Blog di Krugman

Le cose sono andate a pezzi (26 luglio 2913)

 

July 26, 2013, 9:32 am

Things Fell Apart

Ezra Klein has a good piece urging journalists to stop talking about the “center” — unless they first explain what they mean, which in practice would mean acknowledging that what they call the “center” isn’t at the center of anything, except maybe the prejudices of a self-referential elite.

Now, this wasn’t always true. There was a time when, as Ezra said, you could more or less define the center as the set of policy ideas that could gain bipartisan support and pass Congress — say, the early 80s Social Security fix or the 1986 tax reform. But that era ended in 1994, when the Gingrich brigades took over Congress. When you have a GOP so radical that Norm Ornstein feels compelled to clarify that its actions — its attempts to sabotage the law of the land — don’t quite rise to the standard of treason, the old notion that equated centrism with practical politics is utterly outdated.

So what do journalists mean when they talk about centrism? Today the term “centrist” is used for things like Simpson-Bowles, which are both desperately unpopular and impossible to enact as legislation. Meanwhile, extremely popular ideas, like breaking up big banks and raising taxes on high incomes, are treated as somehow radical.

This is not a helpful form of political analysis, and is all the worse because its unreasonable assumptions are kept implicit.

 

Le cose sono andate a pezzi

 

Ezra Klein scrive un buon articolo per spingere i giornalisti a smetterla di parlare di “centro” – senza anzitutto spiegare cosa intendono, il che in pratica significherebbe riconoscere che quello che chiamano “centro” non è al centro di nulla, se non forse dei pregiudizi di una classe dirigente autoreferenziale.

Ora, questo non è stato sempre vero. Ci fu un tempo nel quale, come dice Ezra, potevate più o meno definire il centro come un complesso di idee politiche che potevano guadagnare il sostegno bipartizan ed essere approvate dal Congresso – diciamo, la correzione della Previdenza Sociale nei primi anni ’80 o la riforma fiscale del 1986. Ma quell’epoca finì nel 1994, quando le brigate di Gingrich [1] si impossessarono del Congresso. Quando avete un Partito Repubblicano così estremista che Norm Ornstein [2] si sente costretto a chiarire che le sue iniziative – il suo tentativo di sabotare le leggi della nazione – non hanno esattamente le caratteristiche del tradimento, la vecchia idea che equiparava il centrismo ad una concreta politica diventa completamente superata.

Cosa intendono, dunque, i giornalisti quando parlano di centrismo? Oggi il termine “centrista” è utilizzato per cose come le posizioni di Simpson-Bowles, che sono disperatamente impopolari ed anche impossibili ad essere deliberate come legislazione. Di contro, idee estremamente popolari, come mandare a pezzi la grandi banche e alzare le tasse sugli alti redditi, sono considerate in qualche modo radicali.

Questa non è una forma utile di analisi politica, e tutto è anche peggio perché i suoi irragionevoli assunti sono ritenuti impliciti.


 


[1] Newton Leroy Gingrich (Harrisburg, 17 giugno 1943) è un politico statunitense, dirigente nazionale del Partito repubblicano.

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[2] Norman J. Ornstein è un politologo americano e ricercatore presso l’ American Enterprise Institute di Washington. Scrive frequentemente sul “centrista” Washington Post.

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