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I repubblicani, il partito contro l’impresa, di Paul Krugman (dal blog di Krugman, 12 ottobre 2021)

 

Oct. 12, 2021

Republicans, the Anti-Business Party

By Paul Krugman

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Big business is overwhelmingly in favor of requiring that workers get vaccinated against Covid-19. A recent CNBC survey of chief financial officers found that 80 percent of them say they “totally support” the Biden administration’s plan to impose a vaccine-or-test mandate on companies with more than 100 workers, and many companies have already announced vaccination requirements for their employees.

Yet Greg Abbott, the governor of Texas, just issued an executive order banning vaccine mandates in his state. That is, he’s not just refusing to use his own powers to promote vaccination; he’s interfering in private decisions, trying to prevent businesses from requiring that their workers or customers be vaccinated.

And on Sunday, Senator Ted Cruz celebrated a wave of flight cancellations by Dallas-based Southwest Airlines, based on rumors — which both the airline and its union deny — that the problems were caused by a walkout of employees protesting the airline’s new vaccine requirements.

What’s going on here?

Republicans have been closely allied with big business since the Gilded Age, when a party originally based on opposition to slavery was, in effect, captured by the rising power of corporations. That alliance lost some of its force in the 1950s and 1960s, an era in which the G.O.P. largely accepted things like progressive taxation and strong labor unions, but came back in full with the rise of Ronald Reagan and his agenda of tax cuts and deregulation.

Indeed, it wasn’t that long ago that you could plausibly think of the Republican Party as basically a front for big-business interests, one that exploited social issues and appeals to racial hostility to win elections, only to turn immediately after each election to a pro-corporate agenda. That was basically the thesis of Thomas Frank’s 2004 book “What’s the Matter With Kansas,” and it seemed like a good model of the party until the rise of Trumpism.

Now, however, Republican politicians are at odds with corporate America on crucial issues. It’s not just vaccines. Corporate interests also want serious investment in infrastructure and find themselves on the outs with Republican leaders who don’t want to see Democrats achieve any policy successes. Basically, the G.O.P. is currently engaged in a major campaign of sabotage — its leaders want to see America do badly, because they believe this will redound to their political advantage — and if this hurts their corporate backers along the way, they don’t care.

Just to be clear, corporations aren’t being good guys. They support vaccine mandates and infrastructure investment because they believe that both would be good for their bottom lines. They’re still, for the most part, opposed to the rest of the Biden agenda, including — unforgivably — efforts to fight climate change, because they don’t want to pay higher taxes.

Still, the conflict between the G.O.P. and corporations is a striking new turn in American politics. And I wonder if some corporate leaders find themselves asking, in the privacy of their own minds, “My God, what have we done?”

For the truth is that the Republican Party has been growing increasingly radical — and decreasingly rational — for a long time. Where we are now is the culmination of a process that began in the 1990s, when Newt Gingrich became House speaker, if not earlier. Yet corporate interests continued to back the G.O.P. In fact, leading business organizations like the U.S. Chamber of Commerce leaned much further into partisanship even as Republicans became more radical, apparently believing that they could live with a bit of craziness so long as they got their tax cuts and deregulation.

Now they’re learning that they aren’t in control, and in fact have barely any voice in the party they bankrolled. They thought they were using the extremists; it turns out that the extremists were using them.

The question is, what are they going to do about it?

 

I repubblicani, il partito contro l’impresa,

di Paul Krugman

 

La grande impresa è in modo schiacciante favorevole a richiedere che i lavoratori siano vaccinati contro il Covid-19. Un recente sondaggio della CNBC tra i direttori finanziari ha scoperto che l’80 per cento di loro dice di “sostenere interamente” il programma dell’Amministrazione Biden per imporre l’obbligo del vaccino o dei test sulle società con più di 100 lavoratori, e molte imprese hanno già annunciato il requisito della vaccinazione per i loro occupati.

Tuttavia, Greg Abbott, il Governatore del Texas, ha appena emesso un’ordinanza esecutiva che mette al bando gli obblighi dei vaccini nel suo Stato. Ovvero, non solo si rifiuta di usare i suoi propri poteri per promuovere le vaccinazioni; interferisce con le decisioni dei privati, cercando di impedire che le imprese richiedano che i loro lavoratori o i loro clienti siano vaccinati.

E domenica, il Senatore Ted Cruz ha celebrato un’ondata di cancellazioni di voli da parte della Southwest Airlines con sede a Dallas, basata su voci – che sia la compagnia aerea che il suo sindacato smentiscono – secondo le quali i problemi erano provocati da uno sciopero di lavoratori che protestavano contro i nuovi requisiti di vaccinazione della compagnia.

Cosa sta succedendo?

I repubblicani sono stati alleati della grande impresa dall’Età Dorata, quando un partito originariamente basato sull’opposizione alla schiavitù venne, in effetti, conquistato dal potere crescente delle grandi società. Quella alleanza perse una parte della sua forza negli anni ’50 e ’60, un’epoca nella quale il Partito Repubblicano in gran parte accettava cose come la tassazione progressiva e forti sindacati di lavoratori, ma ritornò con l’ascesa di Ronald Reagan e il suo programma di tagli delle tasse e di deregolamentazioni.

In effetti, non accadeva molto tempo fa che avreste potuto in modo plausibile pensare al Partito Repubblicano fondamentalmente come un fronte a difesa degli interessi delle grandi imprese, che sfruttava le tematiche sociali e gli appelli all’ostilità razziale per vincere le elezioni, solo per tornare immediatamente dopo ogni elezione al suo programma a favore delle imprese. Quella era fondamentalmente la tesi del libro del 2004 di Thomas Frank “Qual è il problema con il Kansas” e sembrava un buon modello di partito fino alla ascesa di Donald Trump.

Adesso, tuttavia, i politici repubblicani sono all’estremità opposta dell’America delle imprese su temi cruciali. Non si tratta soltanto dei vaccini. Sono interesse delle società anche gli investimenti nelle infrastrutture ed esse si trovano ai ferri corti con i leader repubblicani he non vogliono che i democratici realizzino alcun successo politico. Fondamentalmente, a questo punto il Partito Repubblicano è impegnato in una importante campagna di sabotaggio – i suoi dirigenti vogliono veder l’America finir male, perché credono che questo avrà la conseguenza di una vantaggio politico a loro favore – e se lungo questo percorso il loro sostegno presso le imprese subisce un danno, non e ne curano.

Solo per chiarezza, le grandi società non stanno diventando bravi ragazzi. Sostengono gli obblighi ai vaccini e gli investimenti nelle infrastrutture perché credono che entrambi sarebbero favorevoli ai loro interessi di fondo. Sono ancora, per la maggior parte, all’opposizione della parte restante dell’agenda di Biden, compresi – imperdonabilmente – gli sforzi per combattere il cambiamento climatico, perché non vogliono pagare tasse più alte.

Eppure, il conflitto tra il Partito Repubblicano e le imprese è una nuova svolta impressionante della politica americana. E mi chiedo se qualche dirigente di impresa, nel chiuso della propria coscienza, non si ritrovi a chiedersi: “Dio mio, che abbiamo fatto?”

Perché la verità è che il Partito Repubblicano è venuto diventando sempre di più estremista – e sempre meno razionale – da lungo tempo. Adesso siamo al culmine di un processo che cominciò negli anni ’90, quando Newt Gingrich divenne Presidente della Camera, se non prima. Tuttavia gli interessi delle imprese continuavano a sostenere il Partito Repubblicano. Di fatto, le organizzazioni dei dirigenti di impresa come la Camera di Commercio statunitense inclinarono ulteriormente alla partigianeria persino quando i repubblicani divennero più estremisti, in apperenza ritenendo che avrebbero potuto convivere con un po’ di follia finché ottenevano i loro sgravi fiscali e la loro deregolamentazione.

Adesso stanno imparando di non avere il controllo, e di fatto hanno a malapena una voce nel partito che foraggiavano. Pensavano di stare usando gli estremisti; ora scoprono che gli estremisti stavano usando loro.

La domanda è: cosa sono intenzionati a fare di tutto ciò?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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