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Una prova della verità in materia di finanza pubblica per i repubblicani statunitensi, di Nouriel Roubini (da Project Syndicate, 10 aprile 2017)

[1] Forse si riferisce alla “alternative minimum tax”, che è una imposta addizionale per le società che hanno esenzioni o che in particolari circostanze hanno ...

Intelligenza artificiale e problemi artificiali, di Brad DeLong (da Project Syndicate, 3 aprile 2017)

Perché non sono importanti tutti i posti di lavoro? Di Paul Krugman (New York Times 17 aprile 2017)

Ci sono perdite di posti di lavoro che interessano il dibattito politico e ce ne sono altre che passano inosservate. Nel settore delle vendite al dettaglio oggi sono occupate mezzo milione di persone in meno del 2001, diciotto volte le perdite nelle miniere di carbone. Nei piccoli giornali locali, si sono persi nello stesso periodo 270.000 posti di lavoro. Perché? Probabilmente perché le seconde appaiono più spettacolari, perché Trump ha falsamente promesso di restituire quei posti di lavoro, perché si può dare la colpa ai regolamenti ambientali (per il carbone) o agli stranieri cattivi (per il manifatturiero in generale). E magari perché quei lavoratori sono in generale maschi e bianchi, diversamente da quelli dei servizi.

L’austerità all’indomani della Grande Recessione, di Christopher House, Christian Proebsting, Linda Tesar (da VOX, 11 aprile 2017)

[1] In statistica un “errore di previsione” tra un dato reale e il valore previsto sulla base di una serie di altri indicatori attinenti alla ...

I francesi e noi, di Paul Krugman (dal blog di Krugman, 12 aprile 2017)

[1] Al singolare, ovvero riferita al falso populismo di Trump. [2] La Tabella successiva si riferisce alla popolazione in età lavorativa tra i 25 ed ...

Trump può tenere in ostaggio l’assistenza sanitaria? di Paul Krugman (New York Times 14 aprile 2017)

Dopo la debacle della proposta di legge repubblicana per l'abolizione dell'Obamacare, Trump in una intervista recente ha minacciato di tagliare i finanziamenti alla sanità. Una minaccia assai sgradevole, ed anche sciocca. E' sembrato un modo di ragionare simile a quello di un gangster che vuole una tangente per offrire protezione ad un negoziante. L'oggetto della minaccia non sarebbero altro se non milioni di americani che hanno ottenuto la copertura assicurativa con la riforma di Obama. Non si vede ragione per la quale i democratici dovrebbero cedere a tale ricatto, anche perché non si capisce come il Presidente di una nazione possa pensare di tenere in ostaggio una parte della sua popolazione.

L’Europa ha problemi, ma Le Pen non è la risposta, di Paul Krugman (dal blog di Krugman, 11 aprile 2017)

[1] Nel senso, credo, di tenere chiusi i mercati finanziari per periodi aggiuntivi alle normali festività.            

Sui tweet e sul commercio, di Paul Krugman (dal blog di Krugman, 31 marzo 2017)

[1] “Bigly” in lingua inglese non esiste; è un neologismo coniato da Trump, che noi tradurremmo facilmente con qualcosa come “alla grande”.       ...

Stagnazione illiberale, di Joseph Stiglitz (da Social Europe, 7 aprile 2017)

[1] È il titolo del libro edito in Italia. [2] Il testo nella connessione è a cura di David McClintick, ed è una ampia ricostruzione ...

Gli espedienti pubblicitari non sono politica, di Paul Krugman (New York Times 10 aprile 2017)

L'attacco alla basa siriana ha una somiglianza con la vicenda di alcune settimane fa, quando Trump fece una gran chiasso per il suo accordo con la società Carrier. Ottenne che non fossero spostate alcune centinaia di posti di lavoro in Messico da parte di quella azienda; non si capì di quante centinaia di posti si trattasse, giacché ogni giorno in America c'è una mobilità di 75.000 posti di lavoro. L'attacco in Siria non modifica niente perché non ha alcuna prospettiva, ed è questa la ragione per la quale Obama ritenne di doversi astenere da iniziative del genere. Ma un paese che ha bisogno di iniziative pubblicitarie per ottenere l'attenzione dei media, riducendosi ad esse diventa più debole, non più forte. L'effetto sui media c'è indubbiamente stato. Adesso la Amministrazione Trump sa che per venir fuori provvisoriamente dai suoi insuccessi sui media, un sistema è quello di bombardare qualcuno.

Il cattivo, il dannoso e il minaccioso, di Paul Krugman (New York Times 7 aprile 2017)

Una analisi semplice e interessante delle ragioni del sostegno di parte dell'elettorato popolare a Trump. Che "tecnicamente", dal punto di vista della politica, è un disastro superiore a quanto si immaginava, per quanto non così dissimile dalle prestazioni normali dei dirigenti repubblicani. Ma è anche un modo per rendere legittimo ("sdoganare", disse un esperto che pure non riuscì a sdoganare tutto) un linguaggio e sentimenti spesso considerati inappropriati dai conservatori normali. Il che ha un effetto di attrazione sulla base elettorale della destra americana, che si porta dietro una gran quantità di cose inespresse.

Trump comincia ad aver fifa sul commercio, di Paul Krugman (New York Times 3 aprile 2017)

Trump aveva fatto la voce grossa sui cambiamenti che avrebbe introdotto nella politica commerciale degli Stati Uniti, che giudicava disastrosa allo stesso modo della riforma sanitaria di Obama. E il copione si sta ripetendo: alla prova dei fatti non sa più che pesci prendere. L'accordo commerciale del Nord Atlantico (NAFTA) era stato descritto come una inaudita concessione degli Stati Uniti al Messico, ma ora si scopra che le facilitazioni tariffarie maggiori erano state a vantaggio degli americani. Inoltre si scopre che ormai non ha senso parlare di una industria automobilistica americana, visto che le componenti di un veicolo vanno e vengono per tutto il mondo, prima di avere un prodotto finito. Tornare indietro si può, ma con una sconquasso che sarebbe altrettanto vasto della globalizzazione e forse più doloroso. Giorni fa Trump disse che nessuno sapeva che la politica sanitaria fosse così complicata, probabilmente oggi comincia a dire lo stesso per la politica commerciale.

Il paese del carbone è una condizione mentale, di Paul Krugman (New York Times 31 marzo 2017)

Una analisi delle ragioni del voto a favore di Trump nella Virginia occidentale. Un paese dove il primato occupazionale del carbone è svanito da dopo la Seconda Guerra Mondiale - in particolare dopo gli anni '80 - per effetto di nuove tecniche di estrazione e di nuovi contesti economici. E dove quell'occupazione in buona parte è stata sostituita nel settore pubblico, guarda caso proprio nell'area della assistenza sanitaria. Uno Stato, dunque, nel quale le false promesse di Trump in materia di carbone e il suo tentativo di abrogare la riforma sanitaria di Obama, avrebbero prodotto effetti devastanti. Eppure i suoi successi non sono dipesi tanto dalla impossibilità di conoscere i dati reali; piuttosto dal simbolismo di una cultura basata sulla nostalgia di un passato che non esiste più.

Il paradosso della produttività, di Ryan Avent (dal blog di Ryan Avent, 16 marzo 2017)

[1] Ryan Avent scrive per The Economist ed è l’autore del libro “La ricchezza degli umani”. Sulle sue tesi Krugman ha di recente discusso nel ...

Come basarsi sulla riforma sanitaria di Obama, di Paul Krugman (New York Times 27 marzo 2017)

Trump ha affermato di recente che nessuno si immaginava che i temi della assistenza sanitaria fossero così complicati. Ma la riforma sanitaria di Obama potrebbe facilmente essere migliorata, e il disastro della proposta ritirata dai repubblicani poteva essere evitato. Si potrebbe operare per avere maggiori sussidi, in quel modo evitando che la gente in salute per risparmiare preferisca non avere una assicurazione. Si potrebbe applicare dappertutto la previsione della estensione di Medicaid per i più poveri, che negli Stati che l'hanno messa in atto funziona benissimo. Si potrebbe pensare ad un ruolo diretto dello Stato laddove gli assicuratori privati non coprano il mercato. E si avrebbe una spesa assai inferiore alla soluzione repubblicana di togliere le tasse sulla sanità ai più ricchi. Ma sono consigli di una riforma che si orienti a sussidi più generosi, ovvero più di sinistra. E i repubblicani probabilmente non li ascolteranno, cercheranno piuttosto di portare la legge esistente in maggiori difficoltà, per avere un risarcimento dalla loro cocente sconfitta.

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