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La fine dell’efficienza, di Robert Skidelsky (da Project Syndicate, 17 dicembre 2020)

     

Come il Partito Repubblicano è diventato selvaggio, di Paul Krugman (New York Times, 4 gennaio 2021)

La degenerazione del Partito Repubblicano, in realtà, era stata pronosticata. Ma le vicende più recenti, il seguito che continua ad avere la pretesa di Trump di rovesciare elezioni con argomenti giudicati inesistenti un po' da tutti, sono un interrogativo serio. Non si tratta solo di essere pervenuti a posizioni anti democratiche; si tratta di un rifiuto sistematico della verità, quando essa almeno è scomoda. Il populismo non lo spiega, perché il seguito nella base repubblicana non è spontaneo, è guidato dai vertici. Assomiglia di più alla psicologia dei comportamenti tribali, dove ciò che conta non è il vero e il falso, ma l'appartenenza ad una setta. Il risultato elettorale non sarà rovesciato, ma il seguito di questo tribalismo ha forza sufficiente a mettere in crisi l'esperimento americano.

Come Biden può ripristinare in modo unilaterale il multilateralismo, di Joseph E. Stiglitz (da Project Syndicate, 31 dicembre 2020)

[1] Da quanto comprendo, la novità sarebbe consistita nel sottrarre buona parte delle disposizioni sugli investimenti agli accordi bilaterali, semplificarle, renderle automatiche ed inserirle in ...

La svolta di fine anno dell’Europa e della Cina, di Jeffrey D. Sachs (da Project Syndicate, 31 dicembre 2020)

[1] Ovvero la condizione di zero emissioni nette di anidride carbonica, per effetto sia del bilanciamento delle nuove emissioni con bilanciamenti (“offsets”) derivanti dalla riduzione ...

Di chi sarà il secolo post pandemico? Di Bill Emmott (da Project Syndicate, 29 dicembre 2020)

[1] La Tabella mostra il numero dei morti per 100.000 abitanti nei vari paesi del mondo al 23 novembre del 2020. [2] Se i dati ...

Sul serio. Le cose andranno meglio. Di Paul Krugman (New York Times, 31 dicembre 2020)

Nel clima degli auguri per il nuovo anno, Krugman ribadisce alcune opinioni sulle ragioni per le quali la ripresa economica statunitense, una volta realizzata una vaccinazione di massa, dovrebbe essere cospicua. La situazione è diversa da quella che seguì la crisi finanziaria globale del 2008, quando la crisi era stata provocata anzitutto dallo scoppio della bolla immobiliare e da un debito rilevante delle famiglie medie americane. Nel 2020, anziché indebitarsi, una parte importante di americani ha conosciuto un picco nei risparmi. E la ripresa potrebbe durare, se la scienza - come è avvenuto per i vaccini, o come sta avvenendo per le energie rinnovabili ed altro - confermerà il possibile ingresso in un periodo di effettivo dinamismo.

Vivere e morire in America nel 2021, di Anne Case e Angus Deaton (da Project Syndicate, 28 dicembre 2020)

[1] Nella connessione nel testo inglese compare uno studio dei Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie degli Stati Uniti, che spiega il ...

Il 2020 è stato l’anno in cui è morto il reaganismo, di Paul Krugman (New York Times, 28 dicembre 2020)

Il reaganismo non sono solo alcune ricette economiche - come il cosiddetto "trickle down", l'idea che ridurre le tasse ai ricchi produca effetti a cascata - che sono sempre state smentite dai fatti. E' una ideologia più generale, secondo la quale il motore del progresso è la ricchezza sempre maggiore dei ricchi, e soprattutto uno Stato che non faccia niente altro che favorirla. In questo senso, l'America con le sue due leggi che hanno potenziato i sussidi di disoccupazione e i prestiti alle imprese, ha reagito efficacemente agli effetti economici della pandemia. In quel senso, il 2020 può essere considerato se non come l'anno della scomparsa del reaganismo, almeno come quello che ha certificato la fine della sua vitalità.

I sette segreti del 2020, di Yanis Varoufakis (da Project Syndicate, 28 dicembre 2020)

       

Come finanziare la religione? Di Thomas Piketty (dal blog di Piketty, 15 dicembre 2020)

       

Una conversazione su “Capitalism, alone”, di Branko Milanovic (da un intervista ad una rivista bulgara, 26 dicembre 2020)

       

Quello che ha fatto salire Trump potrebbe affondare Biden, di J, Bradford DeLong (da Project Syndicate, 24 dicembre 2020)

[1] Mentre il valore medio si calcola suddividendo il valore totale per il numero delle posizioni, il valore mediano è il valore centrale tra tutte ...

Chi ha paura della Teoria Monetaria Moderna? Di James K. Galbraith (da Project Syndicate, 3 dicembre 2020)

[1] Le cui iniziali in inglese sarebbero anch’esse ‘mmt’. [2] Stephanie Bell Kelton (10 ottobre 1969) è un’economista statunitense, tra i principali autori della Teoria della Moneta Moderna e ...

Come Biden può creare buoni posti di lavoro, di Dani Rodrik (da Project Syndicate, 8 dicembre 2020)

       

Branko Milanovic e i pensieri ‘insoliti’. Di Marco Marcucci, dicembre 2020.

Presentazione di "FataTurchina": un aggiornamento

    zzz 65 (2) Le prime traduzioni di Fataturchina risalgono al 1994, ma il lavoro più organico cominciò con il 2008. Effettivamente aggiornare oggi la presentazione di questa iniziativa avviene dunque con un po’ di ritardo, a quasi dieci anni dalla prima organica presentazione, che compare nella mascherina dopo le “Note sulla traduzione”, dopo quasi trent’anni dalla prima traduzione e con tutte le novità che si sono aggiunte. Cosa è cambiato nei propositi di questa iniziativa? Può essere utile fornire i pochi dati di cui dispongo per descrivere la comunità dei lettori di Fataturchina? Ha resistito nel tempo la strana scelta di dare a queste pagine quel nome, che – come spiegai all’epoca della prima presentazione – mi venne in mente per l’uso continuo che Krugman allora faceva del termine “confidence fairy” (la “fata della fiducia”), per indicare le politiche dell’austerità? Il nome, temo, sia stato un po’ fuorviante per la curiosità del lettori o almeno di coloro che hanno gratificato la pubblicazione almeno di un accesso. Essi sono stati, a quanto pare, oltre 156.000 nell’intero periodo, e questo mi parrebbe un risultato enorme, se non fosse dipeso dal fatto che in una certa misura si trattava di ‘navigatori’ alla ricerca di altre fate, che si sono subito ritirati dopo aver constatato la stranezza dei contenuti (con tutti costoro, finalmente, mi scuso per il trabocchetto involontario). Ma molti di loro sono lettori intenzionali, come posso dedurre dal fatto che effettivamente passano un po’ di tempo ad esaminare gli articoli tradotti. In media sono al 90 per cento lettori italiani; più numerosi a Roma, poi a Milano, ma distribuiti un po’ in tutto il paese (ad esempio: Toscana, Emilia, Piemonte, Veneto, Campania, Sicilia, Sardegna, Puglia). Il restante 10 per cento viene da tutto il mondo: Europa e Russia, America del Nord e del Sud, Asia, quasi nessuno in Africa. In genere sono lettori che si trattengono per un po’ di minuti e, ovviamente, per me sono tutti anonimi, anche se lo strumento che utilizzo (che si chiama WordPress) consente di stabilire, oltre al paese, anche la città o la regione di provenienza, ed è emozionante scoprire lettori che persistono in Siberia o alle Bahamas. Le prime traduzioni di Fataturchina risalgono al 1994, ma il lavoro più organico cominciò con il 2008. Effettivamente aggiornare oggi la presentazione di questa iniziativa avviene dunque con un po’ di ritardo, a quasi dieci anni dalla prima organica presentazione, che compare nella mascherina dopo le “Note sulla traduzione”, dopo quasi trent’anni dalla prima traduzione e con tutte le novità che si sono aggiunte. Cosa è cambiato nei propositi di questa iniziativa? Può essere utile fornire i pochi dati di cui dispongo per descrivere la comunità dei lettori di Fataturchina? Ha resistito nel tempo la strana scelta di dare a queste pagine quel nome, che – come spiegai all’epoca della prima presentazione – mi venne in mente per l’uso continuo che Krugman allora faceva del termine “confidence fairy” (la “fata della fiducia”), per indicare le politiche dell’austerità? Il nome, temo, sia stato un po’ fuorviante per la curiosità del lettori o almeno di coloro che hanno gratificato la pubblicazione almeno di un accesso. Essi sono stati, a quanto pare, oltre 156.000 nell’intero periodo, e questo mi parrebbe un risultato enorme, se non fosse dipeso dal fatto che in una certa misura si trattava di ‘navigatori’ alla ricerca di altre fate, che si sono subito ritirati dopo aver constatato la stranezza dei contenuti (con tutti costoro, finalmente, mi scuso per il trabocchetto involontario). Ma molti di loro sono lettori intenzionali, come posso dedurre dal fatto che effettivamente passano un po’ di tempo ad esaminare gli articoli tradotti. In media sono al 90 per cento lettori italiani; più numerosi a Roma, poi a Milano, ma distribuiti un po’ in tutto il paese (ad esempio: Toscana, Emilia, Piemonte, Veneto, Campania, Sicilia, Sardegna, Puglia). Il restante 10 per cento viene da tutto il mondo: Europa e Russia, America del Nord e del Sud, Asia, quasi nessuno in Africa. In genere sono lettori che si trattengono per un po’ di minuti e, ovviamente, per me sono tutti anonimi, anche se lo strumento che utilizzo (che si chiama WordPress) consente di stabilire, oltre al paese, anche la città o la regione di provenienza, ed è emozionante scoprire lettori che persistono in Siberia o alle Bahamas. (prosegue)

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