[1] Ovvero, una ripresa nella quale, dopo il punto più basso delle recessione, l’economia rapidamente punta verso l’alto. [2] Dobbiamo modificare la frase per renderla ...
[1] Il riferimento è ad un articolo di Peter S. Goodman sul NYT del 29 aprile 2016. [2] La tabella mostra l’andamento del PIL procapite ...
Negli ultimi mesi l'Europa ha leggermente superato i livelli produttivi precedenti al 2008 e la disoccupazione è passata dal 12 al 10 per cento. Ma la dice lunga il fatto che queste passino per buone notizie. Probabilmente l'iniezione di denaro messa in atto dalla Banca Centrale Europea ha fatto l'effetto delle iniezioni di insulina ad un diabetico, ma non ha curato la malattia cronica; come è evidente da tassi di interesse molto bassi, dai rendimenti dei bond tedeschi ormai in territorio negativo e da una inflazione stabilmente sotto gli obbiettivi. La cura, anzitutto nei paesi centrali del continente, parrebbe evidente: una maggiore spesa pubblica. Ma sembra una soluzione fuori questione per i dirigenti politici. Aver appena toccato i livelli economici di una decina di anni orsono significa aver subito e continuare a subire un danno umano e sociale enorme.
[1] Lo studio citato è: “Il ciclo finanziario e la macroeconomia: cosa abbiamo imparato”, di Claudio Bono (dicembre 2012).
Come mai gli esiti delle primarie, ormai scontato quella dei democratici e altamente probabile quello dei repubblicani, sono stati così diversi, rispetto alle intenzioni dei gruppi dirigenti dei due Partiti? La Clinton ha confermato i pronostici, Trump è stato un incubo per il gruppo dirigente repubblicano. Dietro ciò, stanno fenomeni di fondo che da anni caratterizzano le due formazioni politiche. I democratici hanno una storia recente nella quale hanno cercato, più o meno bene, di corrispondere ai loro sostenitori: si sono presentati come i difensori dei poveri e delle classi medie ed hanno portato in fondo una riforma sanitaria che fornisce l'assicurazione a 20 milioni di americani in più, con un aumento delle tasse per i più ricchi. I repubblicani hanno fatto appello ai pregiudizi razziali e culturali, ma nella sostanza hanno fatto una politica per l'1 per cento dei più ricchi.In fondo hanno giocato una partita ingannevole con i propri elettori, finché questi non ne hanno avuto abbastanza. Anche la partita che promette Trump è ingannevole, ma ci vorrà un po' di tempo per accorgersene.
[1] Ovvero, l’obbligo del quale di discuteva di acquistare una assicurazione sanitaria. Che poi venne recepito dalla legge di riforma, assieme alla previsione di sussidi ...
[1] Sul concetto di ‘equivalenza ricardiana’, vedi le note sulla traduzione.
[1] Ovvero: ciò che conta sono gli orientamenti degli apparati di Partito, che era la linea di interpretazione della grande maggioranza di commentatori che di ...
[1] La teoria dei vantaggi comparati (o modello ricardiano) è stata concepita a partire dai concetti essenziali dall’economista inglese David Ricardo e si inserisce nel ...
Krugman prova ad immaginare cosa accadrebbe, per ognuno dei candidati presidenziali che adesso sembrano probabili (la Clinton per i democratici, Trump o Cruz per i repubblicani), se un mattino prima della apertura dei mercati arrivasse alla Casa Bianca una telefonata con l'annuncio di un imminente crollo finanziario. Eventualità del tutto probabile, ad esempio per la situazione economica della Cina o per la vicenda del petrolio. Considera la Clinton come la candidata più esperta di sempre; potrebbe fare errori gravi, ma non per ignoranza. Trump è ignorante e inverosimile un po' su tutto; la necessaria cooperazione mondiale con la quale si affrontano tali emergenze, con il suo carattere da guerrafondaio, non avrebbe chance. Cruz, un fanatico del 'gold standard', invece ha fermi convincimenti in economia, ma disastrosi. Si è scelto come consigliere un economista che confezionò la ricetta della deregolamentazione che portò alla crisi del 2008. E quella telefonata alle otto del mattino è del tutto probabile.
[1] Come spiega il post – purtroppo solo alla fine – “sarandonizzare” è un neologismo che deriva dal cognome della attrice Susan Sarandon, in particolare ...
Alexander Hamilton fu uno dei principali collaboratori di George Washington, come primo Segretario al Tesoro prese la decisione di finanziare come Governo Federale i debiti di tutti gli Stati, dissanguati dalla Guerra Civile. In questi giorni si parla di lui, perchè è stato deciso di mantenere la sua effige sulle banconote da 10 dollari. E conservargli quella postazione onorevole è una buona idea, se considera quanto le sue idee sul debito erano più sagge delle idee in circolazione oggi. Per Hamilton un debito pubblico anche vasto, gestito in modo corretto, era uno dei modi principali per realizzare gli scopi della moneta, creando in tal modo asset necessari agli investitori e all'economia. Oggi si parla appunto di 'deficienza di asset sicuri' per gli investitori; ma continua a prevalere tra gli operatori pubblici la fobia del debito. Continuare ad avere la faccia di Hamilton sulle banconote, non farà alcun danno e forse aiuterà a rammentare la sua saggezza.
[1] Giustifico la traduzione: Krugman prende a prestito, come spiega con le prime frasi, un termine di Noah Smith (“101ism”). Econ 101 è l’espressione che ...
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