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Intrappolati dalle loro stesse bugie, di Paul Krugman (New York Times 25 settembre 2017)


Trapped by Their Own Lies

Paul Krugman SEPT. 25, 2017

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On Saturday pretty much the entire medical sector — groups representing doctors, hospitals, and insurers — released an extraordinary open lettercondemning the Graham-Cassidy health bill. The letter was written in the style of Emile Zola’s “J’accuse”: a series of paragraphs, each beginning with the bolded words “We agree,” pointing out the bill’s many awful features, from the harm it would do to people with pre-existing conditions to the chaos it would cause in insurance markets.

It takes a truly terrible proposal to elicit such eloquent unanimity from organizations that are usually cautious to the point of stodginess. So how did Republicans come up with something that bad, and how did that bad thing get so close to becoming law? Indeed, it still has a chance of being enacted despite John McCain’s “no.”

The answer is that Republicans have spent years routinely lying for the sake of political advantage. And now — not just on health care, but across the board — they are trapped by their own lies, forced into trying to enact policies they know won’t work.

Reporting on why the G.O.P. plowed ahead with Graham-Cassidy makes it clear that many Republicans supporting it are well aware that it’s a bad bill, although they may not appreciate just how bad. “You know, I could maybe give you 10 reasons why this bill shouldn’t be considered,” said Senator Chuck Grassley of Iowa. “But,” he continued, “Republicans have campaigned on this,” meaning repeal-and-replace, and had to fulfill their promise.

Carl Hulse of The New York Times adds more detail: one big factor behind the push for Graham-Cassidy was anger among big donors, who wanted to know why Republicans had broken their vows to kill Obamacare.

But repealing the Affordable Care Act wasn’t the only thing Republicans promised; they also promised to replace it with something better and cheaper, doing away with all the things people don’t like about Obamacare without creating any new problems. Remember, it was Bill Cassidy, not Jimmy Kimmel, who came up with the “Jimmy Kimmel test,” the pledge that nobody would be denied health care because of expense.

Yet Republicans never had any idea how to fulfill that promise and meet that test, or indeed how to repeal the A.C.A. without taking insurance away from tens of millions. That is, they were lying about health care all along.

And the base, both the grass roots and the big money, believed the lies. Hence the trap in which Republicans find themselves.

The thing is, health care isn’t the only issue on which lies are coming back to bite the liars. The same story is playing out on other issues — in fact, on almost every substantive policy issue the U.S. faces.

The next big item on the G.O.P. agenda is taxes. Now, cutting taxes on corporations and the wealthy may be an easier political lift than taking health insurance away from 30 million Americans. But Republicans still have a problem, because they’ve spent years posing as the party of fiscal responsibility, and they have no idea how to cut taxes without blowing up the deficit.

As with health care, the party has masked its lack of good ideas with lies, claiming that it would offset lower tax rates and even reduce the deficit by eliminating unnamed loopholes and slashing unnamed wasteful spending. But as with health care, these lies will be revealed once actual legislation is unveiled. It’s telling that Republicans are already invoking voodoo economics to justify their as-yet-unspecified tax plans, insisting that tax cuts will pay for themselves by leading to higher economic growth.

At this point, however, few people believe them. The Bush tax cuts didn’t create a boom; neither did the Kansas tax-cut “experiment.” Conversely, the U.S. economy did fine after the 2013 Obama tax hike, as has the California economy since Jerry Brown raised state taxes. Party apparatchiks will no doubt engage in an orgy of Reaganolatry, but the broader public probably won’t be moved by (false) claims about the wondrous results of tax cuts 36 years ago.

So tax policy, like health care, will be hobbled by a legacy of lies.

Wait, there’s more.

Foreign policy isn’t usually a central concern for voters. Still, past lies have put the Trump administration in a box over things like the Iran nuclear deal: Canceling the deal would create huge problems, yet not canceling it would amount to an admission that the criticisms were dishonest.

And soon the G.O.P. may even start to pay a price for lying about climate change. As hurricanes get ever more severe — just as climate scientists predicted — climate denial is looking increasingly out of touch. Yet donors and the base would react with fury to any admission that the threat is real, after all.

The bottom line is that the bill for cynicism seems to be coming due. For years, flat-out lies about policy served Republicans well, helping them win back control of Congress and, eventually, the White House. But those same lies now leave them unable to govern.


Intrappolati dalle loro stesse bugie, di Paul Krugman

New York Times 25 settembre 2017

Sabato quasi tutto l’intero settore sanitario – gruppi in rappresentanza di medici, di ospedali e di assicuratori – ha pubblicato una straordinaria lettere aperta di condanna della proposta di legge sulla sanità Graham-Cassidy. La lettera era scritta nello stile del ‘J’accuse’ di Emile Zola: una serie di paragrafi, ognuno dei quali inizia con le forti parole “Siamo d’accordo”, mettendo in evidenza le molte terribili caratteristiche della proposta di legge, dai danni che essa farebbe alle persone con patologie sanitarie preesistenti, al caos che provocherebbe nei mercati della sanità.

Ci vuole una proposta davvero tremenda per per provocare una tale eloquente unanimità da parte di organizzazioni che sono normalmente caute nell’usare espressioni pesanti. Dunque, come hanno fatto i repubblicani a venirsene fuori con qualcosa di talmente negativo, e come è possibile che quella sconcia proposta sia vicina a diventare legge? Giacché essa ha ancora la possibilità di essere approvata, nonostante il “no” di John McCain.

La risposta è che i repubblicani hanno speso anni mentendo in continuazione nell’interesse di un vantaggio politico. E adesso – non solo sulla assistenza sanitaria, ma dappertutto – sono intrappolati dalle loro stesse bugie, costretti a provare a promulgare politiche che sanno non possono funzionare.

Nel fare un resoconto dei motivi per i quali il Partito Repubblicano si è buttato a capofitto assieme a Graham-Cassidy, appare chiaro che molti repubblicani che la sostengono sono ben consapevoli che essa è una proposta negativa, seppure possono non apprezzare quanto lo sia per davvero. “Sapete, potrei darvi una decina di ragioni per le quali questa proposta di legge non dovrebbe essere presa in considerazione” ha detto il Senatore Chuck Grassley dello Iowa. “Ma”, ha proseguito, “i repubblicani hanno fatto la campagna elettorale su di essa”, riferendosi alla linea dell’abrogare e sostituire, e debbono mantenere le loro promesse.

Carl Hulse del New York Times aggiunge maggiori dettagli: una grande fattore che sta dietro la spinta per la Graham-Cassidy è stata la rabbia tra i grandi donatori, che volevano sapere perché i repubblicani avessero rotto il loro giuramento di rottamare le riforma di Obama.

Ma abrogare la Legge sulla Assistenza Sostenibile non era l’unica cosa che i repubblicani avevano promesso; avevano anche promesso di sostituirla con qualcosa di meglio e di più economico, facendola finita con tutto quello che alla gente non piace della riforma sanitaria di Obama, senza creare nuovi problemi. Ricordate, fu Bill Cassidy, e non Jimmy Kimmel [1], che se ne venne fuori con il “test di Jimmy Kimmel”, la promessa che a nessuno sarebbe stata negata l’assistenza sanitaria a causa dei costi.

Tuttavia i repubblicani non hanno mai avuto nessuna idea su come mantenere tale promessa, o meglio su come abrogare l’ACA senza togliere l’assicurazione a decine di milioni di persone. Ovvero, avevano mentito sull’assicurazione sanitaria sin dall’inizio.

E la base, sia la gente comune che i grandi finanziatori, avevano creduto alle bugie. Da qua la trappola nella quale i repubblicani si sono ritrovati.

Il punto è che la assistenza sanitaria non è l’unico caso nel quale le bugie presentano il conto ai bugiardi. La stessa storia si sta svolgendo su altri temi – di fatto, su quasi tutti i sostanziali temi politci che sono di fronte agli Stati Uniti.

Il prossimo grande argomento nell’agenda del Partito Repubblicano sono le tasse. Ora, tagliare le tasse sulle imprese e sui ricchi può essere un passaggio politico più semplice che non togliere l’assicurazione sanitaria a trenta milioni di americani. Ma i repubblicani tuttavia hanno un problema, perché per anni si sono atteggiati a partito della responsabilità in materia di finanza pubblica, e non hanno idea di come tagliare le tasse senza far esplodere il deficit.

Come per l’assistenza sanitaria, il partito ha mascherato la sua mancanza di buone idee con le bugie, sostenendo che avrebbe bilanciato le aliquote più basse e persino ridotto il deficit, eliminando imprecisate elusioni fiscali e abbattendo imprecisati sprechi nella spesa pubblica. Ma come per l’assistenza sanitaria, queste bugie saranno evidenti una volta che la legislazione effettiva verrà resa nota. È significativo che i repubblicani stiano già invocando l’economia voodoo per giustificare i loro finora imprecisati progetti fiscali, e ribadendo che gli sgravi fiscali si ripagheranno da soli portando ad una crescita più elevata dell’economia.

A questo punto, tuttavia, sono pochi quelli che ci credono. Gli sgravi fiscali di Bush non provocarono una grande espansione; né lo ha fatto “l’esperimento” degli sgarvi fiscali nel Kansas. Di contro, l’economia degli Stati Uniti si comportò bene dopo il rialzo delle tasse di Obama nel 2013, così come l’economia della California dal momento in cui Jerry Brown alzò le tasse dello Stato. Senza dubbio gli apparati del Partito si impegneranno in un’orgia di Reaganolatria, ma la più ampia opinione pubblica probabilmente non si sposterà per gli argomenti (falsi) sui magnifici risultati degli sgravi fiscali di 36 anni fa.

Dunque la politica fiscale, come quella della assistenza sanitaria, sarà azzoppata da una eredità di bugie.

Aspettate, c’è dell’altro.

La politica estera normalmente non è la preoccupazione principale per gli elettori. Eppure, le menzogne passate hanno messo l’Amministrazione Bush in un pasticcio su temi come l’accordo nucleare con l’Iran: cancellare l’accordo creerebbe vasti problemi, tuttavia non cancellarlo equivarrebbe alla ammissione che le critiche erano state disoneste.

E presto il Partito Repubblicano potrebbe persino cominciare a pagare un prezzo per le menzogne sul cambiamento climatico. Dal momento che gli uragani diventano sempre più gravi – proprio come previsto dagli scienziati del clima – il negazionismo sul clima appare sempre più demenziale. Tuttavia i finanziatori e la base sarebbe infuriati per qualsiasi ammissione che, dopo tutto, la minaccia è reale.

La morale della favola è che i conti per il cinismo sembrano essere una scadenza imminente. Per anni le incessanti bugie sui programmi politici hanno fatto un buon servizio ai repubblicani, aiutandoli a riprendere il controllo sul Congresso e, alla fine, la Casa Bianca. Ma quelle stesse menzogne adesso li lasciano incapaci di governare.




[1] Jimmy Kimmel, nome d’arte di James Christian Kimmel, è un conduttore televisivo, comico, attore e produttore televisivo statunitense.







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