[1] Pare fosse un banchiere russo, tale Andrei Borodin, e che il contributo (non di 1000, ma di 28.000 sterline) fosse inammissibile per la legge ...
[1] Vere e proprie prigioni, spesso più precisamente ‘case di lavoro’, nelle quali i debitori erano costretti a lavori forzati nella forma di risarcimenti. Questa ...
[1] Come ho notato varie volte, e come in fondo conferma anche questo post, nel linguaggio politico americano, o almeno in quello di Krugman, populismo ...
[1] Suppongo nel senso che anche Duy è diventato perplesso sull’ipotesi di un rialzo. Infatti, sul suo blog in data 2 febbraio egli commenta il ...
John Maynard Keynes,quando osservò che "nel lungo periodo saremo tutti morti", non intendeva dire che che il futuro lontano non è importante. Intendeva dire, come in effetti disse, che se durante una tempesta gli economisti si limitano a sostenere che quand'essa sarà passata il mare tornerà calmo, si ritagliano un compito un po' troppo facile. Il lungo periodo, da anni, è il rifugio di chi non vuole ragionare e prendere posizione sui temi concreti della politica monetaria e della spesa pubblica antirecessiva oggi incombenti. Obama pare che stia per presentare proposte concrete in tal senso, e sarebbe bene se i cultori del lungo periodo non accampassero ulteriori scuse e si dotassero del coraggio morale di discutere cosa è necessario fare oggi.
[1] Copresidente repubblicano di una famigerata commissione sul deficit, voluta anche da Obama, che nel 2011 chiese immediati provvedimenti di austerità negli USA. L’altro copresidente ...
[1] Andrew Sullivan – assieme a Josh Marshall – è considerato il padre della blogosfera statunitense. [2] Donald ...
[1] In un post del 30 gennaio sul suo blog “longandvariable”.
[1] E’ una delle espressioni ironiche costanti del repertorio krugmaniano, obbligatoriamente a lettere maiuscole. Vedi le note sulla traduzione.
[1] Si intende blocchi improvvisi dei flussi finanziari, solitamente esterni al paese. [2] Traduco “counterfactual” con “ipotesi alternativa” perché, in fondo, mi pare più comprensibile ...
[1] Nota forse superflua, ma in questo caso è chiaro che l’Autore si sta riferendo ad una riduzione del debito derivante dalla politiche nazionali e ...
La vicenda greca può essere affrontata con realismo, oppure ancora con le mitologie ed i moralismi che hanno contraddistinto sinora la politica europea. Attualmente le istituzioni in Grecia hanno un avanzo positivo tra quanto riscuotono dalle tasse e quanto spendono, al netto degli interessi che devono pagare. Oggi i finanziamenti che la Grecia ottiene dall'esterno, in pratica servono a pagare il debito. Un po' come se tutta l'operazione non riguardasse il salvataggio della Grecia, ma delle banche creditrici. Nessuno chiede che il Governo non abbia più un avanzo primario; si tratta di concordare se una parte di quell'avanzo non possa essere utilizzata per ridurre gli effetti disastrosi dell'austerità. E, con i notevoli tagli sui salari, la competitività greca è in crescita; oggi essa è soprattutto frenata dalla austerità eccessiva. Se essa venisse ridotta, la disoccupazione diminuirebbe. Insomma: o i miti e il moralismo, o une certa dose di realismo e di senso della democrazia.
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