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Diagrammi e commenti suggeriti da Tooze: la carestia di Gaza, la valuta della Malesia sotto pressione, impennata della produttività del lavoro negli Stati Uniti – dati preoccupanti per l’Europa, (da Adam Tooze top links 384, 11 marzo 2024)

 

Mar. 11, 2024

Top Links 384 Gaza’s famine, Malaysia’s currency under pressure, US Labour Productivity surge – worrying data for Europe.

Adam Tooze

 

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Gaza’s famine

Tooze dia 1

“Before the war, an average of 500 truckloads of aid and fuel entered the Gaza Strip each day, five days a week, for a population already heavily dependent on aid, according to UN figures. That number has fallen sharply. The highest daily number of trucks able to enter Gaza over the past five months has been 300, a figure reached just once. More often it has been well below 200 a day, according to UN figures. The effects of lower levels of aid delivery have been compounded as each day’s shipments fail to compensate for previous shortfalls and the accumulated damage of the war. Most hard-hit are the estimated 300,000 residents of north Gaza who stayed as the area bore the brunt of the initial Israeli ground offensive.”

Source: FT

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Caught between the Fed and China: The Malaysian Ringgit on the skids

Tooze dia 2

“The beleaguered Malaysian ringgit is testing levels not seen since the depths of the Asian financial crisis more than a quarter century ago, causing officials to step up their rhetoric to try and stem the slide. With U.S. interest rates at a 23-year high, capital has fled Malaysia as investors seek better returns elsewhere. They expect the Fed to start lowering its benchmark rate in June, as U.S. policymakers seek more evidence that inflation is firmly on a downward path before cutting rates. Fed Chairman Jerome Powell told the Senate Banking Committee on Thursday that U.S. monetary authorities were “not far” from having sufficient confidence in falling inflation to start reducing rates. The central bank has repeatedly attributed the fall in the currency to external factors, including U.S. interest rates and an uncertain Chinese economic outlook. The ringgit is undervalued, authorities say, and does not reflect the country’s positive economic prospects. As an export-driven country, a weaker currency would typically benefit the economy. But that also means higher costs for importers, raising prices of goods and services.”

Source: Nikkei Asia

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US Labour Productivity surge – worrying data for Europe

Tooze dia 3

Output per hour worked, a standard measure of labour productivity, has grown more than 6 per cent in the US non-farm business sector since 2019, according to official data. That far outpaces the eurozone and UK, which have seen growth of around 1 per cent over the same period.  The recent jump in US productivity comes after a massive fiscal stimulus centred on green industry, a frenzied period of rehiring and a surge in new business formation in homeworking hotspots. By contrast, the eurozone has received less fiscal support from governments while suffering a much bigger rise in energy prices as a result of Russia’s full-scale invasion of Ukraine. The fragmentation of Europe’s financial markets, fiscal policy and regulation also makes it more exposed to external pressures than the US. Labour market trends have accentuated the divergence in productivity. Ariane Curtis at the consultancy Capital Economics said US employers were apt to automate faster when workers were scarce, while Europeans had focused “on hiring workers to fill gaps, potentially even if there were skills mismatches”. Not all economists are convinced that recent US strength is evidence of a structural shift. Erik Neilsen, chief economist at UniCredit, said the eurozone’s current weakness was “a statistical phenomenon”, as employers who struggled to hire in the post Covid upswing were now hoarding labour in the downturn. Productivity could rebound — for unwelcome reasons — if tight ECB policy squeezed demand until they eventually laid workers off.  Catherine Mann, an external member of the Bank of England’s monetary policy committee, told the FT last month that while labour productivity numbers looked “very attractive” in the US, they were driven by demand factors, pushed in particular by a budget deficit of more than 6 per cent.  By contrast, demand is more depressed in both the euro area and the UK, where the economy slipped into a technical recession in the fourth quarter. Claus Vistesen at Pantheon Macroeconomics said there were reasons for optimism on European productivity. “It’s too pessimistic to assume that, if we are indeed on the cusp of a new technology-driven productivity boom centred around AI and related services, this will pass the eurozone by completely.”

Source: FT

 

Diagrammi e commenti suggeriti da Adam Tooze: la carestia di Gaza, la valuta della Malesia sotto pressione, impennata della produttività del lavoro negli Stati Uniti – dati preoccupanti per l’Europa.

 

La carestia di Gaza

Tooze dia 1

 

[1]

“Prima della guerra, una media di 500 camion carichi di aiuti e di carburante, secondo i dati delle Nazioni Unite, entravano ogni giorno, per cinque giorni alla settimana, nella Striscia di Gaza, per una popolazione già allora pesantemente dipendente dagli aiuti. Quel dato è crollato bruscamente. Il numero più alto di camion abilitati all’ingresso in Gaza negli ultimi cinque mesi è stato di 300, un dato raggiunto solo una volta. Secondo i dati delle Nazioni Unite, più spesso sono stati ben al di sotto di 200 camion al giorno. Gli effetti della più bassa consegna di aiuti sono stati aggravati al momento in cui le spedizioni quotidiane non sono riuscite a compensare i deficit precedenti ed i danni accresciuti dalla guerra. I maggiormente colpiti sono stati gli stimati 300.000 residenti a nord di Gaza che sono rimasti nell’area, i maggiormente colpiti dalla iniziale offensiva di terra israeliana.”

Fonte: Financial Times   

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Catturato tra la Fed e la Cina: il ringgit malesiano allo sbando.

Tooze dia 2

“Il tormentato ringgit malesiano sta sperimentando livelli non visti dai momenti peggiori della crisi finanziaria asiatica più di un quarto di secolo fa, spingendo le autorità ad aumentare la loro retorica per cercare di tamponare e passare oltre. Con i tassi di interesse statunitensi ai massimi livelli da 23 anni, i capitali hanno abbandonato la Malesia nel mentre gli investitori cercano rendimenti migliori altrove. Essi attendono che la Fed cominci a giugno ad abbassare il tasso di riferimento, mentre le autorità statunitensi cercano maggiori prove che l’inflazione sia stabilmente su un indirizzo al ribasso prima di tagliare i tassi. Il Presidente della Fed Jerome Powell ha detto giovedì alla Commissione Bancaria del Senato che le autorità monetarie statunitensi “non erano lontane” dall’avere una sufficiente fiducia nella caduta dell’inflazione per cominciare a ridurre i tassi. La Banca Centrale ha ripetutamente attribuito la caduta della valuta a fattori esterni, compresi i tassi di interesse statunitensi ed una incerta prospettiva economica della Cina. Il ringgit, affermano le autorità, è sottovalutato, e non riflette le positive prospettive economiche del paese. In quanto paese guidato dalle esportazioni, una valuta più debole tipicamente avvantaggerebbe il paese. Ma essa comporta anche costi più elevati per gli importatori, elevando i prezzi dei beni e dei servizi.”

 

Fonte: Nikkei Asia

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La produttività del lavoro statunitense si impenna – dati preoccupanti dall’Europa

 Tooze dia 3

Secondo i dati ufficiali, la produzione per ore lavorate, una misura standard della produttività del lavoro, è cresciuta nel settore delle imprese non agricole statunitensi del 6 per cento, a partire dal 2019. Questo distacca di gran lunga l’eurozona e il Regno Unito, che nello stesso periodo hanno visto una crescita di circa l’1 per cento. Il recente balzo della produttività statunitense arriva dopo un massiccio stimolo centrato sull’industria verde, dopo un periodo frenetico di riassunzioni ed una impennata nella formazione di nuove imprese nelle aree più attrattive del lavoro da casa. All’opposto, l’eurozona ha ricevuto minore sostegno finanziario pubblico mentre sta soffrendo una molto maggiore crescita nei prezzi energetici in conseguenza della invasione russa su vasta scala dell’Ucraina. Anche la frammentazione dei mercati finanziari dell’Europa, della politica della spesa pubblica e dei regolamenti, la rende più esposta alle pressioni esterne degli Stati Uniti. Le tendenze del mercato del lavoro hanno accentuato la divergenza nella produttività. Ariane Curtis, dello studio di consulenza Capital Economics, ha detto che i datori di lavoro statunitensi sono stati più capaci di automatizzare più rapidamente quando i lavoratori erano scarsi, mentre gli europei si concentravano “nell’assumere lavoratori per riempire i vuoti, eventualmente anche se c’erano incompatibilità nelle competenze”.   Non tutti gli econmisti sono convinti che la recente forza statunitense provi uno spostamento strutturale. Erik Neilsen, capo economista a UniCredit, ha detto che l’attuale debolezza dell’eurozona è dipesa da “un fenomeno statistico”, come se i datori di lavoro che facevano fatica ad assumere nella ripresa successiva al Covid stessero ora facendo scorta di lavoro nel declino. La produttività potrebbe rimbalzare – per ragioni indesiderate – se la politica monetaria restrittiva della BCE strizzasse la domanda fino al licenziamento dei lavoratori. Catherine Mann, una componente esterna della commissione della politica monetaria della Banca di Inghiliterra, ha detto al Financial Times il mese scorso che mentre i dati sulla produttività del lavoro negli Stati Uniti appaiono “assai attraenti”, essi sono guidati da fattori della domanda, in particolare spinti da un deficit di bilancio superiore al 6 per cento. All’opposto, la domanda è più depressa sia nell’area euro che nel Regno Unito, dove l‘economia nel quarto trimestre è scivolata tecnicamente in recessione. Claus Vistesen al Pantheon Macroeconomics ha detto che ci sono ragioni di ottimismo per la produttività europea. “è troppo pessimistico ipotizzare che, se in effetti siamo sulla soglia di un nuovo boom della produttività guidato dalla tecnologia e concentrato attorno all’IA ed ai servizi relativi, questo aggirerà l’eurozona completamente”.

 

Fonte: Financial Times

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] La tabella mostra il transito degli aiuti a partire dalla guerra, ovvero dal 7 ottobre 2023. I transiti sono stati registrati ai due punti di ingresso di Kerem Shalom e di Rafah, che si trovano alla linea di confine meridionale con l’Egitto. Da quanto comprendo dalle mappe, i due siti sono praticamente contigui, poco distanti dal mare.

Nel titolo viene riferito che lo stesso dato prima della guerra era di 500 camion in media al giorno (nel diagramma, indicati dalla riga in grassetto “500 > Pre-war average daily deliveries”). Come si vede, a parte alcuni giorni di ‘eccezione’ – nei quali si sono raggiunti i 200 camion, in un giorno i 300 – di solito ci si è assestati attorno a 100 camion. Le aste in blu indicano i mezzi che hanno trasportato generi alimentari; quelle grigie i mezzi che hanno trasportato altri articoli.

 

 

 

 

 

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