Blog di Krugman

Pensando alla Brexit, veloce e lenta (6 settembre 2016)

 

SEP 6 10:07 PM 

Thinking About Brexit, Fast and Slow

 

“The City’s smartest people are being forced to admit they were wrong about a ‘Brecession’” So says Business Insider, now that good UK PMI surveys have caused Credit Suisse and Morgan Stanley to back off their forecasts of a Brexit-induced recession.

But I wasn’t wrong. Yay me!

OK, seriously, at least for the moment it seems as if my skepticism about dire short-run forecasts, despite my agreement about the long run costs has been vindicated:

Economists have very good reasons to believe that Brexit will do bad things in the long run, but are strongly tempted to sex up their arguments by making very dubious claims about the short run. And the fact that so many respectable people are making these dubious claims makes them seem well-reasoned when they aren’t.

I could, of course, still turn out to be wrong. But let me say that what I’m really enjoying here — aside from the chance to claim that I was right — is, for once, having an argument with smart people who are trying to get it right. So much of my time these days is spent combatting sheer derp, that it’s almost like a vacation to debate propositions that aren’t self-evidently stupid.

 

Pensando alla Brexit, veloce e lenta

“Le persone più intelligenti della City sono costrette ad ammettere di aver avuto torto sulla recessione provocata dalla Brexit”. Dice questo Business Insider, ora che i sondaggi sul PMI [1] del Regno Unito hanno spinto Credit Suisse e Morgan Stanley a tornare indietro sulle loro previsioni di una recessione indotta dall Brexit.

Insomma, non avevo torto. Proprio contento!

In effetti, parlando sul serio, almeno per il momento sembra che il mio scetticismo sulle tremende previsioni nel breve termine sia stato confermato, nonostante che io sia d’accordo sui costi a lungo termine:

“Gli economisti hanno ottime ragioni per credere che la Brexit comporterà effetti negativi nel lungo periodo, ma sono fortemente tentati di esagerare i loro argomenti avanzando tesi molto dubbie sul breve periodo. E il fatto che tante persone rispettabili stiano avanzando queste tesi dubbie le fa sembrare ben riflettute, mentre non lo sono.” [2]

Probabilmente, potrebbe ancora venir fuori che avevo sbagliato. Ma lasciatemi dire che ciò di cui sono effettivamente contento in questo caso – a parte la possibilità di sostenere che avevo ragione – è, per una volta, avere un argomento nei confronti di persone intelligenti che cercano di indovinare la cosa giusta. Di questi tempi una parte così grande del mio tempo è spesa nel combattere la pura e semplice ottusità, che è quasi come una vacanza discutere concetti che non sono in sé stessi stupidi.

 

 

[1]  Il Purchasing Managers Index (PMI) è l’indice composito dell’attività manifatturiera di un Paese e riflette la capacità dell’acquisizione di beni e servizi.

[2] Da un post di Krugman, qua tradotto, del 30 giugno 2016.

 

 

 

 

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