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L’estate della passione legislativa di Biden, di J. Bradford DeLong (da Project Syndicate, 1 agosto 2022)

 

Aug 1, 2022

Biden’s Summer of Legislative Love

BRADFORD DELONG

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BERKELEY – When it comes to the United States Congress, nothing is ever over until it’s over. But as of late July, it looks as though two major pieces of legislation will soon be on President Joe Biden’s desk, awaiting his signature. The first is the Creating Helpful Incentives to Produce Semiconductors (CHIPS) Act, which will provide tens of billions of dollars to support domestic semiconductor production and research. The second is the Inflation Reduction Act, a slimmed-down version of the failed Build Back Better Act that nonetheless contains hundreds of billions of dollars to support clean energy and incentivize decarbonization across the economy.

Together, these bills are more than enough to flip the narrative about Biden’s first two years in office. Suddenly, the administration’s legislative achievements have gone from “disappointing” to “exceeding expectations.”

By now, many voters have forgotten about the March 2021 American Rescue Plan, which cemented a strong post-pandemic recovery and prevented a repeat of the long, grinding semi-depression that marked the Obama years. Though many commentators have blamed the American Rescue Plan for today’s higher rate of inflation, the truth is that its contribution to that problem was small. Pandemic-related supply issues and Russia’s war in Ukraine have driven up prices globally. But even more to the point, it is better to have a temporary increase in inflation than another lost decade of tepid growth.

No one can deny that it is in America’s interest to have $50 billion in semiconductor manufacturing credits, $200 billion for high-tech research, $370 billion in climate-related funding, $288 billion in drug-price savings, and $450 billion of additional revenues. The country will produce some $325 trillion of goods and services over the next decade. Of that, the US committing only 0.7 percentage points to strategically critical semiconductor-related investments, 1.3 points to increasing tax revenues and enforcement, 0.9 points to drug-price savings, and 1.1 points to combating climate change and decarbonizing the economy.

Viewed in this context, the biggest complaint that one can muster against CHIPS and the IRA is that they are too small. They represent only a minor redirection of resources toward critically important strategic and economic objectives. A rational government faced with the current problems facing America and the world would have allocated ten times more. But, to their credit, the Biden administration and congressional Democrats have done what they can, given the resistance from Republicans and rogue members of their own caucus (namely Senators Joe Manchin of West Virginia and Kyrsten Sinema of Arizona).

One is reminded of the story that John F. Kennedy once told about French Marshal Hubert Lyautey. Asked to plant a new tree, Lyautey’s gardener “objected that the tree was slow-growing and would not reach maturity for a hundred years,” to which Lyautey replied, “In that case, there is no time to lose, plant it this afternoon.”

All the core features of CHIPS and the IRA are no-brainers. The semiconductor industry will be much healthier if it is pushed away from monopoly and oligopoly, and America will be more secure if it becomes a site for advanced chip manufacturing. To stay competitive in the twenty-first century, the US must remain at the cutting edge of research and development.

Similarly, no one can seriously argue against slightly more progressive taxation to offset a small part of the income inequality caused by years of regressive tax policies. Moreover, slimming down the rents that pharmaceutical companies have obtained by lobbying past congresses is long overdue, as is action to address climate change and accelerate the energy transition. We are now three decades late in doing what we should have done when then-Vice President Al Gore pushed Congress to enact a carbon tax in 1993. That effort was blocked by a lone senator from West Virginia, Robert Byrd, consigning it to a similar fate as the Build Back Better Act.

“Why can’t America make good decisions or good policies anymore?” When one of my foreign-born friends asked me that question a few weeks ago, I had no answer. But now I won’t need one. If CHIPS and IRA become law, Americans will be able to retain at least some hope in their elected representatives.

It would be nice to be able to say that the political culture of “owning” the other side is on its way out. Unfortunately, it is not. The Republican leadership in the House of Representatives did what it could to prevent CHIPS from garnering Republican support, and all but 24 Republicans ultimately did vote against the bill. Republicans oppose legislation that is designed to protect US national and economic security simply because they don’t want to give Biden any more legislative accomplishments. For the party that tried desperately to make Barack Obama a one-term president, partisanship still trumps all else.

 

L’estate della passione legislativa di Biden,

di J. Bradford DeLong

 

BERKELEY – Quando si ragiona del Congresso degli Stati Uniti, non c’è niente di sicuro finché non è fatto. Ma a partire dalla fine di luglio, sembra che due importanti pezzi di legislazione saranno presto sul tavolo del Presidente Joe Biden, pronti per la sua firma. Il primo è la Proposta di legge per creare incentivi utili alla produzione di semiconduttori (CHIPS), che fornirà decine di miliardi di dollari per sostenere la produzione e le ricerca alla produzione nazionale di semiconduttori. Il secondo è la Proposta di legge per la riduzione dell’inflazione (IRA), una versione ridotta della fallita Proposta di legge per ricostruire meglio, che ciononostante prevede centinaia di miliardi di dollari per sostenere le energie pulite ed incentivare la decarbonizzazione in tutta l’economia.

Assieme, queste proposte di legge sono più che sufficienti per rovesciare la narrazione sui due primi anni del mandato di Biden. All’improvviso, le realizzazioni legislative della Amministrazione sono passate dal “deludente” al “superiore delle aspettative”.

A questo punto, molti elettori hanno dimenticato il Programma americano di salvataggio del marzo 2021, che cementò una forte ripresa post-pandemica ed impedì una ripetizione della lunga, logorante semi depressione che segnò gli anni di Obama. Per quanto molti commentatori abbiano dato al Programma americano di salvataggio la responsabilità dell’odierno più alto tasso di inflazione, la verità è che il suo contributo alla creazione di quel problema è stato modesto. I problemi dell’offerta connessi con la pandemia e con la guerra della Russia in Ucraina hanno spinto in alto i prezzi su scala globale. Ma ancora più attinente, è meglio avere un incremento temporaneo dell’inflazione che un altro decennio di tiepida crescita.

Nessuno può negare che sia nell’interesse dell’America avere 50 miliardi di dollari di crediti nella produzione di semiconduttori, 200 miliardi di dollari di crediti per la ricerca nelle tecnologie di punta, 370 miliardi di dollari in finanziamenti connessi al clima, 288 miliardi di dollari di risparmi sui prezzi dei farmaci e 450 miliardi di dollari di entrate aggiuntive. Nel corso del prossimo decennio, il paese produrrà qualcosa come 325 mila miliardi di beni e servizi. Di essi, gli Stati Uniti impegnano soltanto 0,7 punti percentuali ad investimenti fondamentali strategicamente connessi con i semiconduttori, 1,3 punti percentuali per aumentare le entrate fiscali e la loro esecuzione, 0,9 punti percentuali per i risparmi sui prezzi dei farmaci ed 1,1 punti percentuali per combattere il cambiamento climatico e decarbonizzare l’economia.

Considerato in questo contesto, la maggiore lamentela che si può indirizzare al CHIPS e all’IRA è che sono troppo piccoli. Essi rappresentano un reindirizzo di risorse soltanto minore verso obbiettivi di fondamentale importanza strategica ed economica. Un governo razionale che si misurasse con i problemi attuali che sono dinanzi all’America e al mondo avrebbe dovuto impegnare risorse dieci volte maggiori. Ma, a loro credito, l’Amministrazione Biden ed i democratici del Congresso hanno fatto quello che potevano, considerata la resistenza dei repubblicani e i componenti sciagurati del loro stesso schieramento (precisamente il Senatore Joe Manchin della Virginia Occidentale e la Senatrice Kyrsten Sinama dell’Arizona).

Viene alla mente la storiella che John F. Kennedy raccontò del Maresciallo francese Hubert Lyautey. Alla richiesta di piantare un nuovo albero, il giardiniere di Lyautey “obiettò che l’albero era a lenta crescita e non avrebbe raggiunto la maturità se non in un centinaio di anni”; al che Lyautey replicò che “in quel caso, non c’è tempo da perdere, piantalo questo pomeriggio”.

Tutte le caratteristiche centrali del CHIPS e dell’IRA non sono certo colpi di genio. L’industria dei semiconduttori sarà molto più sana se verrà allontanata dal monopolio e dall’oligopolio, e l’America sarà più sicura se diventerà un luogo per la produzione di semiconduttori avanzati. Per restare competitivi nel ventunesimo secolo, gli Stati Uniti devono restare all’avanguardia nella ricerca e dello sviluppo.

In modo simile, nessuno può seriamente contestare una tassazione leggermente più progressiva per bilanciare una piccola parte dell’ineguaglianza di reddito provocata da anni di politiche fiscali regressive. Inoltre, ridurre le rendite che le compagnie farmaceutiche hanno ottenuto con iniziative lobbistiche sui passati Congressi è dovuto da tempo, così come l’iniziativa per affrontare il cambiamento climatico e accelerare la transizione energetica. Siamo adesso tre decenni in ritardo in quello che avremmo dovuto fare, quando il Vicepresidente Al Gore spinse il Congresso a varare una tassa sul carbone nel 1993. Quello sforzo venne bloccato da un solitario Senatore della Virginia Occidentale, Robert Byrd, comsegnandolo ad un destino simile alla Proposta di legge per ricostruire meglio.

“Perché l’America non può più prendere buone decisioni o fare buone politiche?” Quando alcune settimane fa uno dei miei amici nati all’estero mi pose questa domanda, non avevo alcuna risposta. Ma adesso non avrò bisogno di cercarne una. Se il CHIPS e l’IRA diventano leggi, gli americani saranno nelle condizioni almeno di preservare qualche speranza nei loro rappresentanti eletti.

Sarebbe bello poter dire che la cultura politica del “possedere” dell’altro schieramento è prossima ad uscire di scena. Sfortunatamente, non lo è. La leadership repubblicana alla Camera dei Rappresentanti ha fatto il possibile per impedire che il CHIPS ottenesse il sostegno repubblicano, ed alla fine tutti ad eccezione di 24 repubblicani hanno votato contro la proposta di legge. I repubblicani si oppongono ad una legge che è concepita per proteggere la sicurezza nazionale ed economica statunitense, semplicemente perché non vogliono dare a Biden alcun riconoscimento legislativo. Per il partito che cercò disperatamente di rendere Barack Obama Presidente di un solo mandato, la faziosità ha ancora la meglio su tutto il resto.

 

 

 

 

 

 

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