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Cosa è mai successo alla Grande Dismissione? Di Paul Krugman (dal blog di Krugman, 5 aprile 2022)

 

April 5, 2022

What Ever Happened to the Great Resignation?

By Paul Krugman

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All of the evidence suggests that right now, it’s unusually easy for U.S. workers to find jobs and unusually hard for employers to find workers. The odd thing is that we have a very tight labor market, even though the number of employees is still about a million and a half below prepandemic levels and even further below the prepandemic trend:

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Not all the jobs are back.Credit…FRED

For some time, many people, myself included, have been telling a story about this situation that goes by the name of the Great Resignation. That tale goes like this: The Covid pandemic caused many Americans to reconsider whether they really wanted or needed to keep working. Fear of infection or lack of child care kept some workers home, where they discovered that the financial rewards of their jobs weren’t enough to compensate for the costs of commuting and the unpleasantness of their work environment. Older workers, forced into unemployment, decided that they might as well take early retirement. And so on.

Well, when my information changes, I change my mind — a line often but dubiously attributed to John Maynard Keynes, but whatever. And the past few months of data have pretty much destroyed the Great Resignation narrative.

Have large numbers of Americans dropped out of the labor force — that is, they are neither working nor actively seeking work? To answer this question, you need to look at age-adjusted data; falling labor force participation because a growing number of Americans are over 65 isn’t meaningful in this context. So economists often look at the labor force participation of Americans in their prime working years: 25 to 54. And guess what? This participation rate has surged recently. It’s still slightly below its level on the eve of the pandemic, but it’s back to 2019 levels, which hardly looks like a Great Resignation:

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But prime-age workers are.Credit…FRED

What about early retirement? If a lot of that was happening, we’d expect to see reduced labor force participation among older workers, 55 to 64. But they’ve come rapidly back into the labor force:

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And so are older workers.Credit…Bureau of Labor Statistics

A few months ago, it still seemed reasonable to talk about a Great Resignation. At this point, however, there’s basically nothing there. It’s true that an unusually high number of workers have been quitting their jobs, but they have been leaving for other, presumably better jobs, rather than leaving the work force. As the labor economist Arindrajit Dube says, it’s more a Great Reshuffling than a Great Resignation.

Yet if workers have for the most part come back to the labor force, how do we explain the seeming paradox with which I began this newsletter? How can labor markets be so tight when payroll employment is still well below the prepandemic trend?

I’m sure that labor economists are scrambling to figure this out properly, but a quick look at the evidence suggests a couple of factors that many people telling the Great Resignation narrative — again, myself included — missed.

First, as the economist Dean Baker has been pointing out, the most commonly cited measures of employment don’t count the self-employed, and self-employment is up by a lot, around 600,000 more workers than the average in 2019. Some of this self-employment may be fictitious — gig workers who are employees in all but name but work for companies that classify them as independent contractors to avoid regulation. But it also does seem as if part of the Great Reshuffling has involved Americans concluding that they could improve their lives by starting their own businesses.

Second, a point that receives far less attention than it should is the decline of immigration since Donald Trump came to office, which turned into a plunge with the coming of the pandemic:

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We should be talking more about the immigration plunge.Credit…Census Bureau

Many immigrants are working age and highly motivated; their absence means that we shouldn’t have expected employment to maintain its old trend.

Does the declining plausibility of the Great Resignation narrative have any policy implications?

Well, I don’t like saying this, but it does seem to reinforce the case for higher interest rates. Until recently, it was fairly common for monetary doves to argue that we weren’t really at full employment, because there were many potential workers still sitting on the sidelines. That’s now a hard case to make; the U.S. economy now looks overheated by just about every measure, which means that it needs to be cooled off a bit.

The other implication is that if we want to revive U.S. economic vitality, we really should try to re-establish our nation’s historic role as a destination for ambitious immigrants. But that’s not a policy idea likely to get much traction, given the American right’s anti-immigrant hysteria.

Anyway, you should know that all of those stories about how Americans are no longer willing to work seem to have evaporated. The Great Resignation now looks like a Great Misunderstanding.

 

Cosa è mai successo alla Grande Dismissione?

Di Paul Krugman

 

Tutte le prove indicano che in questo momento è insolitamente facile per i lavoratori statunitensi trovare posti di lavoro e insolitamente difficile per i datori di lavoro trovare lavoratori. La cosa strana è che abbiamo un mercato del lavoro molto rigido, anche se il numero degli occupati è ancora per circa un milione e mezzo inferiore ai livelli prepandemici e persino ulteriormente più basso della tendenza prepandemica:

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Non sono ancora tornati tutti i posti di lavoro. Fonte: FRED

Per un po’ di tempo, molte persone, incluso il sottoscritto, sono venute raccontando una storia che ha preso il nome di Grande Dismissione. Quel racconto procede in questo modo: la pandemia del Covid ha spinto molti americani a riconsiderare se davvero vogliono o hanno bisogno di continuare a lavorare. Il timore dell’infezione o la mancanza di asili hanno tenuto a casa un certo numero di lavoratori, allorché hanno scoperto che i compensi finanziari dei loro posti di lavoro non erano sufficienti a far pari con i costi del pendolarismo e la sgradevolezza del loro ambiente lavorativo. I lavoratori più anziani, costretti alla disoccupazione, hanno deciso che avrebbero anche potuto prendersi un prepensionamento anticipato. E così di seguito.

Ebbene, quando le mie informazioni cambiano, io cambio le mie opinioni – una frase che spesso ma in modo dubbio viene attribuita a John Maynard Keynes, ma tant’è. E i dati dei mesi passati  hanno praticamente distrutto il racconto della Grande Dismissione.

Un ampio numero di americani sono usciti dalla forza lavoro – ovvero, non stanno lavorando e neanche attivamente cercando lavoro? Per rispondere a questa domanda, è necessario osservare i dati corretti sulla base dell’età; in questo contesto non è significativo un calo di partecipazione alla forza lavoro perché un crescente numero di americani sono sopra i 65 anni. Dunque, gli economisti di solito guardano alla partecipazione alla forza lavoro degli americani nella loro principale età lavorativa: dai 25 ai 54 anni. E indovinate un po’? Di recente, questo tasso di partecipazione è tornato ai livelli del 2019, il che difficilmente assomiglia ad una Grande Dismissione:

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Ma sono tornati i lavoratori nell’età lavorativa principale. Fonte FRED

E che dire dei pensionamenti anticipati? Se questo stesse accadendo in buona misura, ci aspetteremmo di veder ridotta la partecipazione alla forza lavoro tra i lavoratori più anziani, tra i 55 ed i 64 anni. Ma essi tornano rapidamente nella forza lavoro:

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E lo stesso per i lavoratori più anziani. Fonte: Ufficio delle statistiche del lavoro.

Pochi mesi fa, sembrava ragionevole parlare di Grande Dismissione. A questo punto, tuttavia, fondamentalmente non c’è niente. È vero che un inconsueto numero elevato di lavoratori ha lasciato i propri posti di lavoro, ma li hanno lasciati per trovarne altri, presumibilmente migliori, piuttosto che lasciare la forza lavoro. Come dice l’economista del lavoro Arindrajit Dube, si tratta più di una Grande Riorganizzazione che di una Grande Dismissione.

Tuttavia, se i lavoratori sono per la maggior parte tornati nella forza lavoro, come si spiega l’apparente paradosso con il quale ho cominciato questo articolo? Come possono essere i mercati del lavoro così rigidi quando l’occupazione negli organici è ancora ben al di sotto della tendenza prepandemica?

Sono certo che gli economisti del lavoro si stanno arrampicando per trovare una spiegazione appropriata, ma una rapida occhiata ai dati indica un paio di fattori che molte persone che raccontano la Grande Dismissione – ancora, incluso i sottoscritto – si erano persi.

Il primo, come l’economista Dean Baker ha messo in evidenza, le misure dell’occupazione maggiormente citate non conteggiano i lavoratori autonomi, e il lavoro autonomo è cresciuto di molto, circa 600 mila lavoratori in più rispetto alla media del 2019. Alcuni di questi autonomi possono essere fittizi – lavoratori precari che sono occupati in ogni senso eccetto che nella definizione, ma lavorano per imprese che li classificano come appaltatori indipendenti per evitare i regolamenti. Ma anche questa parrebbe una parte della Grande Riorganizzazione che ha riguardato gli americani che sono arrivati alla conclusione di poter migliorare le loro vite cominciando le loro attività in proprio.

Il secondo, un aspetto che riceve molta minore attenzione di quanto dovrebbe, è il declino dell’immigrazione da quando entrò in carica Donald Trump, che con l’arrivo della pandemia si è trasformata in un crollo:

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Dovremmo parlare di più del crollo dell’immigrazione. Fonte: Ufficio del Censimento.

Molti immigranti sono in età di lavoro e altamente motivati; la loro assenza comportava che non avremmo dovuto aspettarci che l’occupazione mantenesse la sua passata tendenza.

La declinante plausibilità del racconto della Grande Dismissione ha qualche implicazione politica?

Ebbene, non mi fa piacere dirlo, ma essa sembra rafforzare l’argomento per tassi di interesse più alti. Fino a poco tempo fa, era abbastanza diffuso tra le ‘colombe’ monetarie sostenere che non eravamo davvero ad un piena occupazione, perché c’erano ancora molti potenziali lavoratori seduti in panchina. Quella adesso è un’ipotesi difficile da avanzare; adesso l’economia statunitense sembra surriscaldata proprio da ogni punto di vista, il che comporta che ha bisogno di essere un po’ raffreddata.

L’altra implicazione è che se vogliamo ravvivare la vitalità dell’economia statunitense, dovremmo davvero provare a ristabilire il nostro ruolo storico come destinazione di immigranti ambiziosi. Ma quella non è un’idea politica che è probabile abbia molta presa, data l’isteria contro gli immigranti della destra americana.

In ogni modo, dovremmo sapere che tutti quei racconti sugli american che non sono più disponibili a lavorare sembrano evaporati. La Grande Dismissione adesso assomiglia ad un Grande Equivoco.

 

 

 

 

 

 

 

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