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Dove il Governo eccelle, di Paul Krugman (New York Times 10 aprile 2015)

Di recente, aumentano le voci tra i democratici americani che chiedono un potenziamento dei programmi previdenziali pubblici. E' di per sè una cosa positiva, perchè il programma federale della Previdenza Sociale funziona bene. Ed è anche positivo, perchè significa che vari esponenti del Partito Democratico stanno prendendo le distanze dalla ortodossia antipubblicistica che va di moda a Washington. In effetti, semplicemente ci sono varie cose che il sistema pubblico fa meglio di quello privato. Le pensioni sono una di queste cose, perchè non si può delegare alle persone singole la responsabilità di provvedere da sole - risparmiando e scegliendo investimenti oculati - ai trattamenti pensionistici che avranno quando saranno settantenni. Nonostante le reazioni al limite dell'isteria da parte della destra e dei sedicenti centristi, si tratta soltanto di scegliere quello che funziona meglio.

Apple e lo Stato dell’auto sorveglianza (dal blog di Krugman, 10 aprile 2015)

[1] Da ‘Milano Finanza’ di oggi, martedì 14 aprile: “Debutto record per Apple Watch, il primo smartwatch del colosso di Cupertino che ha debuttato in nove ...

La sterzata di Leffer (10 aprile 2015)

[1] Arthur Betz Laffer (Youngstown, 14 agosto 1940) è un economista statunitense, sostenitore della teoria dell’offerta, che divenne molto influente negli anni dell’amministrazione Reagan, tanto ...

L’opportunità della lenta crescita della Cina, di Yu Yongdin (da Project Syndicate, 9 aprile 2015)

Ben Bernanke e gli eterni falchi (8 aprile 2015)

[1] “Perma” è un prefisso che può indicare, nei contesti più diversi, una condizione di permanenza (come nel caso di “permafrost”, che indica i terreni ...

L’economia del “love” (7 aprile 2015)

[1] Come spiega subito il post, in questo caso “love” ha il significato di zero, come nel gergo tennistico. E’ il termine usato dall’arbitro per ...

Il futuro della finanza pubblica II: il debito non è sufficiente? (dal blog di Krugman, 7 aprile 2015)

[1] La connessione con il post del 1 aprile scorso, qua tradotto “Trappole di liquidità locali e globali”. [2] In economia e finanza, in senso ...

Economia e elezioni, di Paul Krugman (New York Times 6 aprile 2015)

Ancora sulle prossime elezioni generali nel Regno Unito. L'Inghilterra ha conosciuto, a partire dalla crisi del 2008, un andamento assai negativo: dopo la crisi più acuta, nel 2009 apparve una timidissima ripresa, che si interruppe subito. Una crescita è riapparsa nel 2013, ma ancora oggi il reddito reale procapite non ha raggiunto i livelli del 2007. Questo è il bilancio del Governo della coalizione conservatrice, obiettivamente peggiore addirittura della Grande Depressione degli anni trenta; ma è dubbio che gli elettori ne siano consapevoli. Per gli elettori, ciò che conta, di solito, sono gli andamenti degli ultimi trimestri prima del voto: si può fare pessime politiche per anni, ed ottenere un buon giudizio solo perchè la congiuntura comincia a cambiare nel periodo più recente. In Inghilterra sembra che tutto questo sia accentuato da orientamenti dei media che collidono tranquillamente con i giudizi della maggioranza degli economisti. Ai quali non resta che fare il loro mestiere, senza sperare in esiti sensazionali; perchè le elezioni decidono a chi va il potere, non chi aveva ragioni più forti.

Il futuro della finanza pubblica I; la provocatoria tesi di una amministrazione pubblica più vasta (dal blog di Krugman, 6 aprile 2015)

[1] Traduco “discount” nel senso di “non tenere in adeguata considerazione, trascurare”. [2] Per il termine “libertariano” si può leggere questa estrema sintesi della vita ...

John Galt odia Ben Bernanke (3 aprile 2015)

[1] Lo American Enterprise Institute for Public Research, una Fondazione privata di netto orientamento conservatore degli Stati Uniti. [2] Andrew W. Mellon, banchiere americano che ...

Potere e buste paga, di Paul Krugman (New York Times 3 aprile 2015)

Mercoledì è arrivato l'annuncio che anche McDonald's attuerà un modesto incremento dei salari, come già fece - in modo più consistente - la Walmart un mese fa. Aumentare i salari non è impossibile, ed i bassi salari non sono qualcosa a cui ci si deve per forza rassegnare. Le ragioni che di solito si accampano, non reggono granchè; come quella della competizione internazionale, che non tiene conto che la maggioranza dei lavoratori americani opera in settori dei servizi nei quali non c'è concorrenza mondiale. Inoltre, i lavoratori non sono una materia prima: migliorare i salari comporta lavorare meglio, e dunque attenua altri costi. Occorre ricordare che la cosiddetta società delle classi medie non venne per caso: fu una conseguenza della grande compressione salariale che derivò dalla Seconda Guerra Mondiale, e durò per varie generazioni. Una spinta anche modesta in quella direzione, potrebbe favorire un mutamento assai ampio.

L’avanzo commerciale della Germania è un problema, di Ben Bernanke (dal blog di Ben Bernanke, 3 aprile 2015)

[1] La connessione è con uno studio su tale tematica storica dal titolo “Catene d’oro e di carta”, di Barry Eichengreen e Peter Temin. [2] ...

Simmetrie scozzesi (3 aprile 2015)

[1] Mervyn Allister King è stato Governatore della Banca di Inghilterra e Presidente del Comitato della Politica Monetaria del Regno Unito dal 2003 al 2013. ...

Sconcezze percettive (3 aprile 2015)

Trappole di liquidità locali e globali (alquanto per esperti) (dal blog di Krugman, 1 aprile 2015)

[1] Vedi il post qua tradotto “Il dollaro e la ripresa (per esperti), del 6 febbraio 2015. [2] Come si vede, si tratta di una ...

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