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Il ‘domino’ del clima, di Paul Krugman (New York Times 5 giugno 2014)

I tre argomenti che la destra americana mette in campo contro l'iniziativa assunta da Obama e dalla Agenzia oper la Protezione dell'Ambiente in materia di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, sono: Cospirazione, Costi e Cina. Il primo, la pretesa che il riscaldamento climatico sia una cospirazione di migliaia di scienziati, indica soltanto la deriva anche psichica del Partito Repubblicano. I costi, come ha mostrato involontariamente anche lo studio della Camera di Commercio degli Stati Uniti, sono assai più modesti di quello che si pretende. Quanto alla Cina, la cosa più probabile è che si innescherà un effetto a catena, perchè sarà possibile applicare sui beni importati una "tariffa del carbone", quando essi fossero prodotti con processi inquinanti.

Creare un società dell’apprendimento, di Joseph E. Stiglitz (da Project Syndicate, 3 giugno 2014)

Per i bond, questa volta è diverso (2 giugno 2014)

Il conforto del carbone (2 giugno 2014)

[1] Ovvero, un sistema mirante alla limitazione delle emissioni che si basa sulla definizione di un limite (“cap”) e sulla possibilità successiva di aprire un ...

Sulla negazione dell’ineguaglianza, di Paul Krugman (New York Times 1 giugno 2014)

La baruffa intellettuale attorno al preteso 'smascheramento' da parte del Financial Times dei dati utilizzati da Thomas Piketty nel suo libro sulla crescita delle diseguaglianze, è finita come era prevedibile. Ad essere 'smascherato' è stato Chris Giles, uno degli autori di quelle critiche. Semplicemente egli aveva utilizzato a piacere i dati provenienti dalle serie fiscali e quelli provenienti dai sondaggi; ma questi ultimi sottostimano grandemente l'ineguaglianza, per la semplice ragione per la quale intervistare i miliardari con i sondaggi non è una cosa semplicissima. Il punto è che la grande attenzione al tema della diseguaglianza ha ferito la sensibilità di una parte delle classi dirigenti. Raccontavano un'altra storia, di una ricchezza che scendeva facilmente dall'alto in basso,e si ritrovano a dover ammettere che negli ultimi decenni le cose hanno funzionato nel senso opposto.

Quella negazione dell’ineguaglianza dei vecchi tempi (31 maggio 2014)

    [1] In realtà l’articolo appare pubblicato on-line su “The American Prospect” nel dicembre del 2001. L’articolo è in effetti quasi una copia del ...

I dubbi confutati su Thomas (dal blog di Krugman, 30 maggio 2014)

Tagliare sul carbone, di Paul Krugman (New York Times 29 maggio 2014)

La prossima settimana la Agenzia per la Protezione dell'Ambiente (EPA) renderà note le sue decisioni in materia di nuovi regolamenti per contrastare il cambiamento climatico, che in gra parte consisteranno im nuovi limiti alle emissioni dei gas serra nelle centrali elettriche. La Camera di Commercio americana ha messo in circolazione un rapporto preventivo, che lamenta costi probitivi. Ma anche stando ai suoi numeri, per varie ragioni esagerati, si spenderebbe un quinto dell'1 per cento di tutto il bilancio degli Stati Uniti. Dunque, una iniziativa del tutto conveniente. L'America sino ad oggi ha bloccato gli accordi internazionali: con una iniziativa del genere essa potrebbe rimettere tutto in movimento. Perchè dunque la Camera di Commercio americana si accanisce tanto? Perchè gli interessi dei fratelli Koch, petrolieri e grandi benefettori della destra americana, non sono gli interessi dell'America.

Risposta al Financial Times. Thomas Piketty, 28 maggio 2014

    [1] Per una migliore comprensione, ogni volta che nel testo in italiano ci si riferisce ad una connessione, è sufficiente aprire le varie ...

Le Lanterne Verdi europee (26 maggio 2014)

[1] Mi immagino, dato che è un motivo che ricorre scherzosamente in Krugman, che l’espressione ‘Lanterne Verdi’ derivi dalla fiction fantascientifica e cinematografica, e si ...

Il successo segreto dell’Europa, di Paul Krugman (New York Times 25 maggio 2014)

La crisi europea è principalmente dipesa dai guai provocati da una unione monetaria che è stata voluta senza che vi fossero le condizioni necessarie, di un unico sistema bancario e di un complesso unico di politiche della finanza pubblica. In America, essa è invece stata raccontata come una conferma della'sclerosi' derivante da stati assistenziali troppo forti e generosi. In tal modo, si è voluto intendere che tale crisi era sostanzialmente un esito di quello che era già chiaro negli anni '80, ovvero di una incapacità di quei sistemi a produrre lavoro. La realtà è che già agli inizi della Amministrazione Bush quel differenziale negativo si stava invertendo, e con gli anni '90 nazioni come la Francia avevano mostrato un dinamismo nuovo. La percentuale di persone al lavoro tra i 25 ed i 54 anni era diventata superiore. Forti sistemi di protezione sociale hanno reso l'Europa più capace di produrre posti di lavoro. E la crisi derivante dalle contraddizioni dell'euro è una storia diversa.

Ha sbagliato tutto, Piketty? (dal blog di Krugman, 24 maggio 2014)

Problemi con i dati ne “Il capitale nel Ventunesimo Secolo” di Chris Giles (Financial Times 23 maggio 2014)

  [1] Mi pare una espressione un po’ curiosa, anche se non mi pare possa avere un particolare significato tecnico (il collegamento rimanda semplicemente alla ...

Crisi degli eurocrati, di Paul Krugman (New York Times 22 maggio 2014)

In questi giorni si svolgono le elezioni per il Parlamento Europeo, e si teme un rilevante successo elettorale di forze di destra contrarie al progetto europeo. E' certo che una gran parte delle responsabilità va ascritta alle classi dirigenti europee. La cosa curiosa è che queste si pretendono tecnocratiche, ma il progetto prematuro della moneta comune avvenne per ragioni politiche ed ideologiche, e la risposta ossessiva dell'austerità non è dipesa neanch'essa da una scrupulosa analisi tecnica. E quando le classi dirigenti perdono il presunto requisito della competenza, non hanno altro a cui afferrarsi. I dirigenti della Banca Centrale Europea, che sono più sensatamente 'tecnici' degli altri settori dell'élite europea, e che hanno evitato la crisi dei tassi di interesse nei paesi debitori, dovranno agire con coraggio contro i rischi di deflazione. Ma all'Europa serve non solo un po' di tecnica, ma un senso maggiore del fondamento democratico del suo progetto. Ci sono dietro le quinte molti individui che fanno paura.

I ‘mangiatori di formaggi’ creatori di lavoro (21 maggio 2014)

  [1] Così gli americani talora definiscono i francesi. [2] Ovvero, nel periodo 25-54 anni, che è appunto considerato il periodo lavorativo ‘principale’. Una delle ...

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