Le descrizioni dell'America che fa Trump e quelle che fanno i dirigenti repubblicani come Paul Ryan, pur non esattamente sovrapponibili, sono simili e corrispondono a interessi convergenti. L'America di Trump è il ritratto di un incubo, con quartieri poveri che assomigliano a zone di guerra e orde di immigrati violenti che oltrepassano i confini aperti. In questi giorni Ryan, il Presidente della Camera dei Rappresentanti, l'ha descritta come un paese destinato, se vincerà la Clinton, a diventare grigio e depresso, schiacciato da una dittatura di burocrati. Sono evidenti le tracce del pensiero di Ayn Rand, l'icona della destra americana. I sondaggi mostrano una realtà abbastanza diversa: un paese con molti problemi, ma anche vitale e capace di reagire alla crisi. Ma la somiglianza indica, appunto, una convergenza di interessi: da un parte i gruppi estremi del suprematismo bianco, dall'altra i grandi ricchi, disposti a tutto pur di smantellare lo Stato sociale.
[1] Ovvero, degli sgravi fiscali ai ricchi che produrrebbero effetti benefici per tutti, ‘gocciolando verso il basso’ (che è la traduzione letterale di “trickle down”). ...
[1] Le frasi provengono da uno studio della primavera del 1981 di Carl J. Green, pubblicato sul Northwestern Journal of International Law & Business. [2] ...
Che la Clinton vinca le elezioni sembra adesso assai probabile. Ma potrebbe vincerle senza togliere ai repubblicani il controllo dei due rami del Congresso, oppure con una maggioranza democratica al Senato, oppure ancora con maggioranze democratiche sia al Senato che alla Camera dei Rappresentanti. E le differenze sarebbero grandi. Se i democratici acquistassero la maggioranza al Senato, potrebbero superare il blocco della Corte Suprema sostituendo il posto vacante con un giudice progressista; in quel caso alcune iniziative importanti sarebbero possibili. Se i democratici conquistassero entrambi i rami del Congresso, si ripeterebbe la felice situazione che consentì ad Obama - solo nel 2009 e nel 2010 - notevoli risultati in materia di assistenza sanitaria, di riequilibrio fiscale tra ricchi e poveri ed anche di creazione di posti di lavoro nel settore privato. Adesso la partita aperta è questa e per vincerla occorre andare a votare.
[1] Nel 1980 venne pubblicato un articolo dello stesso Krugman, secondo il quale l’ “effetto del mercato interno” deriva da modelli sui ‘rendimenti di scala’ ...
Era inevitabile, dopo la famosa registrazione delle affermazioni di Trump in materia di 'gentil sesso', un editoriale su quest'ultimo evento della campagna elettorale americana. Ma, anche in questo caso, non si resta certo alla superficie del fenomeno. Perché solo adesso così tanti componenti del gruppo dirigente repubblicano prendono le distanze dal candidato? Perché sono affermazioni troppo disdicevoli? Ma non lo era altrettanto aver assunto come consigliere quell'Ailes, il giornalista appena licenziato da Fox News per comportamenti di abuso verso dipendenti donne? E perché il silenzio aveva accompagnato l'altra spregevole notizia su analoghe condotte di un ex Presidente repubblicano della Camera dei Rappresentanti? Forse il problema è più vasto, e consiste - al di là delle inclinazioni personali - in un tendenza più generale all'abuso di potere, da parte di una élite segnata dalla convinzione di poter usare il proprio potere a piacimento? E forse adesso il bicchiere è colmo, perché Trump è in evidente declino?
[1] Espressione complicata, che si riferisce ad una classe di modelli. [2] Per tasso di cambio reale (nella formula di solito è aggiunto “effective”, ovvero ...
Krugman continua ormai da varie settimane ad essere concentrato sui temi della campagna presidenziale americana. Ma, in una certa misura, questo significa essere concentrato sul tema della capziosità dell'informazione, che può avere varie forme, oltre a quella della faziosità, o a quella che lui definisce la 'falsa simmetria'. Una forma macroscopica è quella di censurare temi fondamentali, come il cambiamento del clima. Non se ne parla: in tre dibattiti televisivi diretti, i moderatori non hanno avanzato alcuna domanda. Eppure le differenze tra i due programmi sono enormi e le implicazioni sono grandissime. Nell'ultimo dibattito tra i candidati alla vice-Presidenza, la moderatrice ha trovato il tempo di fare due domande su possibili difficoltà nella finanza pubblica americana tra alcuni decenni. Ma tra alcuni decenni i problemi finanziari, ammesso che diventino più seri di oggi, con gli attuali tassi di interesse bassissimi, saranno probabilmente meno rilevanti della concentrazione insopportabile dei gas serra.
[1] Come è abbastanza noto – in particolare in seguito al film “A beautiful mind” – John F. Nash fu un matematico americano, insegnò al ...
Le intenzioni di voto che vengono espresse da vari personaggi conservatori mostrano, nonostante un certo numero di passati esponenti della destra che non aderiscono alla candidatura di Trump, una prevalenza di posizioni furbesche o incerte. Che non bisognerebbe dimenticare, quando, dopo le elezioni, si tornerà a ragionare della presunta serietà di quelle persone. Ma c'è anche un buon numero di persone a sinistra che sembrano credere alla teoria del socialfascismo: meglio una sconfitta del centrosinistra che apra la strada alla destra estrema, e poi alla rivoluzione progressista. Teoria che funzionò egregiamente nella Germania negli anni '30.
[1] La tabella mostra il risultato di un sondaggio del 1936, nel quale si rispondeva alla domanda sulla necessità di avere bilanci in pareggio. Più ...
Sembra che il dibattito tra la Clinton e Trump abbia consentito a milioni di americani di farsi un'idea diretta della natura dei due avversari, modificando nettamente impressioni che derivavano da una campagna giornalistica che stava tentando di applicare alla candidata democratica lo stesso metodo che venne usato nel 2000 contro Al Gore. Di fatto, la Clinton è apparsa informata, ironica, persino gradevole; mentre Trump è apparso disinformato, permaloso e persino villano. Il che apre una domanda: è mai possibile che il giornalismo non abbia sue regole implicite che possano garantire di non raggiungere tali livelli di irresponsabilità?
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