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Santo Vudù, Batman! I supereroi, l’arsenico e l’economia di Trump. Di Paul Krugman (dal blog di Krugman, 20 marzo 2019)

 

March 20, 2019

Holy Voodoo, Batman!

Superheroes, arsenic, and Trump economics.

By Paul Krugman

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The 2019 Economic Report of the President is out, and everyone is having fun with the bit at the end that acknowledges the help of student interns – a list that includes Peter Parker, Aunt May, Bruce Wayne, and Jabba the Hutt:

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Super interns Economic Report of the President

The White House is passing this off as a deliberate joke. More likely, someone slipped superheroes in to see whether anyone in charge was actually paying attention, and proved that they weren’t.

But the bigger news from the report involves the supposed economic payoffs from the Trump tax cut. Even the White House now acknowledges that the tax cut won’t do all they said it would – their wildly optimistic economic projections depend on the claimed payoff to other economic policies that they themselves haven’t specified. So tax cuts will do wonders for growth, as long as you do a bunch of other stuff, details to come later.

This puts me in mind of what Voltaire said about witchcraft: “It is unquestionable that certain words and ceremonies will effectually destroy a flock of sheep, if administered with a sufficient portion of arsenic.”

But beyond that, even the claimed positive effects of the tax cut itself are things we can already see aren’t happening.

So this report is double voodoo, or voodoo squared: it relies on voodoo economics to make big claims for tax cuts, then adds a whole additional layer of magic to get the growth projections the administration wants to hear.

Here’s the chart everyone is talking about. It shows a baseline representing what growth would supposedly be under pre-Trump policies, then a higher line showing the claimed effect of the tax cut, then still higher lines representing the effects of things like the Trump infrastructure plan:

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Killing sheep with arsenic Economic Report of the President

The first thing to say, then, is that there is no Trump infrastructure plan. He’s well past the midpoint of his term, and there has been not a hint of an actual proposal. In fact, his latest budget significantly cuts infrastructure spending. So his economists are claiming credit for something he hasn’t enacted, hasn’t proposed, and for that matter hasn’t made the slightest gesture toward making happen.

Actually, my Voltaire quote is unfair. Trump wants to pretend that he can kill sheep with magic while actually using arsenic, but without actually administering any arsenic, or even asking where he might get some.

But wait, there’s more. That red line supposedly representing the effects of the TCJA shows substantially elevated growth for the next few years, even without the arsenic. But that’s not what independent economists are seeing. For example, the New York Fed’s “nowcast” – early estimates based on partial data – shows only 1.5% growth for the first half of this year. And the NY Fed is relatively optimistic; other nowcasters like the Atlanta Fed and Goldman Sachs are showing much lower growth in the first quarter, less than half a percent.

 

The White House explains why it’s predicting such big growth: the TCJA will cause a surge in business investment by “substantially raising the target capital stock and attracting increased net capital inflows.” And this rise in the capital stock will cause a surge in productivity. Except that there’s no sign of a surge in business investment: the report cherry-picks a few numbers, but overall orders for capital goods, probably the best real-time indicator, are showing nothing much (that 2015-6 slump, by the way, was about fracking, which fell off for a while when world oil prices plunged):

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Where’s my investment boom? Federal Reserve of St. Louis

Nor has there been a huge increase in capital inflows – if there had been, we would, as a matter of sheer accounting, be seeing a huge rise in the trade deficit, not the modest increase we’ve actually witnessed.

In other words, the tax cut is a big fizzle – and even the White House is half-admitting as much.

Which then raises the question, why do people on the right keep insisting that cutting taxes on rich people and corporations will have magical positive effects on the economy? There have been no, repeat no, clear success stories for this doctrine – no, not even Reagan, who benefited from a severe Fed-generated recession early on his watch, followed by a Fed-generated recovery.

Yet the tax-cut zombie shambles on. Somehow, despite decades of practical failure, there’s a phalanx of billionaire-funded think tanks promoting trickle-down economics, and a loyal army of right-wing politicians supported by wealthy donors who keep insisting that they have faith that the next tax cut will do everything it promises. Really.

Why is that? Somehow, I suspect we know the answer.

 

 

Santo Voodoo, Batman!

I supereroi, l’arsenico e l’economia di Trump.

Di Paul Krugman

 

Il Rapporto Economico del Presidente del 2019 è in circolazione, e tutti si stanno divertendo per quella piccola sezione che sulla fine riconosce il contributo degli studenti tirocinanti – una lista che include Peter Parker, Aunt May, Bruce Wayne e Jabba the Hutt [1]:

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Super tirocinanti, dal Rapporto Economico del Presidente

La Casa Bianca lo sta facendo passare come uno scherzo deliberato. Più probabilmente, qualcuno ha fatto scivolare dentro il rapporto i supereroi per vedere se qualcuno in carica stesse effettivamente prestandoci qualche attenzione, e dimostrando che non lo stava facendo nessuno.

Ma la notizia più importante riguarda i presunti vantaggi economici del taglio delle tasse di Trump. Adesso anche la Casa Bianca riconosce che gli sgravi fiscali non hanno prodotto tutto quello che si sosteneva – le loro previsioni economiche forsennatamente ottimistiche derivano dal preteso vantaggio di altre politiche economiche, che loro stessi non specificano. In altre parole, i tagli delle tasse faranno miracoli per la crescita, alla condizione che si facciano un mucchio di altre cose, che saranno specificate in seguito.

Questo mi riporta alla mente quello che Voltaire disse a proposito della stregoneria: “È indubbio che certe parole e riti stermineranno con successo un gregge di pecore, se amministrate con una sufficiente dose di arsenico”.

Ma oltre a ciò, persino i pretesi effetti positivi dello stesso taglio delle tasse sono cose che si può già constatare non stiano avvenendo.

Dunque questo rapporto è un vudù doppio, o un vudù al quadrato: si basa sull’economia vudù per fare grandi rivendicazioni a favore degli sgravi fiscali, dopodiché aggiunge un intero strato di magia per ottenere le previsioni di crescita che l’Amministrazione vuole sentirsi dire.

Questo è il diagramma di cui tutti parlano. Esso mostra una linea di riferimento che indica quale crescita si suppone ci sarebbe stata con le politiche precedenti a Trump, poi linee più alte che rappresentano gli effetti di cose come il programma infrastrutturale di Trump:

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Ammazzare le pecore con l’arsenico. Dal Rapporto Economico del Presidente [2]

La prima cosa da dire, allora, è che non c’è alcun programma infrastrutturale. Trump è ben oltre la metà del suo mandato, e non c’è stato alcun cenno di una effettiva proposta. Di fatto, il suo ultimo bilancio taglia in modo significativo la spesa infrastrutturale. Dunque i suoi economisti stanno pretendendo credito per una cosa che non è stata deliberata, non è stato proposta e per la quale, per quanto conta, non è stata fatta la minima mossa per farla accadere.

In realtà, la mia citazione di Voltaire è ingiusta. Trump vuole fingere di poter ammazzare le pecore con la magia mentre sta effettivamente usando l’arsenico, ma senza somministrare davvero alcuna dose di arsenico, e senza neanche sapere dove possa ottenerne un po’.

Ma aspettate, c’è di più. Quella linea rossa che si suppone rappresenti gli effetti della legge sul taglio delle tasse mostra per i prossimi anni una crescita sostanzialmente elevata, anche senza l’arsenico. Ma non è quello che economisti indipendenti stanno constatando. Ad esempio, la “nowcast” [3] della Fed di New York – stime premature basate su dati parziali – mostra una crescita soltanto dell’1,5 per cento per la prima metà di quest’anno. E la Fed di New York è relativamente ottimistica; altre “nowcaster” come la Fed di Atlanta e Goldman Sachs stanno mostrando una crescita molto più bassa nel primo trimestre, inferiore a mezzo punto percentuale.

La casa Bianca spiega perché essa stia prevedendo tale cospicua crescita: la Legge sul taglio delle tasse provocherà una impennata negli investimenti delle imprese “elevando sostanzialmente l’obbiettivo delle riserve di capitale e attraendo flussi accresciuti di capitale netto”. E questa crescita nella riserva di capitale provocherà una crescita di produttività. Sennonché non c’è alcun segno di una crescita degli investimenti delle imprese: il rapporto sceglie selettivamente alcuni dati, ma gli ordini complessivi per i beni di capitale, probabilmente il miglior indicatore in tempo reale, non stanno mostrando niente di rilevante (per inciso, quella caduta del 2015-2016 era relativa al settore degli scisti bituminosi, che cadde per un certo periodo quando i prezzi mondiali del petrolio precipitarono):

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Dov’è finito il mio boom degli investimenti? Federal Reserve di St. Louis

Non c’è neppure stato un ampio incremento dei flussi di capitali – se ci fosse stato, per una faccenda di mera contabilità, staremmo osservando un’ampia crescita nel deficit commerciale, non l’incremento modesto cui stiamo assistendo.

In altre parole, il taglio delle tasse è stato un gran fiasco – e persino la Casa Bianca lo sta mezzo ammettendo.

Il che allora solleva la domanda: perché la gente della destra continua a ribadire che tagliare le tasse sui ricchi e sulle società avrà magici effetti positivi sull’economia? Non c’è stata alcuna, ripeto alcuna, chiara storia di successo per questa dottrina – nessuna, neppure con Reagan, che beneficiò di una recessione provocata dalla Fed agli inizi del suo mandato, seguita da una ripresa provocata dalla Fed.

Tuttavia, l’argomento del taglio delle tasse continua a camminare come uno zombi, in modo dinoccolato. Talvolta, nonostante decenni di pratici fallimenti, c’è una falange di gruppi di ricerca finanziati da miliardari che promuovono l’economia degli ‘effetti a cascata’, con una armata di politici di destra sostenuti da ricchi donatori che continuano a ribadire di aver fiducia che il prossimo taglio delle tasse manterrà tutto quello che promette. Per davvero.

Perché accade? In qualche modo, sospetto che conosciamo la risposta.

 

 

 

 

 

 

[1] L’elenco di nomi che copiamo nella traduzione contiene vari personaggi dell’universo dei supereroi. Peter Parker è la denominazione ‘in borghese’ dell’Uomo Ragno, Aunt May è anch’essa associata con l’Uomo Ragno nei cartoni della Mervel, Bruce Wayne è l’identità segreta di Batman e Jabba the Hutt è un personaggio immaginario della saga fantascientifica di George Lucas Guerre stellari (raffigurato come un grosso extraterrestresimile a una lumaca, dotato di braccia antropomorfe, privo di arti inferiori e con una lunga coda).  (da Wikipedia)

[2] La linea blu – in basso – relativa, come le restanti, ad un periodo che va dal 2018 a oltre il 2028 – mostra il tasso di crescita el PIL reale prevedibile prima della legge sul taglio delle tasse (TCJA), la linea rossa l’andamento prevedibile con la legislazione attuale, quella a trattini gialli le previsioni connesse con un nuovo taglio delle tasse, quella a trattini blu l’incremento prevedibile a seguito di nuove deregolamentazioni e di nuove politiche del lavoro.

[3] Una previsione basata su stime in tempo reale, del momento, ovvero premature rispetto alle previsioni fondate su dati più organici.

 

 

 

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