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La maledizione della ricchezza dell’Europa, di Branko Milanovic (dal blog di Milanovic e da Social Europe, 6 giugno 2018)

[1] La tabella mostra, per i vari paesi considerati e ai dati del 2011, nella prima colonna la ricchezza per adulto, nella seconda il PIL ...

Il basso costo di un’economia a carbonio zero, di Adair Turner (da Project Syndicate, 24 aprile 2018)

       

Il complotto contro l’assistenza sanitaria, di Paul Krugman (New York Times 31 maggio 2018)

La storia infinita dei tentativi dei repubblicani di abrogare la riforma sanitaria di Obama. Ci sono veri e propri cicli che si ripetono nella legislazione sociale americana, almeno sin dai tempi di Roosevelt. Agli inizi i conservatori riescono a mobilitare l'opinione pubblica spaventandola con presunti disastri. Poi la gente constata gli effetti delle nuove leggi e comincia a considerarle come punti consolidati della vita degli americani: accadde per la Previdenza Sociale, per Medicare e sta accadendo per la riforma sanitaria. Quindi la partita vera e propria si giocherà con le elezioni di medio termine: se i repubblicani perderanno il controllo della Camera si metteranno l'anima in pace. Altrimenti proveranno con una spallata finale.

Il monopsonio, la rigidità e l’enigma dei salari, (dal blog di Paul Krugman, 20 maggio 2018)

[1] Anagramma per “Società per lo studio dell’Ineguaglianza Economica”. [2] Situazione di mercato caratterizzata dall’accentramento della domanda da parte di un solo soggetto economico e ...

La politica commerciale manciuriana di Trump, di Paul Krugman (New York Times 28 maggio 2018)

Una analisi dei recenti paradossi della politica commerciale di Trump: dal preannuncio di una estensione al settore delle automobili del sistema delle tariffe all'importazione già approvato per l'acciaio e l'alluminio, alla bizzarra vicenda dell'aiuto alla Cina sulle irregolarità di una sua società, la ZTE. Ovvero, quanto la prassi degli interessi affaristici di Trump e della sua famiglia, possa realisticamente prestarsi ad una interpretazione nella chiave del romanzo e dei film sul "candidato manciuriano" degli anni '50 e '60.

Disordini per il Trump turco, di Paul Krugman (New York Times 24 maggio 2018)

La crisi finanziaria in Turchia ci ricorda la natura di queste difficoltà nei mercati emergenti. Per quanto i Governi possano essere corrotti e autoritari, i loro difetti spesso non provocano da soli cataclismi; gli atteggiamenti dei gruppi dirigenti non precipitano facilmente le condizioni economiche di un paese. Finché le difficoltà non diventano evidenti, perché a quel punto la loro pessima qualità diventa un inconveniente considerevole. A quel punto, le cose precipitano rapidamente. La Turchia ha utilizzato con ampiezza il debito con l'estero ed oggi viene presentato il conto; è a quel punto che la non affidabilità dei regimi diventa un fattore rilevante. Nel caso di Trump non è probabile che il copione si svolga negli stesi termini: l'America si indebita ma lo fa nella sua valuta, ovvero non è vulnerabile come un qualsiasi mercato emergente. Ma se accadesse?

Perché una guerra commerciale con la Cina non è “facile da vincere” (leggermente per esperti), (dal blog di Paul Krugman, 22 maggio 2018)

[1] L’esistenza non inverosimile di nastri di registrazioni appare una ipotesi sia nella vicenda a sfondo sessuale in Russia che in uno scambio di favori ...

Come il Costarica ha compreso la cosa giusta, di Joseph E. Stiglitz (da Project Syndicate, 8 maggio 2018)

Che succede in Europa? di Paul Krugman (New York Times 21 maggio 2018)

Le elezioni di marzo finalmente portano Krugman a ragionare dell'Italia, in una analogia con i casi dell'Ungheria e della Polonia. L'errore disastroso di una moneta unica, non accompagnata da cambiamenti di politica economica ed anzi accompagnata dal disastro gemello della politica di austerità, hanno avuto un gran peso. Ma non tutto è spiegabile in questa crescita di un nazionalismo su basi etniche. La Polonia, ad esempio, ha mantenuto la propria valuta ed è rimasta quasi indenne dalla crisi economica. Forse perché il fascismo è rimasto un tema profondo nella politica europea, una volta che il prestigio delle classi dirigenti europee è stato sperperato in politiche sbagliate?

Il doppio modello della politica commerciale dell’America verso la Cina, di Dani Rodrik (da Project Syndicate, 10 maggio 2018)

La distruzione del Partito Repubblicano, di J. Bradford DeLong (da Project Syndicate, 7 maggio 2018)

[1] Che recita: “Qualora il Vice Presidente e la maggioranza dei principali responsabili dei Dipartimenti esecutivi, o di qualsiasi altro organismo che il Congresso possa ...

La Cina ha davvero dato una tangente a Trump per danneggiare la sicurezza nazionale? Di Paul Krugman (New York Times 17 maggio 2018)

Una azienda cinese - la ZTE, produzione di cellulari - era ripetutamente finita nei guai per aver usato illegalmente tecnologia statunitense. Ma i giorni scorsi Trump ha pubblicato un tweet per annunciare un suo impegno per toglierla dai guai. Sensazionale. Ma forse si è trattato di un ramoscello di olivo nel mezzo di una quasi guerra commerciale? Il problema è che da parte di aziende cinesi sono in atto iniziative di investimento che riguardano la Trump Organization. E il problema è che un simili investimenti nelle aziende del gruppo Trump si sono registrati anche in Indonesia. Se fosse capitato venti o trenta anni fa, il Congresso americano sarebbe probabilmente approdato a iniziative di impeachment. Ma per il Partito Repubblicano odierno questa è la regola, indicata come esempio a tutta la Amministrazione.

Dire solo dei sì alle società farmaceutiche, di Paul Krugman (New York Times 14 maggio 2018)

Nella campagna elettorale Trump aveva parlato di una iniziativa per abbassare i prezzi dei farmaci, ma nel suo discorso di pochi giorni fa non ha neanche ipotizzato di consentire a Medicare di contrattare i prezzi. Non è una grande notizia il venir meno da parte di Trump alle sue promesse, è un po' come pretendere di fare un titolo su un cane che ha morso una persona. Eppure sarebbe stato del tutto plausibile, considerando che l'America è il paese al mondo che consente alle industrie farmaceutiche di fare prezzi come monopoli. Il fatto è che le lobby non solo continuano ad essere potenti, oggi sono anche entrate a dirigere con i propri uomini il Dipartimento della Sanità.

Quello che è buono per l’industria farmaceutica non è buono per l’America (per esperti), (dal blog di Paul Krugman, 12 maggio 2018)

[1] Il surplus (o rendita) del consumatore è la differenza positiva fra il prezzo che un individuo è disposto a pagare per ricevere un determinato bene o ...

La morte dell’accelerazione (per esperti), dal blog di Paul Krugman, 11 maggio 2018.

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