[1] “r” è il tasso di rendimento degli asset: “g” il tasso di crescita generale dell’economia. Questi temi sono spiegati, tra l’altro, nel post di ...
[1] In Oregon sembra ci sia stata di recente l’occupazione di un ufficio federale da parte di un gruppo di individui armati che protestavano contro ...
[1] Per una idea della tematica degli ‘equilibri multipli’ si veda, qua tradotto, il post di Krugman del 15 arile 2015 (“La non-linearità, gli equilibri ...
Un tempo si parlava del "boom" di Bush, che si insediò nel corso di una recessione, alla quale seguì prima una ripresa senza incrementi nell'occupazione e poi, dal 2003, una crescita non eccezionale di posti di lavoro (dopodiché venne la Grande Recessione). Cosa si dovrebbe dire, allora, del vero e proprio boom di posti di lavoro nel settore privato che si è determinato con Obama? In realtà, non sono i Presidenti che decidono degli andamenti economici, almeno in condizioni normali. Essi possono influire in tempi di crisi, come Obama fece con le misure di stimolo del 2009. Ma si trattò di misure che svanirono in breve tempo e che non spiegano il successo attuale. Sennonché, in questi anni i conservatori hanno preteso che le misure fiscali di Obama, la riforma del sistema finanziario e quella della sanità, avrebbero portato ad una vasta distruzione di posti di lavoro. E non è successo niente del genere, anzi è accaduto il contrario. Dunque, parlare del boom occupazionale di Obama ha un senso: significa almeno che migliorare la società è possibile, senza crolli dell'economia.
I guai della Cina erano tutti impliciti nei ritmi di una crescita guidata dalle esportazioni, che avrebbe rallentato allorché i suoi vasti serbatoi di forza lavoro rurale sottooccupata avessero cominciato a ridursi. Cercare di attenuare quel passaggio con un forte ricorso al debito, nel mentre in breve tempo non si materializza una alternativa forte espansione dei consumi interni, ha determinato le difficoltà attuali. Se si studiano i numeri, tutto questo non dovrebbe tradursi in un trauma globale; l'economia cinese è grande, ma i consumi globali sono molto più grandi. Sennonché ci sono fenomeni noti di sincronia negli andamenti economici, che più che dai numeri derivano da forme di contagio psicologico. Dunque, ripercussioni globali non si possono affatto escludere. E il guaio è che non siamo pronti a reagire: la politica monetaria avrebbe pochi margini, e la politica della spesa pubblica - con gli atteggiamenti dei repubblicani americani e con le scelte dei politici tedeschi - sembra una strada sbarrata.
[1] Tradotto in italiano con “Bancarotta”. Questa è la copertina della prima edizione: [2] La connessione ...
[1] Si consideri che la linea verticale (progressisti-conservatori) indica, appunto, il grado di progressismo o di conservatorismo nei vari partiti (o, nel caso dei democratici, ...
[1] In connessione appare una scena con Woody Allen che dovrebbe appartenere al film Annie Hall (in italiano, Io e Annie), scena che si conclude ...
Sono stati resi noti i dati relativi alle tasse pagate dagli americani nel 2013. Essi confermano che, mentre il 99 per cento degli americani non ha avuto grandi cambiamenti, ci sono stati aumenti di un certo rilievo per l'1 per cento dei più ricchi (e più ancora per lo 0,01 per cento dei ricchissimi). Quegli aumenti hanno riportato le aliquote dei più ricchi ai livelli precedenti a Bush; anzi, addirittura ai livelli precedenti a Reagan. 70 miliardi di dollari in più, che equivalgono al costo complessivo degli aiuti alimentari alla povera gente e ai nuovi costi della riforma sanitaria di Obama; con la quale, per altro, il numero dei non assicurati è diminuito di 17 milioni di persone. Le elezioni, dunque, contano. Si possono desiderare candidati più impetuosi e radicali, ma non si dovrebbe dare credito a coloro che affermano che le elezioni non cambiano niente.
[1] Un lavoro di Krugman del 1999 dal titolo “Ragionare sulla trappola di liquidità”.
[1] La tabella mostra l’andamento delle aliquote fiscali medie dal 1980 al 2013 (queste ultime sono quelle previste). Gli andamenti sono suddivisi per le varie ...
[1] Traduco sempre al plurale, come mi pare richiesto dal nostro linguaggio politico consueto. Nei testi in lingua inglese si si trova più frequentemente il ...
« Pagina precedente — Pagina successiva »