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Il sistema scolastico francese potrà anche essere pessimo, ma è contro il declino dell’istruzione che dovremmo protestare tutti! Di ADAM TOOZE (da Chartbook 480, 25 ottobre 2026)

 

 

 

Oct 25, 2026

Chartbook 480 France’s schools system may be bad, but we should all be protesting the decline in education!

Adam Tooze

 

tooz 2 dollsGiven the unrest in France triggered by student protests, it seems obvious to ask, how bad is the state of France’s education system, really?

Since all things are relative, that question is best posed in comparative terms.

How bad is France’s system of education when viewed from the perspective of the USA, or from that of its rich-country OECD peers?

Clearly this is the kind of question that can be answered in many different ways. But one succinct measure is offered by the table below, compiled by Brookings from data collected by the OECD as part of its PISA survey in 2025.

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Three indicators stand out as an indictment of France’s school system:

  • The median performance of French students in a basic skill like reading, is well below the OECD average.
  • The performance of the bottom 10 percent of the national distribution places France 7th from bottom out of 24.
  • And the score of the top ten percent is much lower than one might expect given the reputation of France’s elite lycée.

Overall, it is a thoroughly mediocre system that produces terrible results in the worst schools and for the weakest students.

Somewhat surprisingly the results for the USA are better across all three metrics: the median is higher, the bottom is less bad and the top ten percent in the US are out of sight.

Nor do France’s schools make up for their mediocre academic scores by being cozy places where students feel at home.

On this metric, France’s performance is not as catastrophic as that of the USA, but it is unimpressive, nevertheless.

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So things are bad in France.

But does that explain the sudden explosion of discontent? Have things taken an abrupt turn of the worse? Or, is this better understood as an accumulation of neglect and exclusion, reaching a breaking point or a flash point?

The data suggests a complex picture.

On the one hand, whereas in the US over the last ten years there has been a marked polarization in outcomes in subjects such as math between the top and the bottom ten percent, in France there has been no dramatic widening of the gap. The level of inequality is large but not widening.

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However, if you dig into the data, you realize that this picture of relative stability hides a more drastic reality, namely, a general deterioration in performance at both the top and the bottom in the last five years.

Back in 2015, the PISA survey suggested that 28.6 percent of French 15 year olds were either out of school or barely literate whereas 11.4 were performing exceedingly well. In the 2025 round, the figures were 40.8 and 4 percent respectively, most of the deterioration happened between the 2022 and the 2025 surveys.

In mathematics the deterioration between the 2015 and 2025 surveys is even more egregious and, whereas the slump in top performance is gradual across the entire decade – showing up in the 2018 and 2022 surveys – the sudden surge in low performance in mathematic has hit really hard since 2022.

What is also true, however, is that neither the extent of the deterioration nor the level that it has reached, are exceptional to France. In the wake of COVID, the share of students who are doing horribly in maths or are not in school is astonishingly high across the OECD.

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The absolute levels are slightly better in reading but the trends are the same and should be deeply concerning.

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So the French student protests really are a wake up call. Things are not well in education. COVID was a disaster around the world and in many places there is an alarming trend of deterioration.

Perhaps we should all be out demonstrating in favor of a collective commitment to improving education for all.

 

 

 

Il sistema scolastico francese potrà anche essere pessimo, ma è contro il declino dell’istruzione che dovremmo protestare tutti! (Chartbook 480)

Adam Tooze

 

Visti i disordini in Francia scatenati dalle proteste studentesche, sembra ovvio chiedersi: quanto è grave, realmente, lo stato del sistema scolastico francese?

Poiché tutto è relativo, è meglio porre questa domanda in termini comparativi.

Quanto è scadente il sistema scolastico francese se visto dalla prospettiva degli Stati Uniti o di altri paesi ricchi membri dell’OCSE?

Chiaramente, questa è una domanda a cui si può rispondere in molti modi diversi. Tuttavia, una risposta sintetica è offerta dalla tabella sottostante, compilata dalla Brookings Institution a partire dai dati raccolti dall’OCSE nell’ambito dell’indagine PISA del 2025. [1]

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Tre indicatori spiccano come una vera e propria accusa contro il sistema scolastico francese:

  • Il rendimento medio degli studenti francesi in un’abilità di base come la lettura è ben al di sotto della media OCSE [2].
  • La performance del 10% più basso della distribuzione nazionale colloca la Francia al 7° posto dal basso su 24.
  • E il punteggio del primo dieci percento è molto inferiore a quanto ci si potrebbe aspettare, vista la reputazione dei licei d’élite francesi.

Nel complesso, si tratta di un sistema decisamente mediocre che produce risultati pessimi nelle scuole peggiori e per gli studenti più deboli.

Sorprendentemente, i risultati per gli Stati Uniti sono migliori in tutti e tre i parametri: la mediana è più alta, la fascia più bassa è meno grave e il 10% più ricco degli Stati Uniti è fuori dalla portata di chiunque.

Nemmeno i risultati accademici mediocri delle scuole francesi vengono compensati dall’essere luoghi accoglienti dove gli studenti si sentono a casa.

Secondo questo parametro, la prestazione della Francia non è catastrofica come quella degli Stati Uniti, ma resta comunque poco brillante.

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Quindi la situazione in Francia è grave.

Ma questo spiega l’improvvisa esplosione di malcontento? La situazione ha preso una brusca piega negativa? Oppure è meglio interpretarla come un accumulo di negligenza ed esclusione, giunto a un punto di rottura, a un punto critico?

I dati suggeriscono un quadro complesso.

Da un lato, mentre negli Stati Uniti negli ultimi dieci anni si è registrata una netta polarizzazione nei risultati in materie come la matematica tra il 10% degli studenti con i risultati migliori e quello con i risultati peggiori, in Francia non si è assistito a un drammatico ampliamento del divario. Il livello di disuguaglianza è elevato, ma non in aumento.

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Tuttavia, se si analizzano i dati più a fondo , ci si rende conto che questo quadro di relativa stabilità nasconde una realtà ben più drastica, ovvero un generale deterioramento delle prestazioni sia ai vertici che alla base della classifica negli ultimi cinque anni.

Nel 2015, l’indagine PISA indicava che il 28,6% dei quindicenni francesi non frequentava la scuola o aveva un livello di alfabetizzazione molto basso, mentre l’11,4% otteneva risultati eccellenti. Nell’indagine del 2025, le cifre erano rispettivamente del 40,8% e del 4%, con il maggior peggioramento registrato tra le due rilevazioni.

In matematica il deterioramento tra le indagini del 2015 e del 2025 è ancora più eclatante e, mentre il calo delle prestazioni di alto livello è graduale nell’arco dell’intero decennio – manifestandosi nelle indagini del 2018 e del 2022 – l’improvviso aumento delle prestazioni scadenti in matematica ha colpito duramente a partire dal 2022.

È altrettanto vero, tuttavia, che né l’entità del deterioramento né il livello raggiunto sono eccezionali per la Francia. A seguito del COVID, la percentuale di studenti che ottengono risultati pessimi in matematica o che non frequentano la scuola è incredibilmente alta in tutti i paesi OCSE.

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I livelli assoluti sono leggermente migliori nella lettura, ma le tendenze sono le stesse e dovrebbero destare profonda preoccupazione.

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Le proteste studentesche francesi sono quindi un vero e proprio campanello d’allarme. La situazione dell’istruzione non è delle migliori. Il COVID è stato un disastro in tutto il mondo e in molti Paesi si registra un preoccupante trend di deterioramento.

Forse dovremmo tutti scendere in piazza a manifestare a favore di un impegno collettivo per migliorare l’istruzione per tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] I risultati dell’indagine OCSE del 2026 ci erano già noti da un articolo di Arnaud Bertrand del 9 settembre 2026, tradotto e pubblicato su FataTurchina. Questo articolo di Tooze torna sull’argomento, in particolare con la prima tabella che mostra gli argomenti del suo ragionamento e che si concentra in particolare sui confronti  con la situazione degli Stati Uniti (parla in prima persona plurale, come cittadino statunitense). Nella Tabella sono omessi vari dati asiatici, in particolare cinesi, che erano invece al centro dell’articolo di Bertrand.

E’ dunque necessario chiarirci il significato della Tabella sottostante.

I tre puntini colorati indicano le tre categorie che vengono esaminate, collocati nella tabella secondo il punteggio che hanno realizzato nell’indagine – da un minimo di 250 punti ad un massimo di 650 punti. I puntini celesti si riferiscono alla categoria del 10° percentile – ovvero degli studenti che hanno realizzato i punteggi più bassi; i puntini blu si rifeirscono agli studenti del 90° percentile, quelli con i punteggi più elevati; i puntini arancioni si riferiscono alla categoria degli studenti che si collocano in posizione mediana.

La medesima tecnica di valutazione viene utilizzata per diverse categorie di “apprendimento”: la lettura, la matematica, la disposizione agli argomenti scientifici etc.

E’ importante comprendere che il diagramma contiene un’altra informazione fondamentale, mostrata dalla linea grigia che separa la posizione della categoria più in basso (puntini celesti) e della categoria più in alto (puntini blu). Quel tratto di linea grigia indica il divario tra i peggiori ed i migliori; quindi un dato assai significativo sulla qualità dei sistemi nazionali di istruzione. Nella tabella sottostante i dati ed i divari si riferiscono alla competenza riscontrata nella “lettura”. Purtroppo quel divario non mi pare sia espresso in un valore, nello stimarlo ci si deve semplicemente affidare alla propria impressione visiva.

[2] Questo non lo capisco; dalla tabella non sembra che l’abilità media di lettura degli studenti francesi, ovvero il puntino arancione, si collochi ad un punteggio così diverso da quello della media degli studenti dei paesi dell’area OCSE.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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