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Morte o gloria in Russia, di SLAVOJ ŽIŽEK (da Project Syndicate, 1 febbraio 2023)

 

Feb 1, 2023

Death or Glory in Russia

SLAVOJ ŽIŽEK

slavoi

LJUBLJANA – Rumors are flying about veiled jockeying within Russia over who will replace President Vladimir Putin, now that his war of aggression in Ukraine has gone so disastrously wrong. Such a struggle cannot fail to expose the morbid pathologies of Russian politics. The key players are not organized political parties but rather gangs of oligarchs who preside over various informal nodes of power.

This explains why Russia’s most effective military force on the front line in Ukraine, the mercenary Wagner Group, is not even a part of the Russian army. Russia is now a land of warlords, something one generally associates with rogue and failed states. Its current and aspiring leaders are trafficking in fever dreams of battlefield glory. Implicit in this martial culture is a Hobbesian view of life as solitary, poor, nasty, brutish, and short – and increasingly cheap.

The rise of private armies in and around Russia has led to some genuinely funny developments. For example, last year, former members of US and other Western armed forces organized a voluntary military unit to fight on the Ukrainian side. With pitch-perfect irony, they call themselves the Mozart Group – a direct riposte to the Wagner mercenaries (both names being of a German composer). One can only hope they will bomb Russian army positions with weapons more powerful than chocolate Mozartkugeln.

But the humor ends there. Russia’s apparent reversion to warlordism has been abetted by a strain of Russian religious fundamentalism that openly celebrates death. Some Russian clergy have been telling their congregations that they can “become themselves” only through the act of killing. The “special military operation” in Ukraine, they are told, is a struggle for “all of God’s creation.” As one of Putin’s chief propagandists, Vladimir Solovyov, said in a New Year’s message on Russian television:

“Life is highly overrated. Why fear what is inevitable? Especially when we’re going to heaven. Death is the end of one earthly path and the beginning of another. Don’t let fear of death influence decisions. It’s only worth living for something you can die for, that’s the way it should be … We are fighting against satanists. This is a holy war, and we have to win.”

Likewise, Magomed Khitanaev, a Chechen theologian and Russian army commander, portrays Ukraine as a latter-day Sodom and Gomorrah: “We’re asking: Oh, Ukrainians, why did you permit gay parades in Kyiv, Kharkiv, and Odessa? Why did you permit it? Why didn’t you come out against them, against your government that was overtaken by fascists? Without shame before God, people, they are openly, manifestly spreading their filth.”

To understand contemporary Russian ideologists like Solovyov and Putin’s so-called “court philosopher,” Aleksandr Dugin, one must examine the tradition of Russian “cosmism,” a philosophical movement that began with the nineteenth-century educator Nikolai Fedorov. As Jules Evans, a philosopher at Queen Mary University of London, writes, Fedorov “was nicknamed the ‘Socrates of Moscow,’ because of his ascetic habits and his radical philosophy. He had one all-encompassing goal: the achievement of immortality and the resurrection of the dead.”

Among Fedorov’s twentieth-century followers was the Soviet rocket scientist Konstantin Tsiolkovsky (who theorized about space travel), the science-fiction writer Alexander Bogdanov (who believed that one could prolong one’s life through blood transfusions), and – in a fitting coincidence – the religious thinker Vladimir Solovyov.

According to Evans, this earlier Vladimir Solovyov called for, “a universal theocracy under a Russian czar, to hasten humanity’s ‘long and difficult passage from beast-mankind to God-mankind.’” Once accomplished, adherents to the faith would “become immortal spiritual beings – only Christ has reached this stage so far, but all humanity will soon follow.” While Solovyov believed that this evolution could be advanced with magic, Fedorov himself advocated scientific means. But both ultimately “agreed that humanity would be saved by Russian theocracy.”

Denys Sultanhaliiev of the University of Tartu has explored the links between the two Solovyovs and established a clear lineage from Russian cosmism, in both its mystical and scientific forms. There is a direct through line from the cosmism that prevailed in the first decade of the Soviet Union to the nihilism and nuclear brinkmanship on display today under Putin.

A belief in resurrection and eternal life is key. But cosmism could emerge only within the Russian Orthodox version of Christianity, whose basic formula is “God became man so that man will become God.” That is how cosmists interpret the appearance of the God-man Christ: as a model for what all of humanity should pursue. By contrast, Martin Luther saw man as an excrement of God – as something that fell out of God’s anus.

As we watch ideological madness play out in Russia, we must be mindful of its roots in Russian Orthodoxy. Many in the West now view that tradition as an antidote to the liberal decadence that Western Protestantism supposedly unleashed. In a perverse way, they are right: death solves all problems.

 

Morte o gloria in Russia,

di SLAVOJ ŽIŽEK

 

LUBIANA – Circolano voci di velate manovre all’interno della Russia su chi sostituirà il Presidente Vladimir Putin, adesso che la sua guerra di aggressione in Ucraina è diventata così disastrosamente sbagliata. Una lotta del genere non può mancare di mostrare le macabre patologie della politica russa. I protagonisti principali non sono organizzati in partiti politici ma piuttosto in bande di oligarchi che controllano vari informali gangli del potere.

Questo spiega perché la forza militare più efficace sulla linea del fronte, il gruppo mercenario Wagner,  non fa neppure parte dell’esercito russo. Adesso la Russia è una terra di Signori della Guerra, qualcosa che generalmente si associa con Stati corrotti e falliti. I suoi leader attuali e aspiranti trafficano in sogni deliranti di gloria sui campi di battaglia. In questa cultura marziale è implicita una concezione hobbesiana della vita come qualcosa di solitario, povero, cattivo, rozzo e breve – e sempre più scadente.

L’ascesa di eserciti privati in Russia e attorno alla Russia ha portato ad alcuni sviluppi sinceramente spassosi. Ad esempio, l’anno passato passati componenti delle forze armate statunitensi e di altri paesi occidentali avevano organizzato un’unità militare di volontari per combattere dalla parte degli ucraini. Con indovinata ironia, si sono chiamati il Gruppo Mozart – una risposta diretta ai mercenari della Wagner (dato che è entrambi i nomi sono di compositori tedeschi). Si può solo sperare che bombarderanno le posizioni dell’esercito russo con armi più potenti dei cioccolatini Mozartkugeln.

Ma l’ironia si ferma lì. L’apparente regressione della Russia ai Signori della Guerra è stata favorita da una varietà del fondamentalismo religioso russo che celebra apertamente la morte. Alcuni sacerdoti russi vengono dicendo ai membri delle loro comunità che possono “diventare se stessi” solo attraverso l’atto dell’uccidere. La “operazione militare speciale” in Ucraina, viene detto, è una battaglia esclusivamente per “il creato del Signore”. Come uno dei principali propagandisti di Putin, Vladimir Solovyov, ha detto in un messaggio per il Nuovo Anno alla televisione russa:

“La vita è esageratamente sopravvalutata. Perché temere quello che è inevitabile? Particolarmente quando stiamo andando in paradiso? La morte è la fine di un sentiero terreno e l’inizio di un altro. Non permettete che la paura della morte influenzi le vostre decisioni. È meritevole di essere vissuto solo qualcosa per cui si può morire, è così che dovrebbe essere … Stiamo combattendo contro entità sataniche. Questa è una guerra santa, e dobbiamo vincerla.”

In modo analogo, Magomed Khitanaev, un teologo ceceno e comandante dell’esercito russo, ritrae l’Ucraina come una Sodoma e Gomorra degli ultimi giorni: “Noi chiediamo: perché, o ucraini, avete permesso le parate di gay a Kiev, a Kharkiv e a Odessa? Perché le avete consentite? Perché non siete insorti contro di loro, contro il vostro Governo che è stato sopravanzato dai fascisti? Senza nessuna vergogna dinanzi a Dio, o gente, essi stanno apertamente, manifestamente spargendo la loro sozzura.”

Per comprendere gli ideologi contemporanei russi come Solovyov e il cosiddetto “filosofo di corte” Aleksandr Dugin, si deve esaminare la tradizione del “cosmismo” russo, un movimento filosofico che prese le mosse dall’educatore del diciannovesimo secolo Nikolay Fedorov [1]. Come scrive Jules Evans, un filosofo presso l’Università Queen Mary di Londra, Fedorov “veniva soprannominato il ‘Socrate di Mosca’, a causa delle sue abitudini ascetiche e della sua filosofia radicale. Egli aveva un obbiettivo onnicomprensivo: la realizzazione dell’immortalità e la resurrezione di morti.”

Tra i seguaci del ventesimo secolo di Fedorov c’era lo scienziato missilistico Konstantin Tsiolkovsky (che teorizzava sui viaggi nello spazio), lo scrittore di fantascienza Alexander Bogdanov (che credeva possibile prolungare la propria vita attraverso le trasfusioni di sangue), e – per una appropriata coincidenza – il pensatore religioso Vladimir Solovyov.

Secondo Evans, questo primo Vladimir Solovyov [2] si pronunciava per “una teocrazia universale sotto un zar russo, per affrettare ‘ il lungo e difficile passaggio da una umanità bestiale ad una umanità divina’ del genere umano”. Una volta compiuto il passaggio, gli aderenti a quella fede sarebbero “diventati creature spirituali immortali – sinora solo Cristo ha raggiunto quello stadio, ma tutto il genere umano presto lo seguirà”. Mentre Solovyov credeva che questa evoluzione potesse essere favorita dalla magia, lo stesso Fedorov sosteneva mezzi scientifici. Ma in ultima analisi entrambi “concordavano che il genere umano sarebbe stato salvato da una teocrazia russa”.

Denis Sultanhaliiev dell’Università di Tartu ha esplorato i collegamenti tra i due Solovyov ed ha individuato una chiara discendenza dal cosmismo russo, sie nelle forme mistiche che in quelle scientifiche. C’è una linea diretta che corre dal cosmismo che prevaleva nel primo decennio dell’Unione Sovietica al nichilismo e al rischio nucleare calcolato che va in scena oggi sotto Putin.

La chiave è la fede nella resurrezione e nella vita eterna. Ma il cosmismo emergerebbe soltanto all’interno della versione ortodossa del Cristianesimo, la cui formula fondamentale è: “Dio divenne uomo in modo che l’uomo divenisse Dio”. Questo è il modo in cui i cosmisti interpretano l’apparizione del Cristo Dio-uomo: come un modello di quello che il genere umano dovrebbe perseguire. Al contrario, Martin Lutero considerava l’uomo come un escremento di Dio – come qualcosa che era caduto dall’ano di Dio.

Mentre osserviamo la follia ideologica che va di scena in Russia, dobbiamo essere consapevoli delle sue radici nell’Ortodossia russa. Molti in Occidente adesso considerano quella tradizione come un antidoto alla decadenza liberale che si suppone il protestantesimo occidentale abbia sguinzagliato. In modo perverso hanno ragione: la morte risolve tutti i problemi.

 

 

 

 

 

 

 

[1] Oltre alle spiegazioni che offre l’autore dell’articolo, si può consultare la voce su Wikipedia, che presenta questa premessa (e che conferma che, per davvero, il ‘cosmismo’ starebbe diventando un imprevisto incubo della modernità):

“Il cosmismo (russo Космизм – Kosmizm) è una corrente filosofica sviluppatasi in Russia a partire dall’Opera comune di Nikolaj Fëdorov (18291903).

Per Svetlana Semёnova (1941—2014), che è stata la più importante studiosa del cosmismo, la caratteristica principale di questa corrente filosofica è l’idea di “evoluzione attiva” o “evoluzione autodiretta” della razza umana. Per George M. Young, uno dei più autorevoli studiosi occidentali sul tema, il contributo più importante offerto dai cosmisti russi è quello di una visione ottimista sui destini e le potenzialità sconfinate dell’umanità, una mirabile fede nell’evoluzione e nello sviluppo inevitabili della conoscenza umana. Per Michael Hagemeister, prestigioso studioso occidentale della storia intellettuale russa, gli aderenti del cosmismo credono che gli uomini siano destinati a diventare un fattore decisivo nell’evoluzione cosmica, conquistando, trasformando e perfezionando l’universo, sconfiggendo la malattia e la morte, e infine generando una razza umana immortale.”

[2] Ovvero, il Federov, antesignano del Solovyov putiniano odierno.

 

 

 

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