

But the US case is a true tragedy, because what’s currently happening here is so unnecessary. While those in emerging markets and developing countries are longing to get the vaccine (with many dying because they cannot get it), the US supply is ample enough to provide a double dose – and now a booster shot – to everyone in the country. And if almost everyone got vaccinated, COVID-19 would almost surely just “fade away,” as former President Donald Trump memorably put it.

And yet not nearly enough people in the US have been vaccinated to prevent the highly contagious Delta variant from driving case numbers in many areas to new highs. How do so many in a country with seemingly well-educated people act so irrationally, against their own interest, against science, and against the lessons of history?

Part of the answer is that the country, for all of its wealth, is not as well-educated as one might expect – which is reflected in the country’s comparative international performance on standardized assessments. In many parts of the country – including some with the highest rates of resistance to vaccination – science education is particularly poor, owing to politicization of fundamental issues like evolution and climate change, which in many cases have been excluded from school curricula.

In this environment, misinformation can gain traction with many people. And social-media platforms, insulated from liability for what they transmit, have made a business model of maximizing “user engagement” by spreading misinformation, including about COVID-19 and the vaccines.

But a key part of the answer is a deep misinterpretation, especially among the right, of individual liberty. Those who refuse to wear masks or socially distance often argue that requirements to do so infringe on their freedom. But one person’s freedom is another person’s “unfreedom.” If their refusal to wear a mask or get vaccinated results in others getting COVID-19, their behavior is denying others the more fundamental right to life itself.

The essence of the matter is that there are large externalities: In a pandemic, one person’s actions affect the well-being of others. And whenever there are such externalities, the well-being of society requires collective action: regulations to restrict socially harmful behavior and to promote socially beneficial behavior.

Any ordered society entails restrictions. But while prohibitions against killing, stealing, and so on restrict an individual’s freedom, we all understand that society could not function without them. In our post-COVID world, we might interpret the Ten Commandments to include: “Thou shall not kill, including by spreading infectious diseases when thou can avoid doing so.”

Similarly, “Thou shall get vaccinated.” Any infringement of an individual’s liberty by requiring safe and highly effective COVID-19 vaccination pales in comparison to the social benefits – and consequent economic benefits – of public health. It is a no-brainer to require all individuals, with only limited medical exemptions, to be vaccinated. While many governments appear to be too timid to impose this requirement, employers, schools, and social organizations – any organized activity that brings individuals into contact with others – should do so.

As we have been learning for the last 18 months, global health is a global public good. As long as the disease rages in some parts of the world, the risk of a deadlier, more contagious, more vaccine-resistant mutation grows.

In most of the world, however, the problem is not resistance to vaccination but a severe shortage of vaccines. Evidently, the private sector is unable to scale up production to ensure an adequate supply. Is that because vaccine producers lack capital? Is there a shortage of glass vials or syringes? Or is it because they hope that fewer doses will lead to higher prices and even bigger profits? Among the key barriers to greater supply is access to the requisite intellectual property, which is why the IP waiver being discussed at the World Trade Organization is so important.

Given the urgency and scale of the challenge, more is needed: Among the steps US President Joe Biden’s administration could take is to invoke the Defense Production Act and leverage the federal government’s ownership of key patents. The US has been allowing the pharmaceutical companies to use this public IP freely, while they reap billions of dollars in profits. The US must use every instrument at its disposal to increase production at home and abroad.

This, too, is a no brainer. Even if the costs of global vaccination totaled tens of billions of dollars, the amount would pale in comparison to the costs of persistent COVID-19 outbreaks to lives, livelihoods, and the world economy.

 

Il Covid-19 e la libertà umana,

di Joseph E. Stiglitz

 

NEW YORK – L’impennata di casi di Covid-19, di ospedalizzazioni e di decessi negli Stati Uniti costituisce una amaro promemoria che la pandemia non è passata.L’economia globale non tornerà alla normalità finché la malattia non sarà sotto controllo dappertutto.

Ma il caso degli Stati Uniti è una vera tragedia, giacché quello che sta avvenendo attualmente non è affatto necessario. Mentre le persone nei mercati emergenti e nei paesi in via di sviluppo sono ansiosi di ricevere i vaccini (e molti muoiono perché non possono averli), l’offerta degli Stati Uniti è abbastanza ampia da fornire, nel paese, una doppia dose – e adesso una iniezione di richiamo – a tutti. E se quasi tutti fossero stati vaccinati, il Covid-19 sarebbe quasi certamente “svanito”, come si espresse il passato Presidente Donald Trump.

E tuttavia un numero niente affatto sufficiente di persone sono state vaccinate negli Stati Uniti, al punto da impedire che la variante Delta altamente contagiosa spinga a nuove vette i numeri dei casi in molte aree. Come è possibile che tante persone in un paese di persone apparentemente ben istruite agisca così irrazionalmente, contro il loro stesso interesse, contro la scienza e contro le lezioni della storia?

In parte la risposta è che il paese, con tutta la sua ricchezza, non è così ben istruito come ci si aspetterebbe – il che si riflette nelle prestazioni nei confronti internazionali nelle stime più comuni. In molte parti del paese – comprese alcune con i tassi di resistenza più elevati alla vaccinazione – l’educazione scientifica è particolarmente modesta, a seguito della politicizzazione di temi fondamentali come l’evoluzione e il cambiamento climatico, che in molti casi sono stati esclusi dagli insegnamenti scolastici.

In questo contesto, la disinformazione può attrarre in modo crescente molte persone. E le piattaforme dei social media, preservate dalla responsabilità di quello che comunicano, hanno realizzato un modello affaristico della massimizzazione del “coinvolgimento degli utenti” diffondendo disinformazione, compresi i temi del Covid-19 e dei vaccini.

Ma una parte fondamentale della risposta è una interpretazione profondamente distorta, specialmente tra la destra, della libertà individuale. Coloro che rifiutano di indossare mascherine e il distanziamento sociale spesso sostengono che l’essere tenuti a farlo viola la loro libertà. Ma la libertà di una persona è la “non libertà” di un’altra persona. Se il lor rifiuto di indossare mascherine o di vaccinarsi si traduce nel fatto che altri prendono il Covid-19, la loro condotta sta negando ad altri il più fondamentale diritto alla vita stessa.

La sostanza della questione è che ci sono ampie esternalità: in una pandemia, le azioni di una persona influenzano il benessere degli altri. E ogni qual volta sussistono tali esternalità, il benessere della società richiede l’azione collettiva: regolamenti per restringere il comportamento socialmente dannoso e per promuovere il comportamento socialmente vantaggioso.

Ogni società ordinata comporta restrizioni. Ma se le proibizioni ad uccidere, a rubare e a cose simili restringono la libertà degli individui, noi tutti comprendiamo che la società non potrebbe funzionare senza di esse. Nel nostro mondo successivo al Covid, potremmo interpretare i Dieci Comandamenti includendo: “Tu non ucciderai, compresa la diffusione di malattie infettive quando puoi evitare di farlo”.

O similmente: “Tu ti vaccinerai”. Ogni invasione di una libertà individuale che richieda una sicura ed efficace vaccinazione per il Covid-19 impallidisce al confronto dei benefici sociali – e di conseguenza dei benefici economici – della salute pubblica. È una ovvietà richiedere a tutte le persone, con esenzioni sanitarie solo limitate, di essere vaccinate. Mentre molti Governi paiono essere troppo timidi nell’imporre questa necessità, i datori di lavoro, le scuole e le organizzazioni sociali – ogni attività organizzata che porta gli individui al contatto con gli altri – dovrebbe farlo.

Come stiamo imparando dagli ultimi 18 mesi, la salute globale è un bene pubblico globale. Finché la malattia infuria in alcune parti del mondo, cresce il rischio di una mutazione più letale, più contagiosa e più resistente ai vaccini.

Nella maggior parte del mondo, tuttavia, il problema non è la resistenza a vaccinarsi ma una grave scarsità di vaccini. Evidentemente, il settore privato è incapace di aumentare la produzione per garantire una offerta adeguata. Dipende da una mancanza di capitali da parte dei produttori dei vaccini? O c’è una scarsità di fiale di vetro o di siringhe? O dipende dal fatto che sperano un numero inferiore di dosi porterà a prezzi più alti e a profitti persino più grandi? Tra le barriere fondamentali ad una maggiore offerta c’è l’accesso al requisito della proprietà intellettuale, che è la ragione per la quale la rinuncia alla proprietà intellettuale che viene discussa presso la Organizzazione Mondiale del Commercio è tanto importante.

Data l’urgenza e le dimensioni della sfida, è necessario fare di più: tra i passi che l’Amministrazione del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden potrebbe prendere, c’è l’invocare la Legge per la Produzione in Tempo di Guerra [1] è il far leva sulla proprietà del Governo Federale di brevetti fondamentali. Gli Stati Uniti stanno consentendo alle società farmaceutiche di utilizzare gratuitamente la loro proprietà intellettuale pubblica, nel mentre rastrellano miliardi di dollari di profitti. Gli Stati Uniti debbono utilizzare tutti gli strumenti a loro disposizione per aumentare la produzione in patria e all’estero.

Anche questa è una ovvietà. Anche se i costi della vaccinazione globale totalizzano decine di miliardi di dollari, la loro somma impallidisce al confronto dei costi di persistenti epidemie di Covid-19 per le vite, per i mezzi di sostentamento e per l’economia del mondo.

 

 

 

 

 

[1] La “Legge per la Produzione in tempo di Guerra” è una normativa americana del 1950, che venne approvata agli inizi della Guerra di Corea. Dal 1950 la legge è stata riautorizzata 50 volte, è stata periodicamente emendata ma resta in vigore.

 

 

 

 

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