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Quanto è globale l’inflazione? Di Paul Krugman (dal blog di Krugman, 12 novembre 2021)

 

Nov. 12, 2021

How Global Is Inflation?

By Paul Krugman

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On Wednesday, the Bureau of Labor Statistics announced that consumer prices in the United States rose 6.2 percent over the past year. Critics of the Biden administration jumped on the report like football players piling onto a fumbled ball. But does high inflation by recent standards (what we’re seeing now is nothing compared to the 1970s — or the 1940s) reflect a failure of U.S. policy? Is it even a uniquely American phenomenon?

As it happens, Eurostat, the statistical agency of the European Union, has released a flash estimate — that is, a preliminary estimate based on incomplete data — for annual inflation in the euro area. Like the U.S. report, this estimate showed inflation hitting a much higher level than we’ve become accustomed to. But the European inflation rate, at 4.1 percent, was considerably lower than the U.S. rate.

There are two ways to look at the Europe-U.S. comparison. Should we focus on the similarities or the differences?

Well, I spent a good part of the past two days exploring various rabbit holes in an attempt to understand why European inflation is lower and ended up concluding that we should mainly stress the similarity of inflation experience. I won’t bore you with all the dead ends I explored. Instead, let me give you the big picture.

Here’s consumer price inflation on a 12-month basis in the United States and the euro area since 2017. In case you’re wondering about the dashed line at the end, Federal Reserve Economic Data doesn’t include the flash estimate, so I extended the euro line to reflect it:

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Up, up and away.Credit…FRED

As you can see, inflation has surged on both sides of the Atlantic. It’s now higher in the United States, but as you can also see, that’s normal: U.S. inflation consistently runs above European inflation. I’ll talk in a second about why.

It’s also helpful to look at one European nation in particular: Germany. The Germans are famously inflation averse (largely because of selective historical memory — everyone knows about the hyperinflation of 1923, far fewer about the deflation that brought you-know-who to power). They also chose not to engage in large-scale spending to promote recovery from the Covid pandemic; there was no German equivalent of the Biden administration’s American Rescue Plan. Yet Germany has seen inflation rise and, in fact, has the highest inflation rate, 4.6 percent, among the largest euro area economies:

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Germany too.Credit…FRED

Why has European inflation risen? For the same reasons it’s higher here. Prices of food and energy, which are set on world markets, have risen sharply everywhere. The interaction of an uneven economic recovery with the lingering effects of the pandemic has led to extensive supply chain problems. In fact, the findings in a European Central Bank survey of businesses sound remarkably similar to the discussion in the Federal Reserve’s Beige Book.

But why is European inflation about two percentage points lower than inflation here?

Part of the answer, surely, is that Europe started from a lower base — that is, underlying inflation in Europe was lower before the pandemic. This is especially clear if you look at core inflation, stripping out volatile food and energy prices:

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Inflation in Europe has always been low.Credit…FRED

Core inflation in the euro area started out roughly one percentage point lower than in the United States, and this difference accounts for about half the current inflation difference. It’s also important to note that low euro area inflation before the pandemic was a bad thing: There’s a broad consensus among economists that monetary authorities should target somewhat positive inflation, at least 2 percent, to give them room to cut interest rates in recessions. European inflation has been low because its policymakers have consistently been too conservative.

Still, what about the other half of the inflation difference? As I said, I’ve been down various rabbit holes, and I still don’t have an explanation. But I may have been searching for too much precision. After all, reported inflation rates are significantly different within the euro area, with Germany’s about a point and a half above France’s and Italy’s. There might be real economic reasons for these differences, but how much is just statistical noise?

At one point in his magnum opus, “The General Theory of Employment, Interest and Money,” John Maynard Keynes remarked that “to say that net output today is greater, but the price level lower, than 10 years ago or one year ago is a proposition of a similar character to the statement that Queen Victoria was a better queen but not a happier woman than Queen Elizabeth — a proposition not without meaning and not without interest, but unsuitable as material for the differential calculus.” Keynes was actually making a dubious case for measuring everything in wage units, but I’ve always cited that line as a caution about taking economic measures too seriously.

In the case of inflation, I’d say that the moral of the story is not to dwell too much on international differences in the latest print. The important point is that we’ve seen broadly similar inflation surges in many countries. Which tells you that what’s happening in the United States isn’t mainly about policy.

 

Quanto è globale l’inflazione?

Di Paul Krugman

 

Mercoledì, l’Ufficio delle Statistiche del Lavoro ha annunciato che i prezzi al consumo negli Stati Uniti nell’anno passato sone cresciuti del 6,2 per cento. I critici della Amministrazione Biden si sono avventati sul rapporto come i giocatori di pallone quando si ammucchiano su una palla sfuggita. Ma l’inflazione alta secondo i riferimenti recenti (quello a cui stiamo assistendo è niente al confronto degli anni ’70 o degli anni ’40), riflette un fallimento della politica statunitense? O è persino un fenomeno unicamente americano?

Si dà il caso che Eurostat, l’agenzia statistica dell’Unione Europea, abbia rilasciato una stima istantanea – ovvero, una stima preliminare basata su dati incompleti – sull’inflazione annuale nell’area euro. Come il rapporto statunitense, questa stima ha mostrato che l’inflazione sta raggiungendo un livello molto più elevato di quello a cui siamo abituati. Ma il tasso di inflazione europeo, al 4,1 per cento, era sensibilmente più basso del tasso statunitense.

Ci sono due modi per guardare ai confronti tra Stati Uniti ed Europa. Dovremmo concentrarci sulle somiglianze o sulle differenze?

Ebbene, ho speso buona parte dei due giorni passati ad esplorare vari luoghi reconditi [1] nel tentativo di comprendere perché l’inflazione europea sia più bassa ed ho finito per concludere che, nell’esperienza dell’inflazione, dovremmo principalmente interrogare le somiglianze. Non intendo annoiarvi con i vicoli ciechi che ho esplorato. Piuttosto, consentitemi di darvi un quadro generale.

Ecco l’inflazione dei prezzi al consumo su base annua negli Stati Uniti e nell’area euro a partire dal 2017. Nel caso che vi stiate chiedendo la ragione della linea tratteggiata alla fine, i dati economici della Federal Reserve non comprendono stime istantanee, quindi ho esteso la linea dell’euro per riflettere questo:

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Più in alto e distante. Fonte: FRED [2]

Come potete vedere, l’inflazione si è impennata su entrambe le sponde dell’Atlantico. Adesso è più alta negli Stati Uniti, ma potete anche notare che questo è normale: l’inflazione americana regolarmente procede sopra l’inflazione auropea. Verrò su questo aspetto tra un attimo.

È anche utile osservare una nazione europea in particolare: la Germania. I tedeschi sono notoriamente ostili all’inflazione (in gran parte a causa di una memoria storica selettiva – tutti conoscono l’inflazione del 1923, mentre molti meno conoscono la deflazione che portò al potere Hitler). Essi non si sono neppure impegnati in una spesa su larga scala per promuovere la ripresa dalla pandemia del Covid; non c’è stato alcun equivalente del Programma Americano di Salvataggio dell’Amministrazione Biden. Tuttavia la Germania ha visto salire l’inflazione e, di fatto, ha il più alto tasso di inflazione tra le maggiori economie dell’area euro, al 4,6 per cento:

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Anche la Germania. Fonte: FRED

Perché è cresciuta l’inflazione europea? Per le stesse ragioni per la quali è più alta qua. I prezzi dei generi alimentari e dell’energia, che sono stabiliti sui mercati mondiali, sono cresciuti bruscamente dappertutto. L’interazione tra una incostante ripresa economica e i perduranti effetti della pandemia ha portato a vasti problemi nelle catene dell’offerta. Di fatto, i risultati di un sondaggio della Banca Centrale Europea sembrano considerevolmente simili alla discussione nel Libro Grigio della Federal Reserve.

Ma perché l’inflazione europea è due punti inferiore all’inflazione qua da noi?

In parte, certamente, la risposta è che l’Europa è partita da una base più bassa – cioè, prima della pandemia l’inflazione di fondo in Europa era più bassa. Questo è particolarmente chiaro se si osserva l’inflazione ‘sostanziale’ [4], eliminando i prezzi volatili dei generi alimentari e dell’energia:

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L’inflazione in Europa è sempre stata bassa. Fonte: FRED

L’inflazione in Europa è partita [5] all’incirca con un punto percentuale più basso degli Stati Uniti, e quella differenza pesa per circa la metà della attuale differenza di inflazione. È anche importante osservare che la bassa inflazione nell’area euro prima della pandemia era una cosa negativa: c’è un generale consenso tra gli economisti che le autorità finanziarie dovrebbero darsi un obbiettivo in qualche modo positivo di inflazione, almeno del 2 per cento, per avere spazio nel taglio dei tassi di interesse nelle recessioni. L’inflazione europea è stata bassa perché le autorità politiche europee sono state regolamente troppo conservatrici.

Eppure, cosa si può dire dell’altra metà del differenziale di inflazione? Come ho detto, mi sono addentrato in molti luoghi reconditi e non ho ancora una spiegazione. Ma forse mi sto proponendo troppa precisione. Dopo tutto, i tassi di inflazione riferiti sono significativamente diversi all’interno dell’area euro, con quelli della Germania che sono ad un punto e mezzo sopra quelli della Francia e dell’Italia. Ci potrebbero essere reali ragioni economiche per queste differenze, ma quanto esse dipendono soltanto da frastuono statistico?

In un punti del suo capolavoro, “La Teoria Gnerale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta”, John Maynard Keynes osservava che “dire che la produzione netta è oggi più grande, ma il livello dei prezzi più basso, di dieci anni fa o di un anno fa è una affermazione che ha caratteristiche simili a quella secondo la quale la Regina Vittoria era una migliore regina della Regina Elisabetta, ma era una donna meno felice – una affermazione non senza significato e senza interesse, ma inadatta per il calcolo differenziale”. Keynes stava avanzando in effetti un argomento dubitativo per la misurazione di tutto in unità salariali, ma io ho sempre citato quella frase nel senso di un ammonimento a non prendere troppo sul serio le misurazioni economiche.

Nel caso dell’inflazione, direi che la morale della storia è quella di non rimuginare troppo sugli ultimissimi rapporti sulle differenze internazionali. Il punto importante è che stiamo assistendo in molti paesi a impennate di inflazione generalmente simili. Il che ci dice che quello che sta accadendo negli Stati Uniti non riguarda principalmente la politica.

 

 

 

 

 

[1] È un modo per tradurre le “buche del coniglio” nel testo, che alludono alla favola di Carroll “Alice nel paese delle meraviglie”.

[2] La linea celeste si riferisce all’inflazione statunitense, quella rossa all’iflazione europea.

[3] Sempre celeste il dato degli USA, rosso quello della Germania.

[4] Sul significato di “headline inflation” e di “core inflation”, vedi le Note sulla Traduzione.

[5] Il riferimento è alle tabelle utilizzate, che partono dal 2017.

 

 

 

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