Blog di Krugman

Grafici cruciali sullo stimulus (20 febbraio 2014)

 

Feb 20, 9:59 am

Key Stimulus Graphs

I thought it might be useful to put up a few graphs that are key to how I think about the sad tale of fiscal policy in the Great Recession and afterwards.

First, during the debate over stimulus there was one key issue: what would happen to interest rates. Opponents warned darkly of soaring rates and crowding out; proponents argued that this wouldn’t happen in a depressed economy. Results:

Second, while there have been a number of studies using various approaches to estimate the impact of fiscal policy in a depressed economy, I think the really decisive evidence comes from differential austerity in Europe. Here’s a crude picture, simply comparing the change in IMF estimates of the cyclically adjusted budget balance with growth from 2009 to 2013:

You can try to explain this correlation away — but it’s a steep climb. The prima facie evidence is that austerity is contractionary, with a multiplier more than 1.

So how did US political debate come to be shaped by the idea that the stimulus was a failure? Go back to the original Romer-Bernstein projection (pdf):

The striking thing here isn’t what they thought the Recovery Act would achieve, it’s how optimistic they were about how the economy would perform even without stimulus — that we would be back to 5 percent unemployment after 5 years, i.e., by now. The stimulus was simply supposed to shave off the top of what would in any case be a fairly brief bulge in unemployment.

I have never understood where that optimism came from, but in any case, what happened is that the actual protracted effects of the financial crisis and the debt overhang got interpreted as a failure of stimulus.

 

Grafici cruciali sullo stimulus

 

Ho pensato potesse esser utile caricare pochi grafici che sono cruciali su come io penso al triste racconto della politica della finanza pubblica nella Grande Recessione e nelle sue conseguenze.

In primo luogo, durante il dibattito sullo stimolo ci fu un tema fondamentale: cosa sarebbe successo ai tassi di interesse? Gli oppositori minacciosamente mettevano in guardia sui tassi di interesse e sull’effetto di ‘spiazzamento’ del settore privato; i sostenitori argomentavano che in un’economia depressa, questo non sarebbe accaduto. Risultato:

In secondo luogo, mentre c’è stato un certo numero di studi che hanno utilizzato vari approcci per stimare l’impatto della politica della finanza pubblica in un’economia depressa, io penso che la prova davvero decisiva provenga dal differenziale di austerità in Europa. Questo è un quadro sommario, dal semplice confronto del mutamento nelle stime del FMI degli equilibri di bilancio, corretti sulla base del ciclo economico, con la crescita dal 2009 al 2013:

Si può provare a giustificare questa correlazione – ma è una fatica ardua. Ad una prima impressione, c’è la testimonianza che l’austerità è restrittiva, con un moltiplicatore superiore ad 1 [1].

Dunque, come è potuto accadere che il dibattito politico negli Stati Uniti giungesse ad essere plasmato dall’idea che lo stimulus fosse un fallimento? Si torni all’originale previsione di Romer-Bernstein (disponibile in pdf):

In questo caso, la cosa sorprendente non è quello che essi pensavano che sarebbe stato ottenuto dalla legge dello stimolo, ma quanto erano ottimisti su come l’economia si sarebbe comportata anche senza stimolo – vale a dire che saremmo tornati ad una disoccupazione al 5 per cento dopo cinque anni, ovvero ai nostri giorni. Si pensava che lo stimolo doveva semplicemente limare il punto più alto di quella che in ogni caso sarebbe stata una crescita abbastanza breve della disoccupazione.

Non ho mai capito da dove venisse questo ottimismo, ma in ogni caso quello che è successo è stato che gli effetti prolungati reali della crisi finanziaria e l’eccesso di debito vennero interpretati come un fallimento delle misure di sostegno all’economia.



[1] Per il concetto di ‘moltiplicatore’ vedi le note sulla traduzione. In questo caso ci si riferisce ad un effetto negativo di moltiplicatore, ovvero a quanto una riduzione della spesa pubblica produce di effetto aggiuntivo sulla produzione complessiva. E’ noto che agli inizi anche il FMI aveva ipotizzato un moltiplicatore inferiore alla unità, mentre poi ha giudicato ragionevole constatarlo superiore ad 1. Per inciso, è stata una circostanza che ha molto contribuito a far deragliare tutte le previsioni che la troika aveva fatto sull’effetto dell’austerità sull’economia greca.

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