Che in una società gli individui eccezionalmente ricchi abbiano una quota dei redditi e delle ricchezze sempre maggiore, e che la usino per comprare e influenzare la politica, è un problema grandissimo. Ma non si deve sottovalutare un aspetto immateriale: ovvero che tra quegli individui si sviluppi un fenomeno di arrogante egomania che, alla fine, distorce la stessa immagine della democrazia. E' il fenomeno Trump, ma è anche il fenomeno di vari altri miliardari sempre più insofferenti alle regole della gente comune. E' ad esempio il fenomeno del magnate delle scommesse di Las Vegas, che insolentisce i suoi giudici e compra giornali per indagini private a loro carico, anch'egli grande elettore repubblicano. Oligarchia dei narcisisti e/o gerarchia degli idioti?
[1] Ovvero, il fenomeno della riduzione del tipo di assicurazione sanitaria fornita dalla impresa nella quale si lavora – che pure è in atto – ...
[1] “Freude” dal tedesco: gioia, allegrezza, piacere. Ovvero, la gioia un po’ cinica per il fenomeno Trump, che potrebbe rendere più semplice la partita per ...
[1] L’articolo in connessione è stato pubblicato sull’Evening Standard il 10 dicembre scorso. Al momento, i giudizi effettuati delle corti della Sharia su matrimoni e ...
[1] Un articolo di Kaletsky su Project Syndicate del 14 gennaio 2014. [2] Un “nodding donkey”, che letteralmente è un “asino che annuisce”, è un ...
E' evidente che il fenomeno Trump ha provocato grande timore nel Partito Repubblicano americano,e forse i democratici se ne sono persino rallegrati. Ma, se si considera il complesso delle posizioni di tutti i candidati, il meno che si possa dire è che esse delineano il proposito di fare una sorta di bis delle politiche di George Bush, che furono: grandi sgravi fiscali sui ricchi, eliminazione delle regole nel sistema finanziario, guerra in Iraq e, per finire, la Grande Recessione. E' dunque il momento di mettere in chiaro - dinanzi all'evenienza che alla fine prevalga un candidato meno impresentabile - che non esiste alcun candidato moderato nelle primarie repubblicane. Non essere come Trump non fa diventare ragionevoli, e non c'è possibile ragionevolezza per candidati che vogliano ottenere il consenso del Partito Repubblicano odierno.
Da alcuni anni ci eravamo abituati ad innovazioni tecnologiche che riguardavano fondamentalmente il trattamento e la diffusione delle informazioni, più che il mondo fisico. Cose importanti, ma assai diverse dai sogni fantascientifici che facevamo da giovani. Ma da un po' di tempo l'innovazione tecnologica ha ripreso a riguardare le cose reali. Nei giorni passati si è realizzato per la prima volta il recupero senza danni e nel posto stabilito di un componente di un missile, che può aprire la strada a notevoli risparmi nel settore dell'astronautica. Ma la vera novità riguarda le energie rinnovabili: l'indipendenza dai combustibili fossili, che sembravano una maledizione insuperabile, oggi appare possibile. La tecnologia torna a riguardare il mondo fisico: un evento notevole.
[1] Per ‘repressione finanziaria’ si intende la fissazione di limiti alla crescita del credito all’economia. In un regime di r. f. lo Stato decide chi ...
[1] Il riferimento nel link è ad un gruppo di ricerca (PredictWise) che opera per conto di Microsoft Research di New York City, autore del ...
[1] La tabella mostra l’andamento del tasso di disoccupazione spagnolo, che in pratica è passato dall’8/9 per cento di prima della crisi, al 26 per ...
[1] “Thin-gruel” è la minestra dei poverissimi. Praticamente acqua.
Sono passati quasi sei mesi da quando Donald Trump ha superato nei sondaggi Jeb Bush, e ancora oggi è in testa rispetto ai candidati favoriti dell'establishment repubblicano. Il motivo è abbastanza chiaro: pur essendo Trump (e gli altri personaggi un po' estremi delle primarie repubblicane, come Carson e Cruz) evidentemente e rischiosamente inaffidabili, la base repubblicana da anni è educata a considerare questo aspetto come trascurabile. George Bush fu l'esempio principale di questa rottura della tradizione: si puntò sulla sua 'affabilità' anziché sulle sue idee; rispetto alla competenza di Al Gore, Bush era l'individuo con il quale si poteva ben pensare di bere una birra. Dopodiché gli venne attribuito il ruolo di 'combattente' in una guerra voluta con pretesti e foriera di disastri. Poi si andò con Mc Cain alle elezioni presidenziali, con Sarah Palin come vice. Per quale ragione la base repubblicana dovrebbe oggi comprendere che Trump è una novità che esce da ogni regola?
Esce nelle sale cinematografiche americane il film "The Big Short", che in quelle italiane viene annunciato con il titolo "La grande scommessa". Krugman ne raccomanda la visione, e spiega come il raccontare la storia della recente grave crisi finanziaria sia comprensibilmente una occasione per attacchi furibondi. Il film riporta quegli eventi nel racconto fantastico di un gruppo di individui perspicaci che compresero per tempo le frodi che accompagnavano la crisi immobiliare e finanziaria e cercarono di far soldi. E lo fa in modo del tutto realistico, oltre che spettacolare. Si comprende che i giornali di Murdoch abbiano iniziato una campagna al vetriolo. E' anche su cose del genere che si combatte una battaglia cruciale tra racconti veritieri e menzogne.E lo scopo delle menzogne è semplicemente quello di rimettere in discussione e stravolgere la legislazione di riforma del sistema finanziario.
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