Posts By mm

Santo Vudù, Batman! I supereroi, l’arsenico e l’economia di Trump. Di Paul Krugman (dal blog di Krugman, 20 marzo 2019)

[1] L’elenco di nomi che copiamo nella traduzione contiene vari personaggi dell’universo dei supereroi. Peter Parker è la denominazione ‘in borghese’ dell’Uomo Ragno, Aunt May ...

Cosa c’è di sbagliato nel capitalismo contemporaneo? Di Angus Deaton (da Project Syndicate 13 marzo 2019)

[1] Il Behemoth (pron. be-èmot, AFI: /beˈɛmot/), è una creatura leggendaria biblica, menzionata nel Libro di Giobbe (40,15-24). Assieme al leviatano e allo ziz è descritta come la creatura più straordinaria della Terra, imbattibile per tutti tranne che ...

Il lutto per la perdita di Alan Krueger, di Paul Krugman (dal blog di Krugman, 19 marzo 2019)

Denaro verde senza inflazione, di Paul De Grauwe (da Social Europe, 19 marzo 2019)

Il disordine, la concentrazione e la Nuova Economia, di Raghuram G. Rajan (da Project Syndicate, 15 gennaio 2019)

[1] Un’offerta pubblica iniziale o IPO (dall’inglese initial public offering) è un’offerta al pubblico dei titoli di una società che intende quotarsi per la prima volta su un mercato regolamentato. Le ...

Essere realisti con l’America rurale, di Paul Krugman (New York Times, 18 marzo 2019)

Il declino dell'America rurale è nei fatti. Un tempo, ancora nel 1950, con sei milioni di lavoratori agricoli e con una rete di piccole città sostenute da quella forza economica, nonché con forze sociali allora cospicue come i minatori nel carbone, l'America rurale era un fattore di rilievo nella demografia, nella società e nella stessa cultura americana. Ma da allora la popolazione delle aree urbane è raddoppiata, mentre quella delle aree rurali è diminuita di due terzi. Si deve assicurare alle regioni rurali l'accesso ad una assistenza sanitaria e all'istruzione come nel resto del paese, ma non si può non vedere che sarà molto difficile rovesciare i fattori potenti che hanno deciso il suo declino.

Non date la colpa i robot per i bassi salari, di Paul Krugman (New York Times, 14 marzo 2019)

Si parla tanto di robot e sembra quasi che sia ovvio che la tecnologia minacci i posti di lavoro. Ma i robot sono macchine, ed è dall'inizio dell'800 che gli economisti studiano i loro effetti. I grandi cambiamenti che hanno modificato, per fare due esempi, l'attività mineraria nel caso del carbone o il trasporto delle merci, sono avvenuti decenni orsono. La vera differenza di oggi è che i salari dei lavoratori che restano calano anche se la loro produttività aumenta grandemente, mentre nel passato non era così. Perché? Una delle ragioni più evidente è il crollo della sindacalizzazione (dal 25% del 1973 al 6% nell'America di oggi). E così non è stato dappertutto; non in Canada, ad esempio, e tantomeno nei paesi del nord Europa. Dunque, la colpa non è dei robot, ma della dirigenza politica, che ha favorito un clima ostile al lavoro.

Argomenti per una economia coraggiosa, di Dani Rodrik (da Project Syndicate, 11 marzo 2019)

Come l’Europa può commerciare con l’Iran ed evitare le sanzioni degli Stati Uniti, di Barry Eichengreen (da Project Syndicate, 12 marzo 2019)

Il potere della meschina rabbia individuale, di Paul Krugman (New York Times, 11 marzo 2019)

Un articolo insolito, che parla di cannucce di plastica, di hamburger, di detersivi per lavastoviglie e di una super eroina della serie di Capitan Marvel. Tutte cose tenute assieme dalla nevrosi rabbiosa per cose apparentemente insignificanti che dilaga nella destra americana. Sembrerebbe un problema marginale, ma la facilità con la quale a destra esplode la collera per piccoli doveri civici - che per un parlamentare repubblicano sino a ieri potente sono addirittura sinonimi di socialismo - non è un problema secondario. Se non altro perché persone del genere costituiscono la spina dorsale del trumpismo.

La concentrazione del mercato sta minacciando l’economia degli Stati Uniti, di Joseph E. Stiglitz (da Project Syndicate, 11 marzo 2019)

Dovreste acquistare un’auto elettrica? Di Adair Turner (da Project Syndicate, 28 febbraio 2019)

[1] Quantitativo di carbonio emesso per unità di energia consumata. L’intensità di carbonio rientra tra gli indici per valutare l’efficienza ambientale di un sistema energetico ...

L’uomo delle tariffe è diventato l’uomo del deficit, di Paul Krugman (New York Times, 7 marzo 2019)

Per i repubblicani americani il tema distintivo era quello del pericolo del deficit di bilancio, per Trump quello del deficit commerciale. Adesso siamo a questo risultato: che entrambi i deficit sono in profondo rosso. Non che questo costituisca un problema gravissimo per l'economia americana. Ma è indicativo sia della disonestà che dell'ignoranza di quella classe dirigente. Il deficit di bilancio è sempre stato un pretesto, appena possibile i repubblicani hanno imposto tagli fiscali enormi a vantaggio delle società e dei più ricchi. Il deficit commerciale è aumentato nel complesso, nonostante le tariffe protezionistiche, semplicemente perché era assurda la teoria con la quale Trump pretendeva di spiegare le sue cause. Eppure l'America può sopravvivere ai deficit gemelli e alla disonestà e all'ignoranza dei suoi governanti.

I riacquisti delle azioni sono l’obbiettivo sbagliato, di Michael Spence (da Project Syndicate, 26 febbraio 2019)

[1] Da una discussione su Wordreference deel 23 febbraio 2007: “I Shareholders sono semplicemente gli azionisti, cioè coloro che detengono le quote di capitale sociale; gli Stakeholders sono più ...

L’America, il prepotente codardo, di Paul Krugman (New York Times, 4 marzo 2019)

Pare possibile che la guerra commerciale con la Cina volga al termine. L'accordo tre i due paesi verterebbe in sostanza su qualche favore da parte dei cinesi, del genere di alcuni acquisti di prodotti agricoli ed energetici. Forse anche qualche altro favore, non detto. Meglio non avere nessuna guerra commerciale che averne una. Ma tutta la vicenda non sarebbe stata innocua: l'America è apparsa inaffidabile ed ha messo in crisi il sistema delle relazioni commerciali internazionali.

Pagina successiva »