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Perché il capitalismo ha bisogno di populismo, di Raghuram G. Rajan (da Project Syndicate, 6 maggio 2019)

Una politica industriale per i buoni posti di lavoro, di Dani Rodrik e Charles Sabel (da Project Syndicate, 8 maggio 2019)

Dare il colpo di grazia alla Pax Americana, di Paul Krugman (dal blog di Krugman, 11 maggio 2019)

Reddito minimo garantito in India, di Thomas Piketty (dal blog di Piketty, 16 aprile 2019)

[1] Il grafico indica i voti al BJP e agli altri partiti della destra, sulla base della appartenenza degli elettori alle diverse caste, nelle elezioni ...

Trump è pessimo per l’America rurale, di Paul Krugman (New York Times, 9 maggio 2019)

Di recente un discreto numero di economisti addetti alle ricerche economiche del Dipartimento dell'Agricoltura americano si sono dimessi perché le loro ricerche provocavano forme di persecuzione da parte dei governanti. Il punto è che le politiche repubblicane - con l'aggiunta della personale predilezione di Trump per le guerre commerciali - fanno danni soprattutto nelle aree rurali dell'America. I massimi sostenitori di Trump sono anche le sue principali vittime.

Da dove vengono i buoni post di lavoro? Di Daron Acemoglu (da Project Syndicate, 26 aprile 2019)

Perché siamo governati da incompetenti? Simon Wren-Lewis (dal blog Mainly Macro, 7 maggio 2019)

[1] In realtà aveva studiato geografia ad Oxford, anche se non è mi chiaro se si fosse laureata. [2] Il Bush padre.       ...

L’economia di Donald J. Keynes, di Paul Krugman (New York Times 6 maggio 2019)

Il Governo Trump è dunque keynesiano? Ebbene, la spesa in deficit è salita a livelli elevati, paragonabili al periodo di emergenza che seguì alla crisi finanziaria del 2008. Non è spesa per le infrastrutture e neanche per i programmi della assistenza sociale (alcuni approfondimenti di questi mesi indicano soprattutto una spesa nel settore militare). Ma tutto quello che i repubblicani (e, in generale, quelli che Krugman definiva le Persone Molto Serie) impedirono all'epoca di Obama, ora lo fanno spensieratamente. E si scopre che anche i salari, finalmente, salgono. Semplicemente perché i dati sul mercato del lavoro americano non sono veritieri: venivano considerati disoccupati solo coloro che cercavano attivamente lavoro. Quindi c'era una offerta di forza lavoro disoccupata assai superiore di quello che dicevano le statistiche ufficiali.

Gli anni del sabotaggio, di Paul Krugman (dal blog di Krugman, 4 maggio 2019)

É venuto il tempo di una tassa globale sulle emissioni di carbonio, di Mat Persson (da Project Syndicate, 1 maggio 2019)

Il guaio con Joe e Bernie, di Paul Krugman (New York Times, 2 maggio 2019)

C'è qualcosa che sembra accomunare i due candidati alla nomination democratica che attualmente sembrano più accreditati: Joe Biden e Bernie Sanders. Il primo pare persuaso di poter mettere a frutto le sue buone relazioni personali con alcuni repubblicani. Quella illusione fu quasi una tragedia per Obama: per sua fortuna l'idea di una collaborazione si infranse nella opposizione implacabile dei repubblicani. Sanders invece sembra persuaso che una sorta mi maremoto politico popolare gli consentirà di convincere 180 milioni di americani con assicurazioni sanitarie private a superarle, anche se in genere chi le ha non le disprezza. Dietro questi due uomini diversi, ma in apparenza non pronti ad affrontare con realismo la lotta politica in America, vari altri candidati, soprattutto donne, molto progressiste ma pragmatiche.

Gli autobus riguardano la redistribuzione, la produttività e un futuro più verde, di Simon Wren-Lewis (da Mainly Macro, 30 aprile 2019)

La crescita di Riccioli d’Oro, di Anatole Kaletsky (da Project Syndicate, 28 aprile 2019)

[1] Nella connessione nel testo inglese, un altro articolo di Kaketsky dal titolo “L’economia mondiale va ad Hollywood”, pubblicato il 18 gennaio 2019 su Project ...

Lo stile zombi nella politica americana, di Paul Krugman (New York Times, 29 aprile 2019)

Il metodo della destra è il seguente: si negano i fatti come il cambiamento del clima, poi si ammettono ma si sostiene che non dipendono da attività umane, poi si ammette anche questo ma si nega che si possa fare alcunché, perché distruggerebbe l'economia. Nel frattempo tutti gli argomenti sopravvivono, continuano a circolare come concetti zombi anche se sembravano defunti. Lo stesso avvenne in passato sul tema della crescente ineguaglianza nella società americana; lo stesso accade oggi sul tema delle interferenze russe a favore di Trump nelle elezioni del 2016. E' lo stile zombi nella politica americana, più precisamente lo stile della destra americana. Che seppellisce in un colpo solo il confronto democratico di idee rivali, la verosimiglianza dei programmi e il rispetto per la verità.

Fogne, ghetti bianchi e disprezzo, di Paul Krugman (New York Times, 25 aprile 2019)

Tra gli spunti inesauribili di volgarità, Stephen Moore, colui che Trump intende nominare tra i Governatori della Federal Reserve, alcuni anni fa ebbe a definire le città del centro dell'America, come 'fogne'. Il effetti il disprezzo della destra per l'America rurale e delle città minori è molto più forte di quello che si pensi. Ma più grave ancora sarebbe se si attuasse la sua agenda politica, in primis i tagli selvaggi alla assistenza sanitaria ai meno abbienti (Medicaid). La destra si riempie la bocca di demagogia sulle manifatture e sulle miniere di carbone - che con Trump sono in maggiore declino - ma nella Virginia occidentale i posti di lavoro nella sanità e nell'assistenza sociale sono il 16 per cento, mentre nelle miniere lavora meno del 3 per cento dei virginiani. Cosa accadrebbe, con un tracollo di Medicaid?

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