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La Germania e il taglio dei costi precedente alla recessione, di Simon Wren-Lewis (da Mainly Macro, 7 novembre 2014)

Il ritorno dell’abracadabra (3 dicembre 2014)

[1] “Abracadabra” è un po’ l’equivalente della frase magica “focus hocus pocus”. [2] Altro editorialista del New York Times che di recente ha scritto un ...

I prezzi del petrolio e le tendenze deflattive (1 dicembre 2014)

[1] Vedi “headline and core inflation” alle note sulla traduzione. “Complessiva” è il termine che si utilizza, ma non è granché soddisfacente. Va inteso nel ...

I famosi falsi fallimenti delle previsioni (1 dicembre 2014)

[1] Il riferimento è ad un post del 22 gennaio 2009.

Essere cattivi europei, di Paul Krugman (New York Times, 30 novembre 2014)

Qual è in Europa il Paese che è stato ed è maggiormente fuori linea in materia di costi del lavoro e di prezzi? I dati mostrano che l'andamento più abnorme è stato ed è quello della Germania, che con gli incrementi minori in pratica mette in atto una politica basata sull'impoverimento dei propri vicini ed esporta su di essi la deflazione. Il confronto con la Francia lo mostra con chiarezza. La Grecia del resto è stata un caso unico di irresponsabilità nelle finanze pubbliche. Ed anche l'Italia, che ha avuto incrementi nei prezzi e nei costi più elevati, non è così disallineata come la Germania. Dunque, non è sbagliato dire che ci sono stati andamenti abnormi, è sbagliato attribuirli ai paesi debitori e continuare a non vedere che si sono prodotti principalmente nel paese più forte.

L’anomalia europea (dal blog di Krugman, 30 novembre 2014)

La fine dei tassi artificialmente bassi (28 novembre 2014)

Macroeconomicamente, l’avete dinanzi al naso (dal blog di Krugman, 28 novembre 2014)

[1] Questa tabella – che abbiamo trovato altre volte – mostra come persino nella brusca crisi spagnola i salari hanno avuto una andamento molto più ...

I rendimenti decrescenti non sono spreco (per esperti) (28 novembre 2014)

[1] Come si apprende dalle due connessioni (Business Insider e the Economist), lo studio sarebbe di fonti ufficiali cinesi.

Inquinamento e politica, di Paul Krugman (New York Times 27 novembre 2014)

Agli inizi di questa settimana la Agenzia americana per la Protezione dell'Ambiente ha annunciato i regolamenti proposti per la limitazione dell'inquinamento dell'ozono e, come era prevedibile, i repubblicani sono andati all'attacco. Nel passato il Partito Repubblicano non era una partito antiambientalista: i poteri all'EPA furono decisi da un voto bipartisan, che divenne legge con la firma di Nixon; le regole che limitarono le piogge acide furono firmate da Bush padre. Dipende dai soldi con cui le imprese che inquinano finanziano i movimenti anti ambientalisti? E' indubbio, così come è sicuro che è un fenomeno che attiene ad una vera e propria recente ideologia. Ma in ultima analisi è soprattutto una conseguenza di una crescente ineguaglianza. Una fetta esigua di americani molto ricchi ha preso le distanze dal resto del paese, e si è trascinata dietro il Partito Repubblicano.

I rendimenti dei bond nell’area euro (27 novembre 2014)

[1] La “Festa del Ringraziamento” si celebra negli Stati Uniti il quarto giovedì del mese di novembre, dunque il 27 del novembre scorso. Perchè i ...

Keynes sta lentamente vincendo (26 novembre 2014)

[1] La connessione è con un articolo dello stesso Businessweek dal titolo “Keynes è l’economista di cui il mondo ha bisogno oggi”. [2] Vedi il ...

L’economia alle basse, di Paul Krugman New York Times 23 novembre 2014

Sono sei anni che i tassi di interesse sono al 'limite inferiore dello zero', ovvero che l'economia è ai suoi minimi. Allora fu spiegato che quando l'economia è in quella situazione, si entra in pratica in un modo rovesciato. La spesa pubblica non è più in competizione con l'investimento privato; ciò che prima sembrava rischioso, ora diventa necessario. Questa fu la realtà dell'America negli anni Trenta, o del Giappone a partire dagli anni '80. Ma chi ha il potere di decidere procede di solito con presentimenti, non con analisi economiche serie. Per questo si sono previsti rialzi dei tassi e picchi dell'inflazione che non ci sono mai stati. Ma ci si è guardati dall'ammettere gli errori. Ed è illusorio pensare che i danni siano terminati.

La saggezza di Peter Schiff (22 novembre 2014)

[1] Peter Schiff è un imprenditore, commentatore finanziario ed autore americano. In economia è orientato sulla scuola austriaca.               ...

Ineguaglianza e crisi: lo scetticismo scandinavo (21 novembre 2014)

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