Niente di quello che Trump ha fatto e sta facendo - dai tentativi di abrogazione della riforma sanitaria ai tagli alle tasse, all'avvio di una guerra commerciale - merita l'aggettivo populista. Non ultima tra le sue iniziative, la nomina alla Corte Suprema di Brett Kavanaugh, un personaggio ferocemente ostile ai lavoratori. (si deve anche considerare che nella storia politica americana il populismo fu, più di un secolo fa, un episodio non disprezzabile)
[1] Ovvero di una faziosa delimitazione di quei distretti che attribuisce un numero esagerato di seggi ai territori a vocazione repubblicana, per la prima volta ...
[1] È una espressione della Costituzione americana, ma in quel caso è riferita al popolo (“del popolo, da parte del popolo e a favore del ...
Capire le ragioni per le quali la destra americana è in guerra contro i programmi sociali che aiutano i poveri è rilevante. Non si tratta di risparmiare soldi, visto che il taglio alle tasse per i più ricchi dell'anno scorso è stato incomparabilmente più elevato ed è stato deciso con completa noncuranza. E la motivazione razzistica non può spiegare tutto, considerato che spesso si colpisce la basa degli americani bianchi. Nei confronti dei gruppi dirigenti repubblicani c'è un'altra potente ragione: cambiare uno Stato che talvolta tenta di avere qualche efficacia nella guerra alle povertà. Lo Stato deve diventare semplicemente il regno delle razzie dei potenti.
Sussidi, lavoro e povertà. Di Paul Krugman Nel 2014 Paul Ryan dichiarò che la Guerra sulla Povertà era fallita, dunque era tempo di abbattere ...
[1] Alan Dershowitz, celebre avvocato e professore di Harvard, era considerato un liberal. Aveva votato prima per Barack Obama, poi per Hillary Clinton. Ma negli ...
Ma Trump ha in mente qualche via d'uscita dal disastro che stanno provocando le sue intemperanze? La domanda è mal posta, perché non si tratta di intemperanze. Che si tratti di rapporti commerciali o delle alleanze nel mondo che uscì dalla Seconda Guerra Mondiale, il suo obbiettivo è effettivamente quello di mettere in crisi le istituzioni che nacquero in quell'epoca, come l'Organizzazione Mondiale del Commercio e la stessa NATO. Ha in mente un altro assetto mondiale, nel quale la solidarietà con dirigenti autoritari realmente prevalga su solidarietà democratiche che considera come un impaccio per la politica americana. E in America non appare nessuno che voglia mettere qualche limite al suo potere, né tra i repubblicani del Congresso, né nella grande impresa.
Cosa stanno provocando sull'economia statunitense le politiche economiche di Trump? Non si pensi di capirlo dai dati trimestrali, specialmente del commercio, che spesso sono legati a fattori non sostanziali. Ad esempio, alla fine di questo mese dovremmo avere dati che indicano un forte incremento delle esportazioni di soia. Ma la guerra commerciale che si è aperta ci costringerà rapidamente a restituire tale vantaggio. Più significativo è l'andamento reale rispetto a quello che si attendeva. E qua il dato fondamentale è che, dopo il taglio alle tasse, non c'è il minimo cenno di una crescita degli investimenti delle imprese. Aumentano solo i dividendi dei dirigenti e i soldi che vanno al riacquisto delle azioni.
[1] Steve King è un repubblicano, membro del Congresso da lungo tempo, che interloquisce con i neonazisti e sostiene posizioni apertamente razzistiche sui musulmani. ...
Associazioni del mondo conservatore americano cominciano a prendere sul serio la svolta protezionistica di Trump e reagiscono promuovendo l'invio di lettere alla Casa Bianca. E' un po' patetico che pensino che servano a cambiare qualcosa. Quelle associazioni hanno grande responsabilità; hanno condiviso pienamente anni di politica cinica, hanno vezzeggiato il razzismo nella prospettiva dei tagli delle tasse. Solo oggi cominciano a riconoscere che il protezionismo è una minaccia sul serio.
[1] La tabella mostra l’andamento negli utimi anni delle ricevute fiscali del Governo Federale.
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