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La fine della luna di miele di Trump col mercato, di Nouriel Roubini (da Economonitor, 2 febbraio 2017)

     

L’ignoranza è forza, di Paul Krugman (New York Times 13 febbraio 2017)

Ci sono aneddoti di questi giorni, come quello relativo al modo in cui Trump si è rivolto al Primo Ministro giapponese, ignorando che Shinzo fosse il suo nome, mentre Abe era il suo cognome. Ma in realtà questi episodi apparentemente banali ormai spaziano un po' dappertutto: dall'economia al rapporto con la giustizia, dalla diplomazia al pantano nel quale si è arenata la attesa abrogazione della riforma sanitaria di Obama. E, di fatto, si raccoglie semplicemente un disprezzo verso la 'competenza' che i repubblicani hanno seminato per anni. Il problema è che ora raccoglie quella eredità di ignoranza l'uomo che è collocato al posto più alto, che peraltro la incarna in modo esemplare.

La Cina ha bisogno di una nuova grande strategia, di Minxin Pei (da Project Syndicate, 9 febbraio 2017)

Quando arriva l’incendio, di Paul Krugman (New York Times 10 febbraio 2017)

Occorre, come si dice, 'andar dentro la notizia'. Che Trump si metta a twittare perché una catena commerciale ha deciso di smettere di utilizzare la linea di capi di abbigliamento della figlia Ivanka, è già incredibile. Ma che il suo portavoce spieghi che l'ha fatto perché quella decisione era un attacco alle politiche del Presidente, è assai più grottesco. Che Trump se la prenda con il giudice che ha interrotto il suo bando sugli stranieri dei paesi arabi, è grave. Ma che lo faccia con una mail nella quale afferma che se ci saranno fatti di terrorismo, la colpa sarà del potere giudiziario e la gente reagirà incattivita, è una enormità. Dopo due settimane, è già evidente che l'intera faccenda è nelle mani della capacità di ribellarsi del popolo americano.

L’ultima previsione della Banca di Inghilterra significa che la Brexit non ha avuto alcun effetto? Di Simon Wren-Lewis (da Mainly Macro, 7 febbraio 2017)

[1] Il tasso di risparmio è la quantità di denaro, espressa come percentuale, che una persona deduce dal suo reddito personale disponibile per ogni evenienza, ...

C’è una bolla Trump? (dal blog di Krugman, 7 febbraio 2017)

Ragazzo, dov’è la mia politica? (dal blog di Krugman, 6 febbraio 2017)

[1] Si può supporre che il “voi-sapete-chi” si riferisca ad Hitler, dato che ‘autostrada’ viene scritto in tedesco. [2] Il mito del “little guy” (“ragazzino”, ...

L’argomento progressista a favore della abolizione della tassa sul reddito delle società, di Ed Dolan (dal blog Economonitor, 17 gennaio 2017)

[1] La traduzione è lunghina, ma la questione è complicata. Il “corporate free speech” possiamo tradurlo come il “diritto di espressione delle società”, ed è ...

La primavera dei truffatori, di Paul Krugman (New York Times 6 febbraio 2017)

Tra le iniziative di Trump, sta aprendosi anche il fronte di un attacco alla legislazione di riforma del sistema finanziario. Quella legislazione nacque con Obama come risposta alla crisi finanziaria, ed oggi Trump, i repubblicani del Congresso e il sistema finanziario cercano di rimetterla in discussione. Si concentrano in particolare sulle disposizioni relative alla informazione e alla protezione degli utenti del sistema finanziario; comportamenti che nel corso di un anno decidono, secondo uno studio della Amministrazione Obama, di qualcosa come 17 miliardi di dollari, che dalle tasche dei risparmiatori passano alle tasche dei consulenti. Un altro argomento per il quale definire Trump un populista appare un po' incongruo.

I leader europei dovrebbero lasciar perdere il Fiscal Compact, di Francesco Saraceno e Gustavo Piga (da Social Europe, 3 febbraio 2017)

[1] Si può tradurre semplicemente con “Accordo di finanza pubblica”.          

Donald la minaccia, di Paul Krugman (New York Times 3 febbraio 2017)

Nelle prime due settimane si è assistito ad un elenco pauroso di infortuni di Trump e dei suoi collaboratori: lo scontro telefonico con il Primo Ministro australiano che dovrebbe rimangiarsi un accordo siglato con gli Stati Uniti, l'altro scontro con il leader del Messico che è stato invitato a metter da parte le su forze armate ed utilizzare quelle americane, la tensione con l'Iran,i toni piuttosto arroganti con la Germania. E il guaio maggiore di tutti: che tutto questo non assomiglia per niente ad una provocazione calcolata; somiglia piuttosto ad uno squilibrio psicologico che non si ha idea di come correggere.

Il commercio nelle bugie di Trump, di J. Bradford DeLong (da Project Syndicate, 2 febbraio 2017)

[1] L’espressione idiomatica dice che si deve usare un cucchiaio assai lungo se si mangia una zuppa col diavolo, per evitare di stargli troppo vicini. ...

La Germania, l’euro e la manipolazione valutaria (dal blog di Krugman, 1 febbraio 2017)

[1] Il “deflatore” è un indice dei prezzi che consente di distinguere gli aumenti reali del prodotto nazionale da quelli dovuti all’inflazione. Lo specifico deflatore ...

Italia 2017: ritorno all’austerità, di Marcello Minenna (da Project Syndicate, 19 gennaio 2017)

[1] Il Patto di bilancio europeo, formalmente Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell’unione economica e monetaria (conosciuto anche con l’anglicismo fiscal compact, letteralmente “patto di bilancio”), è un ...

Breve scambio tra Greg Mankiw e Paul Krugman (dal blog di Krugman, 30 gennaio 2017)

[1] Per una spiegazione del significato di DBCFT – l’acronimo di una proposta di legge dei repubblicani americani in materia di fisco – vedi il ...

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