[1] Dal tedesco: “E’ impossibile!”
Krugman spiega perché, se potesse votare, voterebbe contro la Brexit, sia pure senza alcuna contentezza. Dal punto di vista economico sembra indubbio che uscire dall'UE sarebbe negativo per gli inglesi. Ma è anche indubbio che l'Europa a guida tedesca sembra incapace di riformarsi, ed i danni impliciti nell'euro e rafforzati dalla politica dell'austerità non sono diventati una lezione per nessuno. Si deve scegliere, dunque, tra due linee non esaltanti. E un argomento, probabilmente, è quello avanzato da Simon Wren Lewis: che andarsene oggi sarebbe probabilmente irreversibile, mentre restare non comprometterebbe la possibilità di mettere in crisi successivamente un equilibrio che si dimostrasse irriformabile.
[1] Si tratta dei benefici che le imprese traggono dall’operare una vicina all’altra, in sistemi di rete. [2] “To-mah-to” è una espressione inglese (viene dalle ...
I media americani sono adesso molto interessati da vari scandali di Trump: dai soldi estorti agli studenti della Trump University, alle centinaia di cause per lavori non pagati, al fallimento del Casinò a Las Vegas ai danni degli investitori. Ma perché questi temi, nelle settimane e mesi passati, non furono messi al centro dello scontro da parte dei suoi avversari repubblicani? Probabilmente perché quegli scandali, che erano già noti, non venivano considerati rilevanti e neanche insoliti. La qualcosa illumina la posta in gioco nelle prossime elezioni di novembre.
[1] È l’espressione recente che indica i “sostenitori più accaniti” di Sanders. Letteralmente “i fratellini di Bernie”; nello stesso senso in cui un tempo si ...
La vicenda politica americana di queste settimane si spiega molto meglio se si considera la divisione razziale, ovvero il peso politico delle differenze etniche, nella popolazione americana. Gli elettori bianchi all'epoca di Reagan erano l'80 per cento della popolazione, sono quasi il 60 per cento oggi. I repubblicani si sono fatti forti per decenni sui pregiudizi razziali dei bianchi, che oggi finiscono per creare un clima di sospetto non solo sulla popolazione di colore, ma anche sugli ispanici, sugli ebrei e sugli asiatici; che tutti assieme hanno oggi una consistenza demografica diversa dal passato. In sostanza l'America, con la sua storia di schiavitù e di forti differenze etniche, mostra un volto politico profondamente segnato dalla appartenenza ai gruppi culturali. Al punto che non è difficile immaginare che lo scontro elettorale sarà in buona misura uno scontro di identità collettive, prima ancora che di idee e di programmi.
Il rapporto sull'occupazione ha messo in evidenza un segnale di forte rallentamento della crescita americana. Ci possono essere cause contingenti, ma è probabile che ci sia l'effetto del rafforzamento del dollaro e della conseguente minore competitività. Del resto, i declini sono fenomeni ordinari, ai quali si può ordinariamente rispondere con misure di sostegno pubbliche. Ma questo lo potrebbe fare un democratico alla Casa Bianca, che godesse del sostegno di entrambi i rami del Congresso. La qualcosa, soprattutto la seconda, non appare molto probabile. Ed anche una ripresa di una politica monetaria di 'facilitazione quantitativa' non appare semplice, se si considerano gli attacchi ai quali quella politica è stata sottoposta in questi anni. Dunque, se il fenomeno non è contingente, ci sono ragioni per preoccuparsi seriamente.
Il negazionismo del cambiamento climatico è ormai privo di ogni argomento. Uno scenario da incubo è sempre più vicino, eppure mai come oggi le conquiste della scienza nelle energie alternative offrono una soluzione relativamente a portata di mano. I conservatori sono impermeabili a questi argomenti, per ossequi alla ideologia ed agli interessi. Ma forse c'è un terzo motivo: talvolta solo l'idea di dover rinunciare a qualcosa di banale fa infuriare tanta gente (di solito uomini). Trump sembra infuriato - da quanto afferma lui stesso - con certe regole ambientali perchè gli arrecano personali fastidi. Ad esempio, rendono meno efficace lo spray che usa nei capelli. Ci sarebbe da ridere, se non stesse accadendo che il Partito Repubblicano si viene aggregando attorno alla sua candidatura, mentre i democratici tardano a farlo con la loro candidata.
[1] Per “prestito/mutuo commerciale” si intende semplicemente una soluzione di finanziamento che una impresa può avviare con un istituto finanziario.
Pare che i resoconti giornalistici delle elezioni presidenziali americane abbiano toccato la vetta della disinformazione. Non si tratta neppure della resistenza ad occuparsi di questioni di sostanza, anziché di aneddotica. Si tratta proprio dei numeri e della lettura dei sondaggi. Che non andrebbero usati scegliendo quelli che ci piacciono, ma facendo delle medie; in modo da non cadere nella tentazione della faziosità, e correggere i 'picchi' casuali', per definizione inevitabili. La matematica, sinora, dice che la possibilità di una riscossa di Sanders è pari a quella di un impatto di una cospicua meteora; inoltre dice che la Clinton è avanti nelle previsioni sulle elezioni generali su Trump, con un margine abbastanza chiaro. Dopodiché le cose possono anche cambiare, ma questa è la matematica di oggi.
Alcuni sondaggi dicono che gli elettori hanno fiducia nella capacità di Trump di gestire l'economia pubblica, e questo forse dipende dalla loro sensazione che egli abbia avuto successo nel gestire i propri affari. A parte il fatto che anche questo è assai discutibile, il punto è che che si tratta di cose del tutto diverse. Trump si espresse nell'autunno scorso per tagli ai salari. Un imprenditore che pensa ai fatti suoi può arrivare a quella conclusione, ma per l'economia americana sarebbe un disastro. L'esatto contrario di quello che è necessario oggi, con effetti diretti gravi per la parte più grande dell'economia che vende prodotti nazionali sul mercato nazionale, ed anche per la parte che si misura con la competizione internazionale, visto che i tagli salariali di solito portano ad un dollaro più forte. Gli elettori comprenderanno quella differenza?
[1] Come è noto, neologismo che significa l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. [2] L’Area Economica Europea (EEA) è la conseguenza di un accordo del ...
« Pagina precedente — Pagina successiva »