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Sulle vaccinazioni e sull’aggrovigliarsi delle catene dell’offerta, di Paul Krugman (dal blog di Krugman, 19 ottobre 2021)

 

Oct. 19, 2021

Of Shots and Supply-Chain Snarls

By Paul Krugman

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It’s 7:38 a.m. on a Tuesday — specifically today, Oct. 19, 2021 — and you’re taking a taxi from Kennedy Airport to The New York Times building. If you’d taken that ride very early this morning, when there was no traffic, it would have taken less than half an hour. But during today’s morning commute it looked like this:

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The joy of traffic.Credit…Google Maps

What caused this snarled traffic? We could see major delays on the Long Island Expressway and at the Queens-Midtown Tunnel; I don’t know what they were about. It could have been accidents, or stalled cars, or just the kind of random traffic backups that always happen once highways are sufficiently congested. At a fundamental level, however, the specifics aren’t the point. The reason it takes much longer to make the Kennedy-New York Times trip during the morning commute than it takes off-peak is that this is what happens when more people are trying to use roads than the road network can easily handle.

And now you understand the basics of the supply-chain problems that are driving up many prices and may interfere with your Christmas shopping.

There has been excellent reporting on the details of the logistical mess that has created shortages of almost everything, with much coverage focusing in particular on the logjam at the Port of Los Angeles; that gateway and the adjoining Port of Long Beach are the entry points for 40 percent of U.S. seaborne imports. But it’s important not to let the details obscure the big picture.

You see, the supply chain hasn’t broken down — U.S. ports are actually unloading a record quantity of goods. The reason everything is delayed is that people are trying to buy more stuff than ever before, and their demands are outstripping the supply chain’s capacity — the same way that morning-commute traffic in New York outstrips the road network’s capacity. And once things are that stressed, small disruptions tend to snowball into large delays.

Here’s real spending on durable consumer goods — everything from cars to kitchen appliances to exercise equipment — expressed as an index with the start of the pandemic set to 100:

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A surge in demand for stuff.Credit…FRED

As you can see, there was a huge surge — a 34 percent rise over 13 months! — that has only partly receded. I’ve also sketched in the prepandemic trend, to show that this was really far outside previous experience.

What accounts for this surge? Overall consumer demand has been strong, boosted by stimulus checks. But that has happened during previous economic recoveries. What’s special this time is that demand has been skewed: Consumers are buying fewer services and more goods than usual. Or as we might put it, they’ve been forgoing experiences and acquiring stuff instead. Here’s consumption of durables and services since the beginning of the pandemic:

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Buying stuff in lieu of experiences.Credit…FRED

Why the skew? It’s not a mystery: We’ve been afraid to indulge in many of our usual experiences and bought stuff to compensate. People ate out less, either because indoor dining was banned or because it didn’t feel safe, so they remodeled their kitchens. People couldn’t or wouldn’t go to the gym, so they bought exercise equipment. Hey, my home office didn’t always look like this:

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Not a Peloton.Credit…Paul Krugman

So what can help resolve problems with the supply chain? Emergency measures, like trying to mobilize resources to keep the ports open 24/7, might help a bit. In the longer run, investments in infrastructure could help much more: U.S. ports, rail lines and so on are shabby compared with their counterparts in other countries and could be much improved.

But the biggest thing that could bring fast relief would be undoing the skew in demand by making people feel safe buying more services and fewer goods. The way to do that is by getting the pandemic under control, above all by getting more people vaccinated.

And how can we get more people vaccinated? Mandates. No need to spend time here rebutting claims that requiring workers or customers to be vaccinated is an assault on liberty: Sorry, but freedom doesn’t mean having the right to expose other people to a potentially deadly disease. At this point we can also dismiss claims that requiring vaccination will disrupt the economy: While many people told pollsters that they would quit rather than take their shots, in practice employers that have required vaccination have experienced only a handful of resignations.

In other words, what our economy needs now is a shot in the arm — or rather, millions of shots in millions of arms. And vaccine mandates will provide those shots, in addition to saving lives.

 

Sulle vaccinazioni e sull’aggrovigliarsi delle catene dell’offerta,

di Paul Krugman

 

Sono le 7,38 del mattino di un martedì – precisamente di oggi, il 19 ottobre 2021 – e state prendendo un taxi dal Kennedy Airport e il palazzo del New York Times. Se aveste preso quel passaggio al mattino presto, quando non c’era traffico, ci sarebbe voluto meno di un’ora e mezza. Ma con il pendolarismo del mattino di oggi, il traffico è diventato questo:

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Il piacere del traffico. Fonte: Gogle Maps

Cosa ha provocato l’intasamento del traffico? I ritardi maggiori li abbiamo osservati all’altezza della superstrada per Long Island e del tunnel Queens-Midtown; non so da cosa siano dipesi. Possono essere stati incidenti, o macchine bloccate, o soltanto quel genere di rallentamenti casuali del traffico che accadono sempre una volta che le autostrade sono abbastanza congestionate. Nella sostanza, tuttavia, gli aspetti particolari non sono la questione. La ragione per la quale un trasferimento dal Kennedy al New York Times richiede molto più tempo durante il pendolarismo mattutino rispetto agli orari non di punta è che questo è ciò che accade quando un numero maggiore di persone, rispetto a quelle che la rete autostradale può gestire, sta cercando di usare quelle strade.

E così comprendete gli aspetti principali dei problemi delle catene dell’offerta che stanno spingendo in alto molti prezzi e potrebbero interferire con i vostri acquisti natalizi.

Ci sono stati resoconti eccellenti sul disastro logistico che ha provocato scarsità di quasi tutti i prodotti, con molti di essi che si sono concentrati in particolare sulla paralisi del Porto di Los Angeles; quel portale e il contiguo Porto di Long Beach sono i punti di entrata del 40 per cento delle importazioni via mare. Ma è importante evitare che i dettagli confondano il quadro principale.

Si deve sapere che la catena dell’offerta non è collassata – i porti statunitensi in effetti stanno sbarcando una quantità record di prodotti. La ragione per la quale tutto è in ritardo è che le persone stanno cercando di acquistare più oggetti che mai in precedenza, e le loro richieste stanno eccedendo la capacità della catena dell’offerta – nello stesso modo che il traffico dei pendolari del mattino a New York eccede la capacità della rete stradale. E una volta che quella è sovraccaricata, modesti inconvenienti tendono a crescere a dismisura in grandi ritardi.

Ecco la spesa reale in beni di consumo durevoli – tutte le cose  dalle auto agli elettrodomestici di cucina, alle attrezzature da palestra – espresse come un indice con il punto di partenza della pandemia fissato a 100:

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Una crescita della domanda di oggetti. Fonte: FRED

Come vedete, c’è stata una grande crescita – un aumento del 34 per cento in 13 mesi! – che è solo in parte affievolita. Ho inserito nel diagramma la tendenza prepandemica, per mostrare che questa è stata davvero di gran lunga eccedente le precedenti riprese economiche. Quello che c’è di particolare stavolta è che la domanda è stata alterata: i consumatori stanno comprando meno servizi e più prodotti del solito. O, se vogliamo dirla diversamente, essi sono venuti rinunciando alle loro abitudini ed invece acquistano oggetti. Ecco, dagli inizi della pandemia, il consumo dei beni durevoli e dei servizi:

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Acquistare oggetti al posto delle abitudini. Fonte: FRED

Perché la distorsione? Non è un mistero: avevamo paura a indulgere nelle nostre consuete abitudini ed abbiamo acquistato oggetti per compensare. Le persone mangiavano meno al ristorante, sia perché era proibito o perché non si sentivano sicure e così hanno ristrutturato le loro cucine. Le persone non potevano o non volevano andare in palestra, cosicché hanno acquistato attrezzature per gli esercizi. Vedete, il mio ufficio non è mai stato niente del genere:

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Non una cyclette Peleton. Fonte: Paul Krugman

Dunque, cosa può aiutare a risolvere i problemi con la catena dell’offerta? Misure di emergenza, come cercare di attivare risorse per tenere aperti i porti 24 ore al giorno tutti i giorni della settimana, potrebbero un po’ aiutare. Nel più lungo termine, investimenti nelle infrastrutture potrebbero aiutare molto di più: i porti statunitensi, le ferrovie e tutto il resto sono trasandati a confronto con i servizi analoghi in altri paesi e potrebbero essere molto migliorati.

Ma la cosa migliore che potrebbe portare velocemente sollievo sarebbe invertire la distorsione nella domanda facendo sentire le persone sicure nell’acquistare più servizi e meno oggetti. Il modo per farlo è mettere la pandemia sotto controllo, soprattutto facendo vaccinare più persone.

E come possiamo far vaccinare più persone? Con gli obblighi. Non c’è bisogno di spendere tempo nel controbattere gli argomenti secondo i quali porre la condizione che i lavoratori o le clientele siano vaccinate è un attacco alla libertà: spiacente, ma la libertà non comporta avere il diritto di esporre altre persone ad una malattia potenzialmente letale. A questo punto, possiamo anche trascurare gli argomenti secondo i quali richiedere le vaccinazioni porterebbe al collasso l’economia: mentre molti citavano i sondaggisti secondo i quali esse avrebbero lasciato i loro posti di lavoro piuttosto prendersi le loro iniezioni, i datori di lavoro che in pratica hanno richiesto le vaccinazioni hanno avuto esperienza soltanto di una manciata di dimissioni.

In altre parole, quello di cui la nostra economia ha bisogno adesso è una iniezione sul braccio – o meglio, milioni di iniezioni su milioni di braccia. E gli obblighi vaccinali forniranno quelle iniezioni, oltre a salvare vite umane.

 

 

 

 

 

 

 

 

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