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Una cosa che gli economisti non pensavano possibile accadesse in Europa, di Matthew Yglesias (dal blog VOX, 5 febbraio 2015)

Una danza con Draghi (dal blog di Krugman, 5 febbraio 2015)

I Conservatori vanno dietro ai Repubblicani sul cambiamento climatico, di Simon Wren-Lewis (da Mainly Macro, 3 febbraio 2015)

[1] Pare fosse un banchiere russo, tale Andrei Borodin, e che il contributo (non di 1000, ma di 28.000 sterline)  fosse inammissibile per la legge ...

Il racconto edificante della Grecia di Joseph E. Stiglitz (da Project Syndicate, 3 febbraio 2015)

[1] Vere e proprie prigioni, spesso più precisamente ‘case di lavoro’, nelle quali i debitori erano costretti a lavori forzati nella forma di risarcimenti. Questa ...

Clientelismo macroeconomico (3 febbraio 2015)

[1] Come ho notato varie volte, e come in fondo conferma anche questo post, nel linguaggio politico americano, o almeno in quello di Krugman, populismo ...

Il duro lavoro della Fed (3 febbraio 2015)

[1] Suppongo nel senso che anche Duy è diventato perplesso sull’ipotesi di un rialzo. Infatti, sul suo blog in data 2 febbraio egli commenta il ...

Chi è irragionevole, adesso? (2 febbraio 2015)

La scusa del lungo periodo, di Paul Krugman (New York Times 2 febbraio 2015)

John Maynard Keynes,quando osservò che "nel lungo periodo saremo tutti morti", non intendeva dire che che il futuro lontano non è importante. Intendeva dire, come in effetti disse, che se durante una tempesta gli economisti si limitano a sostenere che quand'essa sarà passata il mare tornerà calmo, si ritagliano un compito un po' troppo facile. Il lungo periodo, da anni, è il rifugio di chi non vuole ragionare e prendere posizione sui temi concreti della politica monetaria e della spesa pubblica antirecessiva oggi incombenti. Obama pare che stia per presentare proposte concrete in tal senso, e sarebbe bene se i cultori del lungo periodo non accampassero ulteriori scuse e si dotassero del coraggio morale di discutere cosa è necessario fare oggi.

La scomparsa di Alan Simpson (1 febbraio 2015)

[1] Copresidente repubblicano di una famigerata commissione sul deficit, voluta anche da Obama, che nel 2011 chiese immediati provvedimenti di austerità negli USA. L’altro copresidente ...

Cere da pavimenti, guarnizioni per dolci e produzione di blog (1 febbraio 2015)

[1] Andrew Sullivan – assieme a Josh Marshall – è considerato il padre della blogosfera statunitense.               [2] Donald ...

Cattiva “Taylorizzazione” (31 gennaio 2015)

[1] In un post del 30 gennaio sul suo blog “longandvariable”.

Vedo Persone Molto Serie morte (dal blog di Krugman, 30 gennaio 2015)

[1] E’ una delle espressioni ironiche costanti del repertorio krugmaniano, obbligatoriamente a lettere maiuscole. Vedi le note sulla traduzione.

Cosa ha provocato la Grande Recessione in Europa? Cosa l’avrebbe potuta evitare? (traduzione dell’articolo del novembre 2014 di Philippe Martin e Thomas Philippon)

[1] Si intende blocchi improvvisi dei flussi finanziari, solitamente esterni al paese. [2] Traduco “counterfactual” con “ipotesi alternativa” perché, in fondo, mi pare più comprensibile ...

Un funerale Greco per l’austerità tedesca, di Joschka Fischer (da Project Syndicate, 30 gennaio 2015)

[1] Nota forse superflua, ma in questo caso è chiaro che l’Autore si sta riferendo ad una riduzione del debito derivante dalla politiche nazionali e ...

Il test greco dell’Europa, di Paul Krugman (New York Times 30 gennaio 2015)

La vicenda greca può essere affrontata con realismo, oppure ancora con le mitologie ed i moralismi che hanno contraddistinto sinora la politica europea. Attualmente le istituzioni in Grecia hanno un avanzo positivo tra quanto riscuotono dalle tasse e quanto spendono, al netto degli interessi che devono pagare. Oggi i finanziamenti che la Grecia ottiene dall'esterno, in pratica servono a pagare il debito. Un po' come se tutta l'operazione non riguardasse il salvataggio della Grecia, ma delle banche creditrici. Nessuno chiede che il Governo non abbia più un avanzo primario; si tratta di concordare se una parte di quell'avanzo non possa essere utilizzata per ridurre gli effetti disastrosi dell'austerità. E, con i notevoli tagli sui salari, la competitività greca è in crescita; oggi essa è soprattutto frenata dalla austerità eccessiva. Se essa venisse ridotta, la disoccupazione diminuirebbe. Insomma: o i miti e il moralismo, o une certa dose di realismo e di senso della democrazia.

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