[1] Traduco così l’espressione idiomatica “blood-in-the-water effect”, che in effetti indica una condizione più complessa (quando, in una situazione di competizione, l’evidenza della vulnerabilità della ...
[1] David Beckworth è un economista, docente in alcune Università americane e ricercatore presso il Cato Institute (una fondazione della destra americana). Il suo post ...
[1] La tabella mostra gli andamenti dell’equilibrio primario dei bilanci come percentuale dei PIL dell’Europa, degli Stati Uniti e del Giappone, corretti in considerazione degli ...
[1] Per bolla della South Sea Company o South Sea Bubble, si intende la bolla speculativa che si creò in Inghilterra, attorno al 1720, sulle ...
[1] “Pollster” (“sondaggista”) mi sembra sia una attività di ricerca sui sondaggi di varie agenzie che opera di questi tempi in particolare sulle primarie, sia ...
[1] Pare (WordReference, English only, 4 luglio 2012) che l’espressione “poster child” sia nata con l’idea di rappresentare in un manifesto la condizione di un ...
Nel recente dibattito delle primarie democratiche, Bernie Sanders ha parlato della Danimarca come un modello positivo; la Clinton ha ammesso la stessa cosa, sia pure con minore entusiasmo. In Danimarca le tasse corrispondono circa al doppio degli Stati Uniti, e questo consente di mantenere uno stato assistenziale (assistenza sanitaria, diritto allo studio, aiuti alle famiglie con redditi medio bassi) che non ha confronti con gli Stati Uniti. Ciononostante, la produttività dei due paesi è analoga. I colpi recenti subiti dall'economia danese non sono derivati dal suo stato assistenziale, piuttosto dal suo andar dietro alle vicissitudini monetarie e alle ricette europeee dell'austerità (come è dimostrato dalla esperienze della Svezia, che a quella ricette non si è uniformata). Dunque, è vero che si tratta di un possibile esempio. E in ogni caso è una ragione di conforto constatare che in America si può cercare di imparare da altri paesi e che il dibattito politico amricano può non ridurasi al tifo per gli "U.S.A!".
Nel dibattito di giorni fa che ha aperto il confronto tra i candidati democratici, la Clinton e Sanders si sonn confrontati sui temi della politica verso il sistema finanziario; ma non discutevano sulla necessità di inasprire i controlli su quel mondo, semmai su quale programma lo facesse in modo più duro. Una discussione, dunque, agli antipodi di quella aperta tra i condidati repubblicani, che promettono di abrogare anche le norme moderate introdotte nel 2010. E i contributi finanziari di Wall Street sono un termometro di questa differenza, dato che vanno in misura schiacciante ai repubblicani. Il punto è che, proprio a partire dalle riforme del 2010, il mondo della finanza ha fatto una scelta, ed oggi la rende anche più esplicita. Dunque, gli uomini della finanza non si aspettano dai democratici il trattamento amichevole che ebbero negli anni '90.
[1] Vedi l’articolo sul NYT del 9 ottobre.
[1] La tabella mostra l’andamento del tasso di cambio effettivo degli Stati Uniti che, come si nota, a partire dalla metà del 2014 è sensibilmente ...
[1] Uno storico dirigente repubblicano degli anni ’60, che contribuì a scrivere ed a approvare – quando i repubblicani erano partito di minoranza – la ...
[1] “Commercial” e “trade” può essere solo un caso di ridondanza, che non sarebbe molto logico. Scopro che, ad esempio, si usa il termine “commercial ...
[1] Traduco con “sborsare”, in riferimento credo implicito ai poveri dei paesi ricchi (perché sarebbe tautologico dire che i paesi ricchi hanno bisogno di sborsare ...
[1] Il premio Nobel per l’economia è stato assegnato all’economista scozzese Angus Deaton. E’ stato premiato per la sua analisi sui consumi, la povertà e ...
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