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L’impronta di Blanchard (dal blog di Krugman, 3 ottobre 2015)

[1] I “policymakers” non sono gli “uomini politici”; alcuni (tutto sommato, pochi) di loro lo sono, molti altri non lo sono. Ma “policymakers” – ovvero ...

L’Europa mette i piedi per terra, di Joschka Fischer (30 settembre 2015)

[1] Le “barrel bombs” sono barili di nafta – ma per confezionarle va bene qualsiasi contenitore metallico, anche un vecchio scaldabagno – riempiti di esplosivo ...

Nemici del sole, di Paul Krugman (New York Times 5 ottobre 2015)

Le energie rinnovabili, in particolare l'eolico ed il solare, stanno diventando sempre più rilevanti, al punto che l'occupazione statunitense nella sola industria eolica ormai sopravanza il settore della estrazione del carbone. Ma per i candidati repubblicani è un fenomeno che non esiste; il Partito Repubblicano, che una volta era il partito della grande industria energetica,è ormai il partito della vecchia industria energetica. Del resto, i contributi elettorali di quel settore vanno per l'87 per cento e per il 96 per cento ai repubblicani, rispettivamente nel comparto del petrolio e del gas e in quello del carbone. Per quanto quei candidati parlino di "rivoluzioni energetiche", hanno in mente soltanto i combustibili fossili.

L’indispensabile agenda di Jeremy Corbin, di Mariana Mazzucato (da Project Syndicate, 29 settembre 2015)

[1] Si intende “ministri ombra”. [2] Il buyback è il riacquisto da parte della società che le ha emesse delle proprie azioni, con lo scopo ...

I paradisi fiscali alla luce del sole, di J. Bradford DeLong and Michael M. DeLong (da Project Syndicate, 28 settembre 2015)

[1] Una definizione di ‘transfer pricing’ è: “il prezzo che viene caricato da un membro di una organizzazione multinazionale ad un altro membro dello stesso ...

Il voodoo non muore mai, di Paul Krugman (New York Times 2 ottobre 2015)

Con la presentazione del programma di Donald Trump in materia di fisco, l'unanimità su tali temi dei candidati repubblicani è definitiva; Trump come Bush e come Rubio vogliono grandi sgravi fiscali sui ricchi e un deficit più grande. E' l'economia magica del voodoo di sempre: grandi favori ai ricchi che alla fine faranno cadere briciole su tutti. In realtà è sempre stato il contrario, con Bush fratello e con gli Stati americani che si sono avventurati per quella strada. Mentre tasse più eque - a partire da Clinton per finire ad Obama e al caso della California - hanno sempre coinciso e provocato una crescita dell'economia. Tagliare le tasse ai ricchi non è neppure affatto popolare, è contrario il 61 per cento degli americani e sono contrari pure gli elettori repubblicani. Come mai, dunque? é semplice: perchè questo è quanto chiedono i grandi contribuenti elettorali del Partito Repubblicano.

L’acceleratore degli investimenti e i guai del mondo (dal blog di Krugman, 2 ottobre 2015)

[1] É l’espressione da mesi coniata da Krugman per indicare gli attacchi della destra e di settori dell’imprenditoria, specialmente finanziaria, ad Obama per alcune sue ...

Perchè i banchieri vogliono il rialzo del tasso (2 ottobre 2015)

[1] Vedi il post del 19 settembre scorso (“Rabbia sui tassi”).      

Prigionieri del “Derp” (1 ottobre 2015)

[1] “Derp” è uno dei curiosi personaggi dei fumetti di South Park, che fece la sua comparsa con una immagine nella quale si batteva un ...

Jeb diventa Galt (30 settembre 2015)

[1] É il titolo del famigerato libro di Ayn Rand che è oggetto di culto della destra americana (si può tradurre “Atlante scrollò le spalle”). ...

Una spiegazione dei “tontini” (30 settembre 2015)

      [1] Divertente scoprire (lo spiega l’articolo in connessione del blog del Washington Post, Wonkblog) che non ci si deve dar pena di ...

Le materie prime e gli stravaganti (30 settembre 2015)

[1] Come si vede, la linea verde, relativa ai prezzi energetici, indica un crollo dei prezzi che nell’ultimo anno ha guidato (linea nera) l’andamento generale; ...

E poi non ci rimase nessuno (29 settembre 2015)

     

La congrega del ricatto, ovvero il Partito Repubblicano, di Paul Krugman (New York Times 28 ottobre 2015)

Le annunciate dimissioni da Presidente della Camera dei Rappresentanti del repubblicano John Boehner sono una occasione per un bilancio della sua esperienza, e per quanto essa sia stata all'insegna di continui tentativi di intimidire Obama e di impedire che le sue proposte fossero discusse civilmente, il futuro potrebbe essere anche peggiore. Di fatto la politica dei continui ricatti di Boehner alla fine pare si sia infranta su un estremismo ancora più pazzesco da parte della base repubblicana e di settori dei suoi dirigenti ansiosi di prendere il suo posto. Lo dimostra la recente vicenda delle pretese dei gruppi antiabortisti, che pare sia stata all'origine delle dimissioni di Boehner.

Perchè la Fed ha seppellito il monetarismo, di Anatole Kaletsky (da Project Syndicate, 22 settembre 2015)

     

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