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A Trump non importa niente dei tuoi problemi. Con l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato, sta finalmente ammettendo l’ovvio. PAUL KRUGMAN (dal blog di Krugman, 27 ottobre 2026)

 

 

 

Oct. 27, 2026

Trump Doesn’t Give a Damn About Your Problems

As the midterms loom, he’s finally admitting the obvious

Paul Krugman

 

K mideterm 1 a

ExxonMobil stock price: Source: CNBC

If Republicans do implode as badly next Tuesday as the current polls suggest, there will be two main reasons. One is Trump’s epic corruption, which finally seems to be getting traction as a campaign issue, second only to the cost of living. The other is soaring energy prices, which are both a major cause of overall inflation and especially visible since they’re posted on big signs in front of every gas station across the country.

It’s a highly ironic situation because Trump’s promises to slash those prices were a key theme of his 2024 campaign. These promises were explicit: he cited numbers, asserting that he would cut energy prices in half within 12 months.

Disastrously for Trump and the Republicans, the opposite has happened, with gasoline and especially diesel prices way up, mainly because of Trump’s catastrophic war with Iran.

One measure of energy prices I find useful is the average price of the products refined from a barrel of oil — typically 2/3 of a barrel of gasoline and 1/3 of a barrel of diesel. I focus on refined products because those, not crude oil, are what people actually burn. And refined products are up in price both because crude prices are up and because the “crack spread” between crude and refined products has soared.

Here’s what has happened to the price of refined products:

K midterm 2 a

Those prices are roughly back to their Biden-era peak, and far above the prices Trump inherited when he took office. Furthermore, Biden wasn’t responsible for that temporary surge in prices, which was mainly caused by post-Covid supply-chain disruptions. Trump, on the other hand, bears almost all the responsibility for current high prices: his war of choice has disrupted the flow of oil, both crude and especially refined products, out of the Persian Gulf. (Ukraine’s strikes on Russian refineries are also contributing, but the Ukrainians are only doing what they must — and Trump, who is effectively backing Russia, has no standing to complain.)

The cost to American consumers of the Trump spike in energy costs is remarkably high. The U.S. consumes about 7.5 billion barrels of petroleum products annually. As you can see from the chart above, Trump’s war has raised the price of these products by about $75 a barrel. So this war is costing U.S. consumers around $560 billion a year at an annual rate, which is a lot even in a $30 trillion economy.

But Trump claims not to care:

“The United States oil and gas business is making hundreds of billions of dollars. I don’t give a damn, I’m going to say it — we’re making a freaking fortune.”

The obvious response is, what do you mean “we,” white man?

It’s true that oil and gas companies are making a lot of money thanks to the fallout from the Iran debacle, and oil-company stock prices have soared. But this does nothing for ordinary Americans who aren’t big investors in oil-company stocks, such as workers paying more for their daily commute and farmers who need diesel for their tractors.

So when Trump says “We’re making a freaking fortune,” what he really means is that his policies are taking more than half a trillion dollars at an annual rate out of the pockets of ordinary Americans, and giving that money to the oil industry (which gave 88 percent of its 2024 campaign contributions to Republicans.) Some people might consider this a bad thing, but by his own account he “doesn’t give a damn.”

Remind me again why people call Trump a “populist”?

 

 

 

A Trump non importa niente dei tuoi problemi.

Con l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato, sta finalmente ammettendo l’ovvio.

Paul Krugman

 

K midterm 1 b

Prezzo delle azioni ExxonMobil: Fonte: CNBC

Se i Repubblicani dovessero davvero subire una disfatta così clamorosa martedì prossimo, come suggeriscono gli attuali sondaggi, le ragioni principali saranno due. La prima è la corruzione dilagante di Trump, che finalmente sembra stia guadagnando terreno come tema centrale della campagna elettorale, seconda solo al costo della vita. La seconda è l’impennata dei prezzi dell’energia, che rappresenta una delle principali cause dell’inflazione generale ed è particolarmente evidente dato che viene segnalata con grandi cartelloni davanti a ogni distributore di benzina in tutto il paese.

Si tratta di una situazione alquanto ironica, perché le promesse di Trump di tagliare drasticamente quei prezzi erano un tema chiave della sua campagna elettorale del 2024. Queste promesse erano esplicite: aveva citato delle cifre, affermando che avrebbe dimezzato i prezzi dell’energia entro 12 mesi.

Purtroppo per Trump e i repubblicani, è successo l’esatto contrario: i prezzi della benzina e soprattutto del diesel sono schizzati alle stelle, principalmente a causa della disastrosa guerra di Trump contro l’Iran.

Un indicatore dei prezzi dell’energia che trovo utile è il prezzo medio dei prodotti raffinati da un barile di petrolio, in genere 2/3 di barile di benzina e 1/3 di barile di gasolio. Mi concentro sui prodotti raffinati perché sono questi, e non il petrolio greggio, quelli che le persone effettivamente consumano. E i prezzi dei prodotti raffinati sono aumentati sia perché sono aumentati i prezzi del greggio, sia perché il “differenziale di raffinazione” tra greggio e prodotti raffinati è salito alle stelle.

Ecco cosa è successo al prezzo dei prodotti raffinati:

 K mideterm 2 b

 

I prezzi sono tornati più o meno ai livelli massimi dell’era Biden e sono ben al di sopra di quelli ereditati da Trump al suo insediamento. Inoltre, Biden non era responsabile di quell’impennata temporanea dei prezzi, causata principalmente dalle interruzioni della catena di approvvigionamento post-Covid. Trump, d’altro canto, è quasi interamente responsabile degli attuali prezzi elevati: la sua guerra di scelta ha interrotto il flusso di petrolio, sia greggio che soprattutto raffinato, dal Golfo Persico. (Anche gli attacchi ucraini contro le raffinerie russe contribuiscono, ma gli ucraini stanno solo facendo ciò che devono – e Trump, che di fatto appoggia la Russia, non ha alcun diritto di lamentarsi).

Il costo per i consumatori americani dell’impennata dei prezzi dell’energia causata dall’amministrazione Trump è straordinariamente elevato. Gli Stati Uniti consumano circa 7,5 miliardi di barili di prodotti petroliferi all’anno. Come si può vedere dal grafico sopra, la guerra di Trump ha fatto aumentare il prezzo di questi prodotti di circa 75 dollari al barile. Quindi questa guerra costa ai consumatori statunitensi circa 560 miliardi di dollari all’anno, una cifra enorme anche in un’economia da 30 trilioni di dollari.

Ma Trump afferma di non curarsene :

“Il settore petrolifero e del gas degli Stati Uniti sta generando centinaia di miliardi di dollari. Non me ne frega niente, lo dico senza mezzi termini: stiamo facendo una fortuna pazzesca.”

La risposta ovvia è: cosa intendi con “noi”, uomo bianco?

È vero che le compagnie petrolifere e del gas stanno guadagnando un sacco di soldi grazie alle conseguenze del disastro in Iran, e i prezzi delle azioni delle compagnie petrolifere sono schizzati alle stelle. Ma questo non porta alcun beneficio ai comuni cittadini americani che non sono grandi investitori in azioni di compagnie petrolifere, come i lavoratori che pagano di più per il tragitto casa-lavoro e gli agricoltori che hanno bisogno di gasolio per i loro trattori.

Quindi, quando Trump dice “Stiamo facendo una fortuna pazzesca”, in realtà intende dire che le sue politiche stanno sottraendo più di mezzo trilione di dollari all’anno dalle tasche dei comuni cittadini americani, per dare quei soldi all’industria petrolifera (che ha destinato l’ 88% dei suoi contributi elettorali del 2024 ai repubblicani). Alcuni potrebbero considerarlo un male, ma a suo dire “non gliene importa niente”.

Spiegatemi di nuovo perché la gente definisce Trump un “populista”?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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