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Comprendere le minacce alla salute derivanti dalla guerra con i droni (The Lancet, 8 novembre 2025)

 

Nov 8, 2025

Understanding the health threats of drone warfare

The Lancet

 

lancetThe use of drones as a weapon of war by both countries and non-state actors has transformed conflict. And as technology develops further—including autonomous unmanned weapon systems—implications for health and safety of both military personnel and civilians are grave.

In the years following the Sept 11 attacks, use of military drones—also known as unmanned aerial vehicles—expanded, becoming a key pillar of US counterterrorism strategy, particularly under Barack Obama. But it is the Ukrainian–Russian war that marks the greatest change. Russia makes an average of 5400 drone attacks per month against Ukraine; during so-called mass attacks, 400–600 drones can be launched in a single day. The Kremlin is reported to have procured 100 000 drones a month from both domestic and foreign manufacturers. Ukraine has also ramped up production. Last year, President Volodymyr Zelenskyy announced that the country planned to produce 1 million drones. In July, defence contractor Auterion agreed to deliver 33 000 artificial intelligence-driven drone strike kits to Ukraine in a deal supported by a $50 million contract with the US Department of War. An arms race is underway, with changes to tactics and technology prompting the development of ever more sophisticated jamming systems and counter measures.

The result is that drones are rapidly replacing traditional artillery strikes as a cause of military casualties on both sides since Russia’s full-scale invasion in 2022. Exact figures are difficult to obtain, but drones are reported to be responsible for up to 70% of all military casualtiesFurthermore, attacks using short-range drones killed at least 207 civilians and injured 1365 from December, 2024, to February, 2025, causing more casualties in Ukraine than any other weapon. Drones are also having profound effects on the practice of battlefield medicine. Previously, emergency treatment was based on the fundamental principle that wounded soldiers could be evacuated from the front line and into surgery within 60 min—the golden hour. Now, the presence of drones with a real-time video feed means that helicopters cannot hover around to pick up the wounded. Ground-based reinforcements are also vulnerable to attack if they attempt evacuation. Wounded soldiers may have to remain on the battlefield for several hours, with tourniquets left on for prolonged periods causing extensive tissue damage and increasing the likelihood of sepsis and death.

Despite arguments that precision-killing reduces death and injury, causing little so-called collateral damage, civilians are being targeted directly; a public bus was blown up during rush hour, in Kherson City, Ukraine, on Jan 6, 2025. Hospitals, ambulances, and paramedics are picked out with pinpoint accuracy; a recent report found that since drones were first used against health-care facilities in Syria in 2016, the number of attacks globally—including in Gaza—has risen rapidly.

The consequences of the rising use of drones are not only physical. The presence of a drone or multiple drones flying overhead produces anxiety in those below who are unable to discern whether they are merely under surveillance or in imminent danger of attack. Civilians and military personnel who live under the constant threat of attack by drones report psychological difficulties; they have anticipatory anxiety, signs of burn-out, headaches, and features of post-traumatic stress disorder (PTSD). Arguments have been made that use of remotely controlled drones improves pilots’ safety compared with traditional aircraft. However, drone operators, unlike fighter pilots, might have to continue to observe the results of the strikes for prolonged periods, seeing disturbing images of death and destruction; diagnoses of adjustment disorders, depression, and PTSD have been reported in drone operators. These developments have prompted calls for better training, greater civilian preparation, and increased mental health-care provision, but there is still much that is uncertain or poorly studied.

The threat of drone warfare will not remain confined to Ukraine and the Middle East. On Sept 9, 2025, Russian drones were shot down after crossing into Polish airspace. On Sept 25, there were reports of drones flying over a power plant, a refinery, a hospital, and an arms factory in Germany. On Sept 22, drones caused the suspension of flights at Copenhagen and Oslo airports. New modes and means of warfare have long impacted patterns of morbidity and mortality, from shell shock and combat fatigue, to Gulf War Syndrome, driving changes in clinical care, prompting research, and shaping public attitudes to conflict. As we enter a new era of combat, much greater scientific, political, and public scrutiny is needed about the neglected physical and psychological effects of drone warfare.

 

Comprendere le minacce alla salute derivanti dalla guerra con i droni

The Lancet [1]

 

L’uso dei droni come arma di guerra da parte di paesi e attori non statali ha trasformato i conflitti. E con l’ulteriore sviluppo della tecnologia, compresi i sistemi d’arma autonomi senza pilota, le implicazioni per la salute e la sicurezza sia del personale militare che dei civili sono gravi.

Negli anni successivi agli attacchi dell’11 settembre, l’uso di droni militari, noti anche come velivoli senza pilota, si è espanso, diventando un pilastro fondamentale della strategia antiterrorismo statunitense, in particolare sotto la presidenza di Barack Obama. Ma è la guerra tra Ucraina e Russia a segnare il cambiamento più significativo. La Russia effettua in media 5.400 attacchi con droni al mese contro l’Ucraina; durante i cosiddetti attacchi di massa, possono essere lanciati da 400 a 600 droni in un solo giorno. Si dice che il Cremlino abbia acquistato 100.000 droni al mese da produttori nazionali ed esteri. Anche l’Ucraina ha aumentato la produzione. Lo scorso anno, il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato che il paese prevedeva di produrre 1 milione di droni . A luglio, l’appaltatore della difesa Auterion ha accettato di fornire all’Ucraina 33.000 kit di attacco con droni basati sull’intelligenza artificiale, in un accordo supportato da un contratto da 50 milioni di dollari con il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti . È in corso una corsa agli armamenti, con cambiamenti nelle tattiche e nella tecnologia che stimolano lo sviluppo di sistemi di disturbo e contromisure sempre più sofisticati.

Il risultato è che i droni stanno rapidamente sostituendo i tradizionali attacchi di artiglieria come causa di perdite militari da entrambe le parti, a partire dall’invasione russa su vasta scala del 2022. È difficile ottenere cifre esatte, ma si ritiene che i droni siano responsabili fino al 70% di tutte le perdite militari . Inoltre, gli attacchi con droni a corto raggio hanno ucciso almeno 207 civili e ne hanno feriti 1365 da dicembre 2024 a febbraio 2025, causando più vittime in Ucraina di qualsiasi altra arma. I droni stanno anche avendo effetti profondi sulla pratica della medicina sul campo di battaglia . In precedenza, il trattamento di emergenza si basava sul principio fondamentale che i soldati feriti potessero essere evacuati dalla prima linea e portati in sala operatoria entro 60 minuti, l’ora decisiva. Ora, la presenza di droni con un segnale video in tempo reale impedisce agli elicotteri di sorvolare la zona per recuperare i feriti. Anche i rinforzi a terra sono vulnerabili agli attacchi se tentano l’evacuazione. I soldati feriti potrebbero dover rimanere sul campo di battaglia per diverse ore, e i lacci emostatici lasciati per periodi prolungati potrebbero causare gravi danni ai tessuti e aumentare il rischio di sepsi e morte.

Nonostante le argomentazioni secondo cui le uccisioni di precisione riducono morti e feriti, causando pochi cosiddetti danni collaterali, i civili vengono presi di mira direttamente: un autobus pubblico è stato fatto saltare in aria durante l’ora di punta, nella città di Kherson, in Ucraina, il 6 gennaio 2025. Ospedali, ambulanze e paramedici vengono individuati con precisione millimetrica; un recente rapporto ha rilevato che da quando i droni sono stati utilizzati per la prima volta contro le strutture sanitarie in Siria nel 2016, il numero di attacchi a livello globale, compresa Gaza, è aumentato rapidamente.

Le conseguenze del crescente utilizzo dei droni non sono solo fisiche. La presenza di uno o più droni che volano sopra la testa produce ansia in coloro che si trovano sotto, incapaci di distinguere se sono semplicemente sotto sorveglianza o in imminente pericolo di attacco. Civili e militari che vivono sotto la costante minaccia di attacchi da parte dei droni segnalano difficoltà psicologiche; soffrono di ansia anticipatoria, segni di esaurimentp psico fisico causato da stress lavorativo, mal di testa e sintomi del disturbo post-traumatico da stress (PTSD). È stato sostenuto che l’uso di droni telecomandati migliori la sicurezza dei piloti rispetto agli aerei tradizionali. Tuttavia, gli operatori di droni, a differenza dei piloti di caccia, potrebbero dover continuare a osservare gli effetti degli attacchi per periodi prolungati, vedendo immagini inquietanti di morte e distruzione; sono state segnalate diagnosi di disturbi dell’adattamento, depressione e PTSD tra gli operatori di droni. Questi sviluppi hanno spinto a chiedere una migliore formazione, una maggiore preparazione civile e una maggiore assistenza sanitaria mentale, ma c’è ancora molto che è incerto o poco studiato.

La minaccia della guerra con i droni non rimarrà confinata all’Ucraina e al Medio Oriente. Il 9 settembre 2025, dei droni russi sono stati abbattuti dopo aver attraversato lo spazio aereo polacco. Il 25 settembre, sono stati segnalati droni che sorvolavano una centrale elettrica, una raffineria, un ospedale e una fabbrica di armi in Germania. Il 22 settembre, i droni hanno causato la sospensione dei voli negli aeroporti di Copenaghen e Oslo. Nuove modalità e mezzi di guerra hanno da tempo influenzato i modelli di morbilità e mortalità, dallo shock da bombardamento e dalla stanchezza da combattimento, alla sindrome della Guerra del Golfo, determinando cambiamenti nell’assistenza clinica, stimolando la ricerca e plasmando l’atteggiamento dell’opinione pubblica nei confronti dei conflitti. Mentre entriamo in una nuova era di combattimento, è necessario un esame molto più approfondito da parte di scienziati, politici e dell’opinione pubblica sugli effetti fisici e psicologici, spesso trascurati, della guerra con i droni.

 

 

 

 

 

 

 

[1] Come è noto, The Lancet è una delle riviste sanitarie – e di temi di economia e politica sanitaria – più prestigiose. Questo articolo è l’editoriale dell’ultimo numero, dell’8/14 novembre. Gli editoriali, a cura della redazione,  non sono firmati.

 

 

 

 

 

 

 

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