[1] Forse c’è un errore nel testo inglese, mi pare che dovrebbe essere “non traggono”. [2] In un vecchio post del settembre 2010, Krugman citava ...
[1] Come qualcuno ricorderà, Krugman scrive Jeb Bush con l’aggiunta di un punto esclamativo perché intende ironizzare sul logo del candidato repubblicano (in realtà, il ...
(1) La tabella mostra gli andamenti dell’occupazione nei due Stati simbolo delle poltiche economiche dei democratici e dei repubblicani, la California e il Kansas. Gli ...
[1] Il titolo potrebbe sembrare anche per Stiglitz un tantino “irrispettoso” nei confronti della banca centrale degli stati Uniti. Ma, a parte il fatto che ...
Jeb Bush di recente è passato all'attacco del temibile concorrente, attualmente favorito, Donald Trump. Ma non lo ha attaccato sulle proposte assurde di concentrare e deportare 11 milioni di immigrati, bensì sulla sua disponibilità ad accettare tasse più alte per i più ricchi ed un sistema di assistenza sanitaria universalistico. L'accusa è di eresia rispetto alla dottrina economica dei repubblicani. Sennonché, si scopre da alcuni sondaggi che la base repubblicana non è affatto turbata da queste eresie. Probabilmente ciò dipende dal fatto che il miliardario Trump si paga la campagna elettorale di tasca sua, e non ha necessità di un preventivo giuramento di lealtà verso i ricchi sovvenzionatori del Partito Repubblicano. Tutto questo non cambia niente, quanto alla assurdità e grossolanità di Trump. Ma si scopre un aspetto del senso comune degli elettori repubblicani che potrebbe costituire una novità rilevante.
[1] Ovvero, un reato espressamente previsto dalle leggi statunitensi, che consiste nel truffare altre persone sfruttando una condizione di ‘affinità’ con le stesse (perché si ...
[1] Le varie linee indicano: quella in blu, l’incremento netto della produttività; quella sottostante, i reali compensi medi orari, laddove per “reali” si intende in ...
[1] Lo stesso concetto che si trova nella connessione, Frankel lo spiega nell’articolo che abbiamo qua appena tradotto, del 4 settembre. [2] I “requisiti al ...
Quattro paesi al mondo hanno una valuta che si chiama dollaro: oltre agli Stati Uniti, il Canada, l'Australia e la Nuova Zelanda. Questa banale constatazione offre qualche insegnamento? Intanto che, diversamente da quello che si pensa in Europa, si può essere profondamente connessi con altre economie, continuando a gestire una propria valuta (Canada e Stati Uniti). Poi che operare svalutazioni della propria moneta non è quella disgrazia che pretende la destra (tornò assai utile negli anni '90 al Canada e negli anni 1997 - 1998 all'Australia, che si tenne fuori dalla crisi finanziaria asiatica). Infine, che rinunciare al "prestigio" di una valuta internazionale - ovvero al far parte del paniere delle moneta di riserva - non è una gran danno, giacchè quello che conta, nell'attrarre capitali e nel commercio internazionale, è la stabilità delle norme e dei sistemi politici. La moneta è un tema da trattare con pragmatismo, fuori dai miti.
[1] Un “composite index” è un raggruppamento di titoli, di indici o di altri fattori combinati secondo un criterio predefinito, che forniscono nel corso del ...
[1] Suppongo sia il tasso di disoccupazione, secondo le modalità di misurazione in uso negli Stati Uniti (ovvero, sono disoccupati coloro che non hanno lavoro, ...
[a] Suppongo che ci sia un errore nel testo (‘our’ anziché ‘or’). [1] In un’altra occasione, nel post di Krugman del 12 settembre ...
(1) Nei giorni scorsi, in occasione del consueto convegno che la Fed tiene ogni anno nella località di Jackson-Hole, si è tenuto, nella stessa ...
[1] Suppongo che in questo caso “retrogrado” sia il significato che si vuole esprimere – ovvero, un giudizio sui modelli economici usati da Tobin che ...
« Pagina precedente — Pagina successiva »