Letture e Pensieri sparsi, di Marco Marcucci

Diagrammi, tra pandemie e guerre. Di Marco Marcucci

Diagrammi, tra pandemie e guerre

Suddivido equamente alcuni diagrammi di questi giorni tra la guerra di Putin e le ineguaglianze nel mondo (che non sono minimamente scalfite dagli eventi).

1 - Chi sono gli oligarchi? Non si parla d’altro che di oligarchi, ma non direi che sia chiarissimo come sono nati; neanche è chiarissimo cosa distingua il capitalismo russo. Si allude al fatto che siano gruppi di potere attorno alle massime autorità della Russia, ma non sembra siano stati particolarmente attivi nella storia politica e forse neanche decisivi nel crollo del comunismo, che fu un processo spesso preso in mano da personaggi che appartenevano alla storia dei partiti comunisti, dalla quale cercavano vie di fuga sulla spinta delle rispettive società. Pare che gli oligarchi siano soprattutto nati subito dopo quel crollo, nel momento in cui si decise la transizione verso una economia pienamente di mercato. Gli oligarchi sono stati coloro, evidentemente già un po’ ricchi e variamente competenti, ai qual è stato consentito di comprare molto sottocosto pezzi interi dell’industria ex-sovietica. Praticamente, con il passaggio ad un mercato capitalistico, si pensò che la strada più rapida e conveniente per tutti era anzitutto quella di dotarsi di grandi capitalisti. Una procedura istantanea: dare pieni poteri ad un gruppo di individui equivalenti ai “padroni del vapore”, che in Occidente c’era voluto un secolo o due per realizzare. Si inventò in questo modo il vertice delle nuove società, con uno scambio di mezzi finanziari e di potere tra gli eredi del comunismo e i nuovi ‘padroni del vapore’. Questa tabella che prendiamo a prestito da Zucman (Twitter 2 marzo) mostra quel che accadde. (prosegue nell'interno)

Articoli sul NYT

La riduzione dell’inflazione può salvare il pianeta? Di Paul Krugman (New York Times, 1 agosto 2022)

Una nuova iniziativa legislativa dei democratici americani, dopo il parziale fallimento di quella precedente (che era stata denominata "Build back better"). In sostanza si tratta di un forte programma di spesa pubblica per favorire la transizione verso energie pulite. E sembra che stavolta il rischio di non avere la maggioranza al Senato per il voltafaccia di due senatori democratici, sia minore.

Perché i mercati sono tanto indifferenti alle cattive notizie sull’inflazione, di Paul Krugman (New York Times, 14 luglio 2022)

I mercati finanziari spesso sbagliano. Tuttavia la relativa tranquillità che mostrano nelle prospettive future dell'inflazione, non è solo una questione di 'sensazioni'; si basa anche su fatti abbastanza oggettivi, come ad esempio la implicita previsione di inflazione che è contenuta nella differenza di rendimenti tra le obbligazioni in qualche modo indicizzate all'andamento dei prezzi a consumo e quelle non protette. Così come si basa su fenomeni in corso, non ancora registrati dai rapporti ufficiali del Governo. Probabilmente, alla Fed capiscono questi argomenti; forse anche li condividono. Ma possono essere condizionati dalle Cassandre dell'inflazione, e possono finire col rialzare troppo i tassi di interesse, sino a provocare una recessione vera.

Le criptovalute stanno crollando. Dov’erano I regolatori? Di Paul Krugman (New York Times 11 luglio 2022)

Nel periodo recente, le criptovalute hanno perso quasi due terzi del valore che avevano nel momento di massima fortuna (che era arrivato a tre mila miliardi di dollari). La Vicepresidente della Fed, Lael Brainard, è intervenuta ed ha utilizzato un linguaggio tutt'altro che tipico per la Fed, elencando varie nefandezze che hanno accompagnato il fenomeno. Ma perché tutto ciò è stato possibile, senza che i regolatori intervenissero? Krugman mette in evidenza come si sia costruita un'aura di rispettabilità attorno alle criptovalute, con la compiacenza di istituzioni e di personalità eminenti. Il crollo in atto è forse una occasione per una regolamentazione.

Quella era la stagflazione che era, di Paul Krugman (New York Times, 7 luglio 2022)

C'è un vecchia storiella: un automobilista che ha investito un pedone fa marcia indietro, come per rimediare allo sbaglio, ma in quel modo lo schiaccia una seconda volta. Potrebbe essere quello che rischia di accadere alla Fed, se si ostinasse a dare giri di vite monetari anche se l'economia americana si sta evidentemente indebolendo per le restrizioni già messe in atto, e i mercati finanziari mostrano di credere che nei prossimi anni l'inflazione si ridimensionerà nettamente.

Un altro passo verso l’apocalisse climatica, di Paul Krugman /New York Times, 4 luglio 20232)

La paralisi delle iniziative sul clima della Amministrazione Biden e la sua origine nel negazionismo del Partito Repubblicano. Che è una eccezione anche rispetto ai partiti conservatori, ma non è una eccezione rispetto a partiti autoritari della destra populista.

I folli, i codardi e il golpe di Trump, di Paul Krugman New York Times, 30 giugno 2022)

I risultati della Commissione di indagine sui fatti del 6 gennaio 2020 - l'assalto trumpiano al Campidoglio - vanno ben oltre quello che si poteva prevedere. Emergono solidissime responsabilità di gran parte del Partito Repubblicano, oltre ovviamente il personale coinvolgimento di Trump. Ma perché gran parte del personale politico repubblicano si è resa responsabile, se non dell'istigare alla rivolta, almeno del cercare in ogni modo di cancellarla? E' una questione di coraggio morale? Secondo Krugman, questa è una categoria che ha di solito una rilievo variabile.

Perché i repubblicani sono diventati così estremisti? Di Paul Krugman (New York Times, 27 giugno 2022)

Nelle sue costanti riflessioni sulle origini dei fenomeni reazionari in America e all'ormai aperto coinvolgimento in essi del secondo partito politico del paese, Krugman propone un nuovo interessante riferimento al periodo del Ku Klux Klan degli anni '20. Che in effetti appare un riferimento probabilmente ben più significativo che non quello dei movimenti fascisti in Europa tra le due guerre. Anche se resta da comprendere quali nessi quei ricorrenti fenomeni - si pensi alla diversa storia del maccartismo - abbiano con la società americana.

Attenzione ai pericoli del sado-monetarismo, di Paul Krugman (New York Times, 23 giugno 2022)

Una sintesi delle idee principali di Krugman nel dibattito sull'inflazione: la natura di una buona parte dei fattori che l'hanno scatenata, soprattutto derivanti da fattori dell'offerta fuori dal controllo delle autorità finanziarie; la presenza, però, negli Stati Uniti, di un fattore di eccessiva domanda (derivante da una spesa eccessiva a seguito della pandemia e dalla 'moneta facile')sottovalutato da tanti, lui compreso. Ma adesso il rischio che la Fed dia ascolto alle sirene del sado-monetarismo; ovvero a coloro che si immaginano che la autorità finanziarie debbano dare un prova di determinazione, con politiche simili a quelle successive alla impennata inflattiva degli anni '80.

Cosa ci dice del futuro un lago che muore, di Paul Krugman (New York Times, 13 giugno 2022)

La mancanza di iniziative serie sul cambiamento del clima non ha scusanti, ma almeno ha qualche spiegazione. Ad esempio, le persone comuni possono non aver ancora compresa l'urgenza del problema. Oppure, la dimensione globale del problema permette a molti di nascondersi dietro la presunta inazione degli altri paesi. Ma per il Grande Lago Salato dello Utah che si sta paurosamente riducendo, queste spiegazioni non valgono. E la rinuncia ad alcune comodità - che permetterebbe di destinare al Lago una parte delle acque dirottate altrove e di evitare che si trasformi in un deserto tossico - aiuterebbe ad invertire la situazione.

Il crimine e la punizione politica, di Paul Krugman /New York Times, 9 giugno 2022)

I recenti risultati di alcune elezioni locali in America, fanno prevedere che il tema dei crimini avrà notevole importanza nelle elezioni di medio termine di novembre. E' una materia nella quale abbondano i pregiudizi, mentre si sa poco o niente sulle cose importanti. I crimini sono fortemente diminuiti rispetto e decenni orsono, sono poi fortemente aumentati negli anni della pandemia, e in città come New York sono comunque minori che non in tante piccole città e nell'America rurale. Il rischio è che la nuova centralità del tema porterà vantaggio ai politici non hanno niente da proporre, ed offrono solo un linguaggio duro.

Dalla Grande Scommessa alla Grande Truffa, di Paul Krugman (New York Times, 6 giugno 2022)

Il fenomeno delle criptovalute, nella sua principale versione statunitense. Dopo un quindicina di anni dalle prime comparse, non sembra che le criptovalute abbiano acquisito ancora un ruolo sostanziale come 'mezzi di pagamento' negli affari normali. Ma il loro valore viene stimato in dimensioni molto rilevanti. E di certo è anche rilevante il peso che spesso hanno nel provocare dissesti che in qualche modo rientrano nella categoria delle frodi finanziarie. Una bolla che fa pensare ad una somiglianza con le speculazioni che portano al dissesto finanziario successivo alla bolla immobiliare.

La politica perversa dell’inflazione, di Paul Krugman (New York Times, 2 giugno 2022)

Una sorta di messa a punto delle opinioni di Krugman nel dibattito sulla inflazione, che prende spunto dalla pubblicazione dei dati Eurostat, che alla fine confermano una forte somiglianza tra la situazione statunitense e quella europea. Krugman non smentisce del tutto le sue tesi originali - essendo egli stato uno degli esponenti principali del cosiddetto "gruppo della transitorietà" - ma riconosce apertamente di aver valutato in modo erroneo gli effetti delle iniziali generose misure di Biden per la pandemia. E la sua opinione sugli orientamenti dell'opinione pubblica americana in vista delle elezioni di 'medio-termine' di novembre è ormai apertamente pessimistica.

La guerra del Partito Repubblicano sulle virtù civiche, di Paul Krugman (New York Times, 26 maggio 2022)

Quali sono le risposte dei repubblicani agli omicidi di massa nelle scuole e nei supermercati americani? Uno di loro le ha sintetizzate in questo modo "irrigidire gli obbiettivi"; ovvero trasformare scuole e supermercati in un grande campo armato, per controllare il quale occorrerebbe un esercito. E' chiaro che non si tratta di un effettivo rimedio; fondamentalmente è come sopprimere l'idea che le persone abbiano minimi doveri civici di convivenza. Come non portare mascherine e non fare vaccini nelle pandemie letali, o come non mettere limiti all'inquinamento dell'ambiente.

I pericoli della meschinità dei plutocrati, di Paul Krugman (New York Times, 23 maggio 2022)

Pare che i magnati americani della tecnologia si stiano spostando a destra: vanno in quel senso dichiarazioni di Elon Musk, dello stesso Jeff Bezos e di altri ancora. Quel genere di magnati erano abituati ad aver tutto: soldi, ovviamente, ma anche consenso e popolarità sui social. Oggi quel consenso è assai controverso, come mostrano anche le difficoltà di Musk nel proposito di acquisizione di Twitter. Scatta qualcosa che non pare abbia a che vedere con i soldi, ma con la fragilità degli ego.

Come l’Occidente sta strangolando l’economia di Putin, di Paul Krugman (New York Times, 19 maggio 2022)

L'ottimismo americano sulla guerra 'per procura' - e principalmente economica - contro la Russia. Le esportazioni russe non diminuiscono, ma crollano le importazioni. Interessante la notizia che il crollo delle importazioni non è attribuibile unicamente alle sanzioni occidentali (meno 53 per cento), ma anche alla riduzione delle importazioni da paesi 'non ostili', inclusa la Cina (meno 45 per cento). Dunque, Krugman è fiducioso nella 'guerra di logoramento'.

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