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Il passo falso della “stella solitaria”, di Paul Krugman (New York Times 5 giugno 2015)

 

Lone Star Stumble

JUNE 5, 2015

Paul Krugman

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Remember the Texas economic miracle? In 2012, it was one of the three main arguments from then-Gov. Rick Perry about why he should be president, along with his strong support from the religious right and something else I can’t remember (sorry, couldn’t help myself). More broadly, conservatives have long held Texas up as a supposed demonstration that low taxes on the rich and harsh treatment of the poor are the keys to prosperity.

So it’s interesting to note that Texas is looking a lot less miraculous lately than it used to. To be fair, we’re talking about a modest stumble, not a collapse. Still, events in Texas and other states — notably Kansas and California — are providing yet another object demonstration that the tax-cut obsession that dominates the modern Republican Party is all wrong.

The facts: For many years, economic growth in Texas has consistently outpaced growth in the rest of America. But that long run ended in 2015, with employment growth in Texas dropping well below the national average and a fall in leading indicators pointing to a further slowdown ahead. In most states, this slowdown would be no big deal; occasional underperformance is just a fact of life. But everything is bigger in Texas, including inflated expectations, so the slowdown has come as something of a shock.

Now, there’s no mystery about what is happening: It’s all about the hydrocarbons. Texans like to point out that their state’s economy is a lot more diversified than it was in J.R. Ewing’s day, and they’re right. But Texas still has a disproportionate share of the U.S. oil and gas industry, and it benefited far more than most other states from the fracking boom. By my estimates, about half the energy-related jobs created by that boom since it began in the middle of the last decade were in Texas, and this extractive-sector windfall accounted for about a third of the difference between growth in Texas and growth in the rest of the country.

What about the other two-thirds? Like the rest of the Sunbelt, Texas is still benefiting from the long southward shift of America’s population that began with the coming of widespread air-conditioning; average January temperature remains a powerful predictor of regional growth. Texas also attracts new residents with its permissive land-use policies, which have kept housing cheap.

Now one of the three big drivers of Texas growth has gone into reverse, as low world oil prices are bringing the fracking boom to a screeching halt. Hey, things like that happen to every state now and then.

But Texas wasn’t supposed to be like other states. It was supposed to be the shining exemplar of the economic payoff to reverse Robin-Hood economics. So its recent disappointments hit the right-wing cause hard — especially coming on the heels of the Kansas debacle.

For those who haven’t been following the Kansas story, in 2012, Sam Brownback, the state’s hard-right governor, pushed through large tax cuts that would, he promised, lead to rapid economic growth with little, if any, loss of revenue. But the promised boom never materialized, while big budget deficits did.

And, meanwhile, there’s California, long mocked by the right as an economy doomed by its liberal politics. Not so much, it turns out: The budget is back in surplus in part because the emergence of a Democratic supermajority finally made it possible to enact tax increases, and the state is experiencing a solid recovery.

The states, Louis Brandeis famously declared, are the laboratories of democracy. In fact, Mr. Brownback himself described his plan as an “experiment” that would demonstrate the truth of his economic doctrine. What it actually did, however, was demonstrate the opposite — and much the same message is coming from other laboratories, from the stumble in Texas to the comeback in California.

Will anyone on the right take heed? Probably not. Unlike real experimenters, Mr. Brownback wasn’t willing to take no for an answer, whatever happened, and the same is true for just about everyone on his side of the political divide. Or to put it another way, belief that tax cuts are a universal elixir that cures all economic ills is the ultimate zombie idea — one that should have died long ago in the face of the facts, but just keeps shambling along. Nothing that has happened in the past quartercentury has supported tax-cut mania, yet the doctrine’s hold on the Republican Party is stronger than ever. It would be foolish to expect recent events to make much difference.

Still, the spectacle of the Texas economy coming back to earth, and Kansas sliding over the edge should at the very least make right-wing bombast ring hollow, in the general election if not in the primary. And someday, maybe, even conservatives will once again become willing to look at the facts.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il passo falso della “stella solitaria” [1] , di Paul Krugman

New York Times 5 giugno 2015

Vi ricordate il miracolo economico del Texas? Nel 2012 era uno dei tre principali argomenti dell’allora Governatore Rick Perry su chi avrebbe dovuto essere Presidente, assieme al forte sostegno della destra religiosa a qualcos’altro che non mi viene a mente (spiacente, sono incorreggibile [2]). Più in generale, i conservatori da molto tempo indicano il Texas come una presunta dimostrazione che le basse tasse sui ricchi e il trattamento duro dei poveri sono le chiavi della prosperità.

Dunque, è interessante notare che il Texas sembra di recente meno miracoloso di un tempo. Per esser giusti, stiamo parlando di un modesto passo falso, non di un crollo. Eppure, gli eventi in Texas e in altri Stati – in particolare Kansas e California – ci stanno fornendo un’altra dimostrazione effettiva che l’ossessione degli sgravi fiscali che domina il Partito Repubblicano di questi tempi è tutta sbagliata.

I fatti: per molti anni la crescita dell’economia nel Texas è andata più velocemente della crescita nel resto dell’America. Ma con il 2015 quell’andamento di lungo periodo è terminato, con la crescita dell’occupazione nel Texas che è scesa ben al di sotto della media nazionale ed una caduta degli indicatori principali che mostra per il futuro un ulteriore rallentamento. In gran parte degli Stati questo rallentamento non sarebbe affatto una faccenda rilevante: una prestazione occasionale al di sotto della norma è semplicemente qualcosa che accade. Ma in Texas tutto è più grande, comprese le aspettative esagerate, cosicché il rallentamento è apparso come un trauma.

Ora, non c’è alcun mistero su cosa stia accadendo: tutto ha a che fare con gli idrocarburi. I texani, a ragione, sono soliti mettere l’accento sul fatto che la loro economia è molto più diversificata che non ai tempi di J. R. Ewing [3]. Ma il Texas possiede ancora oggi una quota sproporzionata dell’industria statunitense del petrolio e del gas, ed essa ha beneficiato molto di più della maggioranza degli altri Stati del boom della estrazione degli idrocarburi con il metodo del fracking [4] . Secondo le mie stime, circa la metà dei posti di lavoro connessi con l’energia, creati da quella espansione dal momento in cui essa iniziò nella metà dello scorso decennio, sono stati nel Texas, e questo sviluppo inatteso ha pesato per circa una terzo della differenza tra la crescita nel Texas e la crescita nel resto del paese.

Cosa è accaduto per gli altri due terzi? Come il resto degli Stati della “cintura del Sole”, il Texas sta ancora beneficiando del prolungato spostamento verso il sud della popolazione americana che ebbe inizio con la diffusione dell’aria condizionata; le temperatura media di gennaio rimane un potente previsore delle crescita regionali. Inoltre il Texas attrae nuovi residenti con le sue politiche permissive nell’utilizzo del territorio, che hanno mantenuto economica l’edilizia.

Ora uno dei tre grandi fattori di spinta della crescita del Texas si è mutato nel suo opposto, dato che i bassi prezzi mondiali del petrolio stanno portando il boom del fracking ad una brusca interruzione. Ripetiamolo, sono cose che prima o poi accadono in ogni Stato.

Ma si pensava che il Texas non fosse come gli altri Stati. Si pensava fosse il luminoso esemplare di quanto sia vantaggiosa una economia basata sul metodo di un Robin Hood alla rovescia. Dunque, le sue recenti delusioni hanno colpito duramente la causa della destra – in particolare seguendo a ruota il disastro del Kansas.

Per coloro che non avessero seguito la storia del Kansas, nel 2012, Sam Brownback, il Governatore della destra dura e pura di quello Stato, ha fatto approvare grandi sgravi fiscali che, secondo la sua promessa, avrebbero portato ad una rapida crescita economica con una piccola riduzione delle entrate, ammesso che ci fosse stata. Ma il boom promesso non si è mai materializzato, e si sono avuti invece cospicui deficit di bilancio.

E nel frattempo, c’è stato il caso della California, per lungo tempo irrisa dalla destra come un’economia condannata per le sue politiche progressiste. Ma si scopre che non è così: il bilancio è tornato in avanzo, in parte perché il manifestarsi di una schiacciante maggioranza dei democratici ha finalmente reso possibile la approvazione di aumenti fiscali [5], e lo Stato sta conoscendo una solida ripresa.

Gli Stati, affermò notoriamente Louis Brandeis [6], sono i laboratori della democrazia. In effetti, lo stesso signor Brownback aveva descritto il suo programma come un “esperimento” che avrebbe dimostrato la verità della sua dottrina economica. Il risultato, tuttavia, è stato la dimostrazione della cosa opposta – e in gran parte lo stesso messaggio sta venendo da altri laboratori, dal passo falso del Texas al ritorno sulla scena della California.

Qualcuno a destra ci presterà attenzione? Probabilmente no. Diversamente dai veri e propri sperimentatori, il signor Brownback non era disponibile, qualsiasi cosa fosse accaduta, ad accettare un esito negativo come una risposta, e lo stesso accade per quasi tutti, su quel versante dello schieramento politico. O per dirla altrimenti, la convinzione che gli sgravi fiscali siano un elisir universale che cura tutti i mali dell’economia è l’estrema idea zombi – quella che avrebbe dovuto soccombere da molto tempo alla prova dei fatti, ma continua precisamente a trascinarsi senza sosta. Niente di quello che è successo nell’ultimo quarto di secolo ha confermato la mania degli sgravi fiscali, tuttavia la presa di quella dottrina sul Partito Repubblicano è più forte che mai. Sarebbe sciocco aspettarsi che i fatti più recenti cambino qualcosa.

Eppure, lo spettacolo dell’economia del Texas che torna a terra e del Kansas che scivola sul ciglio dovrebbe come minimo far suonare a vuoto la retorica della destra, nelle elezioni generali se non nelle primarie. E un giorno, magari, persino i conservatori diventeranno ancora una volta disponibili ad attenersi ai fatti.

 

 

 

 

 

[1] Il Texas è uno dei cinquanta stati federati degli Stati Uniti d’America. È soprannominato Lone Star State (Stato della stella solitaria). Si trova nella parte meridionale del Paese; confina a sud con il Messico, a est con Louisiana e Arkansas, a nord-est con l’Oklahoma e ad ovest con il Nuovo Messico. Con 696.241 km² è il più grande Stato dopo l’Alaska, mentre con 24.782.302 abitanti è il secondo più popoloso dopo la California. La capitale è Austin, mentre la città più popolosa è Houston. La popolazione urbana sfiora l’80%, e quasi la metà dei texani vive nelle aree urbane di Dallas-Fort Worth e Houston.

[2] L’espressione inglese (“couldn’t help myself”) suona più precisamente nel senso di “non sono riuscito a resistere”, dando l’impressione che questo terzo fattore corrisponda a qualcosa di assai noto e preciso. Ma non sono riuscito a trovare una spiegazione plausibile, oltre all’indizio di una forte propensione di Perry alle gaffe, che giocò nel 2012 un ruolo considerevole nella sua sconfitta alle primarie repubblicane.

[3] J. R. Ewing è un personaggio delle serie televisiva “Dallas”, interpretato dall’attore Larry Hagman. La serie venne teletrasmessa negli anni dal 1978 al 1981, e venne poi replicata negli anni 2012-13. Suppongo che il periodo al quale si allude nell’articolo sia quello della fine degli anni ’70.

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[4] Ovvero il metodo della estrazione di gas dalle rocce profonde, normalmente con trivellazioni orizzontali congiunte a metodi di fratturazione idraulica (appunto il “fracking”).

[5] Vari Stati americani, ma la California in modo molto particolare, hanno legislazioni che impediscono incrementi nella tassazione, con la previsione dell’obbligo di maggioranze larghissime. Per molti anni questa legislazione aveva praticamente bloccato ogni ragionevole intervento economico, finché nelle ultime elezioni il Partito Democratico ha ottenuto una maggioranza tale che tali provvedimenti sul fisco sono diventati possibili.

[6] Louis Brandeis (Louisville, 13 novembre 1856Washington, 15 ottobre 1941) è stato un avvocato e giurista statunitense, membro della Corte Suprema degli Stati Uniti dal 1916 al 1939. È ricordato per aver perseguito gratuitamente tematiche di grande rilevanza sociale, promuovendo l’avanzamento del diritto in vari campi e la tutela delle libertà civili.

 

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