[1] La Tabella riguarda l’evoluzione dei trasferimenti netti federali, che è cresciuta per effetto dei costi indotti dalla crisi sociale. [2] Robert Mundell, economista canadese ...
[1] Giornalista del Wall Street Journal e scrittore su temi economici, di orientamento nettamente conservatore. [2] È ...
Quello che impressiona in Europa è la molteplicità di situazioni di crisi, con storie molto diverse l'una dall'altra. Nell'Europa del nord, sono i casi dalla Finlandia, della Danimarca, sino all'Olanda. Oppure nell'Europa del sud, dove il cosiddetto 'successo' della Spagna consiste in un tasso di disoccupazione al 23 per cento e in un livello del reddito reale procapite che è del 7 per cento inferiore a prima della crisi. E' dipeso dalla scommessa male architettata dell'euro? Certamente è così, anche se la soluzione potrebbe ancora essere trovata in una riforma profonda dell'Europa, inclusa una attenuazione del debito per i paesi che ne soffrono, il superamento della ricetta dell'austerità e il superamento della depressiva bassa inflazione. La vittoria dei 'no' in Grecia è aperta a molte incognite. Ma la vittoria dei 'sì' comporta una deprimente certezza: rafforzerebbe tutti coloro che hanno portato l'Europa a tante crisi, e alla fine il paesaggio economico e politico sarebbe ancora peggiore di quello di oggi.
[1] Come forse si vede, nel titolo inglese il “già” non c’è e neanche c’è l’aggettivo “passati”. Il punto è che il titolo inglese deforma ...
[1] Porto Rico è la più piccola isola delle Grandi Antille, situata tra la Repubblica Dominicana – che a sua volta è limitrofa a Cuba ...
Provo a ripercorrere alcune delle informazioni e delle idee che vengono dai testi tradotti negli ultimi mesi sulla Grecia, e a metterle a confronto con il prevalente giudizio di buona parte dei media e della politica nazionale ed europea sulla ‘irresponsabilità’ e ‘inaffidabilità’ dei governanti greci (è il “pensiero unico” in voga in queste settimane), facendomi guidare da una domanda che non mi pare troppo ingenua: quale logica dovrebbe seguire un ragionamento su un paese in profonda crisi economica – la disoccupazione giovanile al 60 per cento! – e con un onere del debito che tutti riconoscono sproporzionato alle sue possibilità? Insomma, di cosa si sta parlando?
Credo che due semplici domande dovrebbero essere giudicate da tutti preliminari ad ogni ragionamento sensato (a dire il vero, le domande sono talmente semplici da rasentare la stupidità, ma è quello che mi propongo di illustrare; ovvero l’insidia maggiore nei ‘pensieri unici’ è esattamente la stupidità, perché solo ragionando in modo stupido si creano quelle condizioni di opacità che deformano il buon senso e, a seguire, anche il metodo democratico).
Ecco le domande ....
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[1] Si tratta di una intervista di Eichengreen a “The Conversation”.
Al punto attuale della vicenda greca, ci sono due aspetti di fondo che occorre tenere a mente. Il primo è che l'austerità che la Grecia ha sopportato in questi anni sarebbe stata del tutto sufficiente a rimettere in ordine i suoi conti pubblici, se quella stessa austerità non avesse tramortito la sua economia. Le pensioni ed i salari sono stati ridotti, il pubblico impego è stato tagliato per il 25 per cento, le tasse sono aumentate; ma l'economia è crollata e con essa sono crollate le entrate, e dunque la percentuale del debito è salita. Il secondo aspetto è che le famose condizioni della troika che oggi vengono sottoposte al referendum dei greci, in sostanza propongono una austerità ulteriore. I burocrati di Bruxelles non sono i presunti tecnocrati di cui si parla, sono in pratica dei fantasisti che hanno voluto ignorare ogni lezione conosciuta dell'economia. Più che di analisi economica, sono specialisti del potere, ed il loro potere si basa sull'idea che una uscita dall'euro sia impensabile. Occorre smettere di considerarla impensabile, se si vuole costruire una strada per un riforma radicale di un esperimento che in questo modo non può funzionare, se non con prezzi economici e democratici ormai insopportabili.
[1] La famosa espressione “fategli un’offerta che non possa rifiutare” è forse diventata la frase più nota del film (e del libro) Il Padrino, ...
[1] Il riferimento è ad un articolo su VOX, che prende lo spunto dalla decisione dello scorso giovedì da parte della Corte Suprema per definire ...
[1] Si riferisce ad un post in polemica con l’economista Jeffrey Sachs del 7 gennaio 2015. [2] “Gotcha” ha il significato di “prendere in castagna” ...
Pare che in queste ore la Corte Suprema abbia deciso di non utilizzare il pretesto della trascuratezza di qualche espressione contenuta nella legge di riforma sanitaria per demolirla. Finalmente, dunque, ci si può concentrare sulla sostanza del suoi risultati, sino a questo punto. Il numero dei non assicurati è grandemente diminuito, ed una buona parte di coloro che restano senza assistenza dipende dal boicottaggio degli Stati a direzione repubblicana che si sono opposti alla espansione del programma Medicaid. Le polizze sono molto meno dispendiose di quello che si pretendeva. I costi generale della sanità sono inferiori al previsto. I posti di lavoro in generale non sono crollati, ma aumentati ad un ritmo che non si vedeva dagli anni '90. Perchè, dunque, tanto livore nei confronti di un atto di governo positivo? Perchè il terrore era proprio quello: che si dimostrasse che ci sono atti di governo che funzionano.