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Il Partito Repubblicano non è un partito per persone oneste, di Paul Krugman (New York Times 16 ottobre 2017)

 

The G.O.P. Is No Party for Honest Men

Paul Krugman OCT. 16, 2017

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According to a new CBS News poll, almost 60 percent of the American public believes that the current Republican tax plan favors the wealthy. Some people see this number as a sign that the plan is in trouble; I see it as a sign that Republican lies are working far better than they deserve to.

For the plan does indeed favor the wealthy — overwhelmingly, undeniably. It’s shocking that as many as 40 percent of Americans don’t realize this.

It’s not difficult to see how the plan is tilted toward the very top. The main elements of the plan are a cut in top individual tax rates; a cut in corporate taxes; an end to the estate tax; and the creation of a big new loophole that will allow wealthy individuals to pretend that they are small businesses, and get a preferential tax rate. All of these overwhelmingly benefit the wealthy, mainly the top 1 percent.

There are also some measures affecting middle-class families, but they’re relatively small change — and some of them would actually raise taxes. Over all, the nonpartisan Tax Policy Center estimates that by 2027 almost 80 percent of the gains from the plan would go to the top 1 percent, just 12 percent of the gains to the middle 60 percent of Americans — and that more than a quarter of middle-class families would actually see their taxes go up.

So the question about this plan isn’t whether it favors the wealthy — it does, to an outrageous extent. The questions we should be asking instead are why Republicans are pushing this so hard, and how they can hope to get away with it.

Bear in mind that there is essentially no popular constituency demanding tax cuts for the rich. By a large margin, the general public wants to see taxes on corporations and the wealthy go up, not down; even Republicans are divided, with only a modest margin in favor of cuts.

Yet tax cuts for the rich are the overriding objective of the modern G.O.P. They were the principal motivation for the attempt to repeal the Affordable Care Act, since that would also mean repealing the high-income taxes that pay for it; from Republicans’ point of view, depriving millions of health care was just a minor side benefit. And now tax cuts for the wealthy are pretty much the only thing left on the G.O.P.’s legislative agenda.

In fact, it’s becoming increasingly clear that the hope for tax cuts is the main thing keeping congressional Republicans in line behind Donald Trump. They know he’s unfit for office, and many worry about his mental stability. But they’ll back him as long as they think he might get those tax cuts through.

So what’s behind this priority? Follow the money. Big donors are furious at missing out on the $700 billion in tax cuts that were supposed to come out of Obamacare repeal. If they don’t get big bucks out of tax “reform,” they might close their pocketbooks for the 2018 midterm elections.

Beyond that, modern conservatism is a sort of ecosystem of media outlets, think tanks, lobbying outfits and more that offers many lucrative niches — so-called wingnut welfare — for the ideologically reliable. And that means being reliable to the interests of the wealthy.

But how can an administration that pretends to be populist, to stand up for ordinary (white) working people, sell such elitist policies?

The answer is a strategy based entirely on lies. And I mean entirely: The Trump administration and its allies are lying about every aspect of their tax plan.

I’m not talking about dubious interpretations of evidence or misleading presentation of the facts — the kind of thing the Bush administration used to specialize in. I’m talking about flat-out, easily refuted lies, like the claim that America has the world’s highest taxes (among rich countries, we have close to the lowest), or the claim that estate taxes are a huge burden on small business (almost no small businesses pay any estate tax).

Nor do I mean that there are just one or two big lies. There are many — so many I literally don’t have space to so much as list them in this column. In a long blog post this past weekend I tried to provide a systematic list; I came up with 10 major Republican lies about tax cuts, and I’m sure I missed a few.

So, politically, can they really get away with this? A lot depends on how the news media handles it. If an administration spokesperson declares that up is down, will news reports simply say “so-and-so says up is down, but Democrats disagree,” or will they also report that up is not, in fact, down? I wish I were confident about the answer to that question.

One thing we know for sure, however, is that a great majority of Republican politicians know perfectly well that their party is lying about its tax plan — and every even halfway competent economist aligned with the party definitely understands what’s going on.

What this means is that everyone who goes along with this plan, or even remains silent in the face of the campaign of mass dissimulation, is complicit — is in effect an accomplice to the most dishonest political selling job in American history.

 

Il Partito Repubblicano non è un partito per persone oneste, di Paul Krugman

New York Times 16 ottobre 2017

Secondo un nuovo sondaggio di CBS News, quasi il 60 per cento degli americani crede che l’attuale progetto repubblicano sulle tasse sia a favore dei ricchi. Alcuni vedono questo dato come il segno che il piano è in difficoltà; io lo considero come un segno che le bugie repubblicane stanno lavorando assai meglio di quanto si meritano.

Perché il piano in effetti è a favore dei ricchi – in modo schiacciante e innegabile. È sorprendente che ben il 40 per cento degli americani non lo comprenda.

Non è difficile accorgersi che il piano va a favore dei contribuenti molto ricchi. I principali elementi del progetto sono riduzioni nelle aliquote fiscali individuali dei più ricchi; un taglio nelle tasse delle società; la fine della tassazione degli immobili e la creazione di una nuova grande scappatoia fiscale che consentirà alle persone ricche di fingere di essere piccole imprese, e di ottenere un’aliquota fiscale preferenziale. Tutto questo va in modo schiacciante a favore dei ricchi, principalmente dell’1 per cento dei più ricchi.

Ci sono anche alcune misure che influenzano le famiglie di classe media, ma sono cambiamenti relativamente piccoli – e alcune di esse in realtà aumenterebbero le tasse. Soprattutto, l’indipendente Tax Policy Center stima che per il 2027 quasi l’80 per cento dei vantaggi del piano andrebbero all’1 per cento dei più ricchi, solo il 12 per cento andrebbe in media al 60 per cento degli americani – e che più di un quarto delle famiglie di classe media in realtà vedrebbero salire le loro tasse.

Dunque la domanda su questo piano non è se questo piano sia a favore dei ricchi – lo è, in una misura scandalosa. Le domande che dovremmo porci sono invece perché i repubblicani lo stanno spingendo con tanta determinazione, e come possono sperare di cavarsela.

Si tenga a mente che sostanzialmente non c’è alcuna base popolare che chiede sgravi fiscali per i ricchi. Con un ampio margine, l’opinione pubblica vuol vedere le tasse sulle società e sui ricchi crescere, non diminuire; persino i repubblicani sono divisi, con un modesto margine a favore dgli sgravi.

Tuttavia, gli sgravi fiscali per i ricchi sono l’obbiettivo di gran lunga prevalente per i repubblicani attuali. Erano la principale motivazione del tentativo di abrogare la Legge sulla Assistenza Sostenibile, dal momento che avrebbe anche comportato l’abrogazione delle tasse sui redditi alti che la finanziano; dal punto di vista dei repubblicani, privare milioni di persone dell’assistenza sanitaria era solo un secondario beneficio collaterale. E a questo punto gli sgravi fiscali per i ricchi sono sostanzialmente la sola cosa rimasta nell’agenda legislativa del partito Repubblicano.

Di fatto, sta diventando sempre più chiaro che la speranza dei tagli fiscali è la cosa principale che mantiene i repubblicani del Congresso schierati dietro Donald Trump. Sanno che egli non è adatto alla sua carica, e molti si preoccupano della sua stabilità mentale. Ma, finché ritengono che possa ottenere quegli sgravi fiscali, gli andranno dietro.

Cosa c’è dunque dietro questa priorità? Seguite i soldi. I grandi donatori sono furiosi per essersi persi 700 miliardi di dolllari che si supponeva venissero dalla abrograzione della riforma sanitaria di Obama. Se non ottengono un mucchio di soldi dalla “riforma” del fisco, potrebbero chiudere i loro portafogli in occasione delle elezioni di medio termine del 2018.

Oltre a ciò il conservatorismo odierno è una sorta di ecosistema di sbocchi nel mondo dei media, nei gruppi di ricerca, nei gruppi lobbistici e in altri settori che offrono molte nicchie lucrative per coloro che sono ideologicamente affidabili – il cosiddetto ‘sistema assistenziale degli estremisti’. E ciò significa essere credibili per gli interessi dei ricchi.

Ma come può una Amministrazione che pretende di essere populista, di sostenere i lavoratori comuni (bianchi), far accettare tali politiche elitarie?

La riposta è una strategia basata interamente sulle menzogne. E intendo interamente: la Amministrazione Trump e i suoi alleati stanno mentendo su ogni aspetto del loro piano sul fisco.

Non sto parlando di dubbie interpretazioni delle prove o di fuorvianti presentazioni dei fatti – il genere di cose nelle quali era specializzata l’Amministrazione Bush. Sto parlando di menzogne complete, facilmente confutabili, come la pretesa che l’America abbia le più alte tasse al mondo (tra le nazioni riccche, siamo vicini all’ultima posizione), o della pretesa che le tasse sugli immobili siano un grande onere per le picccole imprese (quasi nessuna piccola impresa paga alcuna tassa immobiliare).

Neppure intendo dire che ci siano soltanto una o due grandi bugie. Ce ne sono molte – talmente tante che non ho letteralmente abbastanza spazio per elencarle in questo articolo. Nel passato fine settimana ho provato a fornire una lista sistematica; ho messo assieme 10 importanti bugie repubblicane sugli sgravi fiscali, e sono sicuro di averne dimenticate un certo numero.

Dunque, politicamente possono davvero cavarsela in questo modo? Molto dipende da come i media dell’informazione gestiscono la faccenda. Se un portavoce dell’Amministrazione dichiara che il sopra è il sotto, i resoconti giornalistici diranno semplicemente “il Tal dei Tali dice che il sopra è il sotto, ma i democratici non sono d’accordo”, oppure essi diranno anche che il sopra, di fatto, non può essere il sotto? Vorrei aver fiducia sulla risposta a tale domanda.

Una cosa che sappiamo con certezza, tuttavia, è che la grande maggioranza dei repubblicani sono perfettamente al corrente che il loro partito sta mentendo sul suo piano fiscale – ed ogni economista anche mediocremente competente allineato col partito comprende certamente quello che sta succedendo.

Quello che questo significa è che ognuno che acconsente a questo piano, o anche che resta zitto dinanzi alla campagna di dissimulazione di massa, è complice – in effetti complice del più disonesto lavoro di persuasione politica della storia americana.

 

 

 

 

 

 

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