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Non ditelo a nessuno, ma il 2021 è stato piuttosto sorprendente, di Paul Krugman (dal blog di Krugman, 4 gennaio 2022)

 

Jan. 4, 2022

Don’t Tell Anyone, but 2021 Was Pretty Amazing

By Paul Krugman

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Grumpy New Year! There probably weren’t many Americans who started 2022 feeling celebratory. We’re going through yet another Covid wave, which is scary and wearying even though Omicron appears to pose a relatively low risk of serious illness if you’re fully vaccinated. Holiday travel was a mess, with the combination of the pandemic and severe weather causing thousands of flight cancellations.

Yet there’s a good chance that once time has passed and we’ve had a chance to regain perspective, we’ll consider 2021 to have been a very good year, at least in some ways. In particular, although nobody seemed to notice, it was a year of spectacular economic recovery — and one in which many dire warnings failed to come true.

Let me give you some background. Here’s the U.S. unemployment rate since 1979, the beginning of a nasty double-dip recession that was, at the time, the worst slump to hit America since the 1930s:

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That didn’t last long.Credit…FRED

The good news about that episode was that when the slump finally ended, the economy bounced back quickly — so quickly that Ronald Reagan was able to boast about “morning in America” and ride the recovery to a landslide electoral victory.

After that, however, we seemed to lose our knack for economic recovery. The next three recessions — 1990-91, 2001 and 2007-9 — were followed by sluggish recoveries in which unemployment took years to come down.

Then came Covid. The economics of 2020 were, to use the technical term, weird: The economy went into lockdown, experiencing a huge but temporary spike in unemployment. But what would 2021 look like? Many people expected at least a partial replay of the sluggish recovery that followed the 2008 financial crisis; in late 2020, forecasters surveyed by the Philadelphia Fed expected a 5.8 percent unemployment rate at the end of 2021. In fact, unemployment was already down to 4.2 percent by November.

Here’s a comparison you may find illuminating: the cumulative decline in the unemployment rate starting in December 1982 — the beginning of Reagan’s boom — compared with the decline over the course of 2021:

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Morning in America, the sequel.Credit…Bureau of Labor Statistics

Yes, by this measure (and many others) we’re in the middle of another morning in America, despite the drag caused by a lingering pandemic and supply-chain disruptions.

So, about those disruptions: Can we talk for a moment about the Grinch that didn’t steal Christmas? There was a lot of skepticism a couple of months back, when major retailers said that despite supply issues, they expected to be able to meet consumer demand. But I’ve seen almost no reports of empty shelves and frustrated shoppers. And in this case absence of evidence really is evidence of absence, because you know that some media organizations would have loved to hype stories of holiday woe if they could find them. But because Fox News and Newsmax recently got busted using photos of empty shelves taken in other years and other countries to bash Joe Biden, they appear to have been cautious about reporting a miserable Christmas experience unless they could find actual examples — and apparently they couldn’t.

So why are people still so downbeat? There continues to be a huge divergence between people’s negative views about “the economy” — a perception based in part on partisan attitudes, in part on media coverage — and their mostly favorable reporting on their own financial situation:

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I’m doing fine, but the economy is lousy.Credit…Langer Research Associates

Still, inflation is a real problem, and what happens to inflation over the course of 2022 will have a big retrospective effect on how we regard the economy of 2021.

I still expect (hope?) to see inflation gradually subside as we work through the remaining kinks in the supply chain. Measures like the cost of container shipping are still elevated but off their peaks; surveys of purchasing managers suggest that delivery times are still bad but improving. If inflation does come down, 2021 will look in the rearview mirror like an unambiguous success story, a tale of an economy that powered through temporary bottlenecks and rapidly returned to full employment.

Obviously that’s not the only possible outcome — and for a variety of reasons, which I’ll probably talk about in the next newsletter, it will be quite a few months before we’ll have a clear picture on the inflation front.

But one thing is clear: 2021 was a banner year for economic recovery. And people should know that.

 

Non ditelo a nessuno, ma il 2021 è stato piuttosto sorprendente,

di Paul Krugman

 

Capodanno scontroso! Probabilmente non ci sono stati molti americani che hanno cominciato il 2022 sentendosi in vena di far festa. Stiamo passando attraverso un’altra ondata di Covid, che è allarmante ed estenuante anche se Omicron pare comporti un rischio relativamente basso di grave malattia se si è pienamente vaccinati. Viaggiare durante le festività è stato un disastro, con gli effetti congiunti della pandemia e del maltempo che hanno provocato migliaia di cancellazioni di voli.

Tuttavia c’è una discreta possibilità che una volta passato questo periodo e riacquistata una possibilità di vedere le cose in prospettiva, considereremo il 2021 un buon anno, almeno da alcuni punti di vista. In particolare, sebbene nessuno sia sembrato accorgersene, è stato un anno di spettacolare ripresa economica – nel quale molti terribili ammonimenti non si sono avverati.

Permettetemi di fornire un qualche contesto. Ecco il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti a partire dal 1979, l’inizio di una pessima recessione a due cifre che fu, a quel tempo, il peggiore declino che colpiva l’America dagli anni ’30:

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Quella non durò a lungo. Fonte: FRED [1]

La buona notizia in quell’episodio fu che quando quella recessione finalmente terminò, l’economia ebbe un rapido rimbalzo – così rapido che Reagan fu nelle condizioni di vantarsene con lo slogan “è di nuovo giorno in America” e di cavalcare la ripresa verso una schiacciante vittoria elettorale.

Dopo ciò, tuttavia, sembrammo perdere la nostra buona disposizione alla ripresa ecoomica. Le tre successive recessioni – 1990-91, 2001 e 2007-9 – furono segote da riprese fiacche nella quali occorsero anni perché la disoccupazione scendesse.

Poi è venuto il Covid. L’economia del 2020 è stata, per usare un termine [non proprio] tecnico, strana: l’economia è andata in lockdown, conoscendo un picco ampio ma temporaneo di disoccupazione. Ma  a cosa è somigliato il 2021? Molte persone si aspettavano una parziale riedizione della fiacca ripresa che era seguita alla crisi finanziaria del 2008; verso la fine del 2020, gli analisti economici sottoposti ad un sondaggio dalla Fed di Filadelfia si aspettavano un tasso di disoccupazione del 5,8 per cento per la fine del 2021. Di fatto, la disoccupazione era già scesa al 4,2 per cento a novembre.

Ecco un confronto che potreste trovare illuminante: il declino cumulativo nel tasso di disoccupazione a partire dal dicembre 1982 – l’inizio del boom di Reagan – paragonato con il declino nel corso del 2021:

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Il seguito del periodo del “E’ di nuovo giorno in America”. Fonte: Ufficio delle statistiche del lavoro [2]

Propro così, secondo questo metro di misura (e molti altri) noi siamo nel mezzo di un altro periodo come quello del periodo “E’ di nuovo giorno in Amerca”, nonostante la resistenza provocata da una pandemia persistente e dai blocchi nelle catene dell’offerta.

Lo stesso vale per quei blocchi: possiamo parlare un attimo del Guastafeste che non si è portato via il Natale? Un paio di mesi orsono c’era molto scetticismo, quando importanti venditori al dettaglio dicevano che nonostante i problemi dell’offerta, si aspettavano di poter soddisfare la domanda dei consumatori. Ma non abbiamo letto quasi nessun resoconto di scaffali vuoti o di acquirenti frustrati. E in questo caso l’assenza di prove è davvero la prova di una assenza, perché si sa che alcune agenzie dei media sarebbero andate a nozze nel promuovere racconti di sofferenze festive, se li avessero trovati. Ma poiché Fox News e Newsmax recentemente si sono bruciate usando foto di scaffali vuoti presi in altri anni e in altri paesi per attaccare Joe Biden, sembra siano diventati cauti nel fornire resoconti di un miserabile periodo natalizio, a meno che non potessero trovare esempi effettivi – che a quanto pare non hanno trovato.

Dunque, perché le persone sono così depresse? Continua ad esserci una enorme differenza tra i punti di vista negativi delle persone su “l’economia” – una percezione basata in parte su tendenze alla faziosità, in parte sui resoconti dei media – e il loro per la maggior parte giudizio favorevole sulla personale condizione finanziaria:

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A me sta andando bene, ma l’economia fa schifo. Fonte: Langer Research Associates [3]

Ripetiamolo, l’inflazione è un problema reale e quello che accadrà all’inflazione nel 2022 avrà un grande effetto retrospettivo su come valutiamo l’economia del 2021.

Io mi aspetto ancora (spero?) di vadere l’inflazione gradualmente recedere nel mentre lavoriamo sulle rimanenti bizzarrie delle catene dell’offerta. Misure come il costo delle spedizioni navali sono ancora elevate ma lontane dai loro picchi; i sondaggi tra i gestori dei settori degli acquisti indicano che i tempi delle consegne sono ancora cattivi ma stanno migliorando. Se l’inflazione scende, il 2021 apparirà nello specchietto retrovisore come una chiara storia di successo, un racconto di un’economia che ha acquistato energia ttraverso temporanee strozzature ed è rapidamente tornata alla piena occupazione.

Ovviamente, non è questo l’unico risultato possibile – e per varie ragioni, delle quali probabilmente parlerò nella prossima lettera, ci vorranno alcuni mesi prima di avere un quadro chiaro sul fronte dell’inflazione.

Ma una cosa è chiara: il 2021 è stato un anno eccellente per la ripresa economica. E le persone dovrebbero saperlo.

 

 

 

 

 

[1] Il tasso di disoccupazione in circa quaranta anni, come si vede, ha avuto alcuni picchi conseguenti alle recessioni – segmenti in grigio – dal 7,5 sino a sopra il 10 per cento. Il picco straordinario del 2020 è dipendente ovviamente dalla pandemia. Dopo i picchi, il tasso di disoccupazione torna assai lentamente  a percentuali ‘normali’, tra il 3 ed il 5 per cento.

[2] La tabella indica il cambiamento nei vari mesi dei due periodi – nel 1983 e nel 2021 – nella disoccupazione. Colloca ad un livello eguale la disoccupazione a gennaio e ne segue l‘andamento mese per mese. Ovvero non mostra  tassi di disoccupazione, ma i cambiamenti rispetto al comune punto di partenza.

[3] Il diagramma indica le ‘percezioni’ degli intervistati – in un periodo che va dal 2010 agli inizi del 2022 – su tre temi: la condizione finanziaria personale (linea arancione), l’economia nazionale (linea blu) e il cambiamento climatico (linea rossa). Ovvero, gli intervistati sembrano ottimisti sulle proprie condizioni personali (oltre il 63,1%) e molto meno ottimisti sull’andamento dell’economia (41,4%). Comprensibilmente sono poco ottimisti – sebbene, in fondo, ancora troppo –  per il cambiamento climatico (39,3%).

 

 

 

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